Piano riordino rete ospedaliera: accordo trovato in maggioranza

Alessandro Biancardi

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AGGIORNAMENTO (15.01)

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TERAMO. Verrà portato questa mattina in consiglio regionale il documento tecnico scientifico redatto dal comitato della Salute e i 12 sindaci della Val Vibrata. I sindaci si recheranno in Regione con le fasce e il gonfalone dell'unione di comuni insieme ai cittadini aderenti al comitato per la salute in Val Vibrata.

Nel documento si chiede alla Giunta di razionalizzare le risorse e le scelte, di potenziare la sanità pubblica che è l'unica presente in Val Vibrata e in provincia di Teramo e preservare il numero di posti letto della Asl di Teramo che vede nel piano di riordino una percentuale pari al 3,91 % e del 2,79 % per il presidio ospedaliero Val Vibrata di Sant'Omero, «che era ed è, la più bassa rispetto a quanto proposto per le altre province e presidi abruzzesi». Inoltre nel documento approvato dall'unione dei sindaci si chiede di considerare la particolare composizione orografica del territorio, per popolazione, la posizione limitrofa verso la regione Marche e la vocazione turistica della provincia.

SERVIZI ALL'INTERNO DELLA STRUTTURA OSPEDALIERA

Nel documento viene fornita anche una lista dettagliata di tutte le esigenze all'interno della struttura ospedaliera: «è necessaria», si legge, «la riapertura della scuola per operatori sanitari, infermieri, professori e precari (lsu,co.co.co.,etc.), il potenziamento del pronto soccorso, la copertura urgente dei posti resisi vacanti a seguito di pensionamenti ed integrazione dei mancanti.
Ma quanti sono i posti mancanti?
Dopo una approfondita analisi il documento parla chiaro: «mancano 27 infermieri (minimo) e 16 operatori sanitari. Nei servizi manca personale amministrativo e tecnico per copertura: Cup, centralino, farmacia, portineria. Manca inoltre 1 tecnico di radiologia, 1 tecnico di laboratorio.
Ma anche il personale medico e chirurgico e carente: servono 4 medici di pronto soccorso, 5 chirurghi di chirurgia generale, 4 ortopedici,
2 ortopedici di riabilitazione, 2 medici di medicina generale. Questi andranno a coprire i trasferimenti e i pensionamenti che negli ultimi
5 anni ci sono stati».
Inoltre nel 2007 andranno in pensione 1 primario di ortopedia, 1 primario di medicina, 1 chirurgo ortopedico e personale vario tra infermieri, personale socio sanitario e amministrativo.
In più lasceranno il posto per raggiungimento dell'età pensionabile 6 lavoratori socialmente utili non prorogati e ne stabilizzati dal Comune di Sant'Omero, dalla casa di riposo Rosina Rozzi di Nereto e dal Comune di Sant'Egidio alla Vibrata.

09/01/2007 10.17


ACCORDO RAGGIUNTO

Accordo raggiunto tra i partiti di maggioranza sul Piano di riordino della rete ospedaliera.
La riunione è terminata intorno alle 13.40 e ora si sta predisponendo il testo definitivo del Piano stesso con gli emendamenti apportati nel corso della riunione di maggioranza. Il testo così emendato rispetto alla proposta iniziale presentata dall'assessore alla Sanità, Bernardo Mazzocca, sarà quindi oggetto dell'esame della Giunta regionale, che è stata convocata dal presidente della Regione alle ore 15.
A seguire, intorno alle ore 17, il presidente Del Turco, il vicepresidente Paolini e l'assessore Mazzocca incontreranno sindaci e amministratori comunali all'auditorium di Palazzo Silone.

AN «IL PIANO PENALIZZA ALCUNI»

«Il piano di riordino della rete ospedaliera – spiega il consigliere di An Fabrizio Di Stefano – penalizza oltre modo i territori più svantaggiati che oggi, giustamente, fanno sentire la loro voce. Un esempio su tutti è rappresentato dalla ASL Lanciano-Vasto, cui la giunta assegna un rapporto posti letto/residenti pari al 3,5 per mille, ben al di sotto della media del 4,5 per mille stabilito dalla legge nazionale. La protesta di questa mattina è la logica conclusione di venti mesi di iniziative fallimentari fatte dalla giunta regionale nel campo della sanità – continua Di Stefano – e testimonia l'assoluta mancanza di volontà di condividere le scelte con i cittadini, gli amministratori locali, i rappresentanti sindacali e gli operatori del mondo ospedaliero».
«La cosa peggiore – conclude Di Stefano – è che questi sacrifici, che oggi si chiedono agli abruzzesi, non li salverà dall'ulteriore inasprimento della pressione fiscale già previsto per l'aprile prossimo».

«NESSUNO OSPEDALE VERRÀ CHIUSO».

Lo ha ribadito il presidente della Regione, Ottaviano Del Turco, nell'incontro avuto stamane a Palazzo Silone con i sindaci, amministratori di alcuni comuni abruzzesi e rappresentanti dei comitati locali in difesa dei presidi ospedalieri. Il presidente ha lasciato la riunione di maggioranza per un incontro con sindaci e amministratori di circa un'ora nel corso del quale ha spiegato la ratio e le linee generali del Piano di riordino della rete ospedaliera.
«Se siete qui per protestare contro la chiusura di ospedali - ha detto Del Turco rivolto agli amministratori - alloro vi posso dire che è una battaglia che avete già vinto, perché nessun presidio ospedaliero verrà chiuso o smantellato. La discussione sul piano di riordino riguarda tutti gli ospedali. Sui principi e criteri generali del Piano c'è l'unanimità della Giunta - ha precisato Del Turco - Stiamo discutendo sulla dotazione strutturale e infrastrutturale dei singoli presidi, poi passeremo alla 'specializzazione' in modo da distribuirla con equilibrio su tutto il territorio regionale».
Del Turco ha insistito sul fatto che non sarà chiusa o penalizzata alcuna struttura e la Giunta «terrà conto dell'indifferibile riequilibrio tra le strutture della costa e quelle dell'Abruzzo interno».
«In questo modo - ha aggiunto Del Turco - vogliamo dare agli abruzzesi un quadro di una sanità che elimina gli sprechi e aumenta la qualità, rispondendo così, con assoluta lealtà, all'impegno tutto cambierà ma niente sarà chiuso».
Al presidente della Regione sono stati consegnati due documenti, uno elaborato dai sindaci di alcuni comuni delle province di Chieti e Teramo, l'altro delle aree della Valle Peligna e Alto Sangro: questi ultimi chiedono il rispetto del riequilibrio tra costa e interno della riabilitazione convenzionata.

IDV : «MAGGIORE COLLABORAZIONE»

«Sento – ha detto invece il capogruppo dell'Idv, Bruno Evangelista, «comunque di rivolgere all'assessore Mazzocca, pur apprezzando il lavoro svolto fino ad oggi, l'invito per una più intensa collaborazione con le organizzazioni sindacali e le associazioni di categoria per recuperare interlocutori indispensabili al conseguimento di soluzioni il più possibili condivise e sostenute. Ricordo, poi, all'assessore l'esigenza di individuare al più presto le risorse da destinare nell'ambito del Piano Sanitario Regionale alla medicina del territorio, che rappresenta un elemento di qualificazione per una sanità avanzata e funzionale secondo i dettami e le indicazioni ministeriali e dell'OMS. Bisogna, dunque, partendo dal riordino della rete ospedaliera, avere già idee chiare per l'intero progetto futuro sulla Sanità – conclude Evangelista - che deve trovare al suo interno un'armonizzazione tra le varie aree-sistema rappresentate dall'ospedalità, dalla prevenzione e dai servizi territoriali. Propedeutici al riordino ospedaliero sono infine la chiarezza di rapporti ed i relativi ruoli tra ospedalità pubblica e privata, che devono essere fondati su regole certe e controlli costanti e non elusivi, come purtroppo registrato in passato».

09/01/2007 15.09