Italia dei Valori: «Fatti entro i primi 6 mesi del 2007 o usciremo dall’Unione»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. «Nei primi sei mesi del prossimo anno si passi ad atti concreti per riformare gli enti strumentali; si attui un piano sanitario regionale che non si riduca solo a tagliare posti letto ma aumenti la qualità complessiva del servizio; si vari una legge quadro sulle attività produttive; si creino misure concrete per il sostegno ai lavoratori». È quando chiede oggi l'intero partito dell'Italia dei Valori, «il terzo per importanza dell'Unione», radunato a Pescara «non per lanciare un ultimatum» («sappiamo bene che la nostra forza principale non è quella numerica») ma per dare una scossa al centrosinistra che «finora si è lanciata troppo in proclami e troppo poco ad azioni concrete».
Sentir parlare in questi termini lo stato maggiore del partito di Di Pietro, a quasi due anni di governo regionale del centrosinistra, sembra per certi versi paradossale, assomigliando molto più ad un partito di opposizione che ad uno di coalizione.
Le parole di Carlo Costantini su etica, politica e sanità, poi, sono incredibilmente le stesse di oltre due anni fa: onore alla coerenza ma umiliazione per quanti, votando il centrosinistra, si sono illusi che le cose sarebbero cambiate.
Invece, hanno accusato la sinistra di «spendere troppo», di «farsi la guerra per sponsorizzare questo o quel nome per questa o quella carica», di «fare proclami», di «non mantenere promesse», di «non curarsi dei veri bisogni della regione e della gente», di «assumere atti autoritari senza alcuna concertazione».
«Stiamo dando l'occasione alla minoranza di accusarci delle stesse cose per cui sono stati puniti loro. Questo è assurdo», ha detto Alfonso Mascitelli, consigliere regionale.
Così il disagio dell'Italia dei valori sembra aver raggiunto livelli record con l'approvazione della Finanziaria che, a fronte di nuove tasse e di sacrifici per i cittadini, non ha saputo corrispondere un uguale o superiore sforzo di riduzione dei costi della politica.
«La nostra è e rimane una posizione critica nella maggioranza e siamo contrari alla mercificazione dei principi e delle poltrone» è stato detto.
«E' arrivato il momento di mettere in pratica tutti i buoni propositi e di inaugurare la stagione del fare», ha proposto Bruno Evangelisti, consigliere regionale, «perchè sono tante le promesse lanciate e non mantenute. Crediamo che sia fortemente deleteria questa politica delle tasse prima di tutto e solo poi il risanamento. Anche l'applicazione a singhiozzo dello spoil system è un principio che riteniamo assurdo».
Si è parlato allora di «un fallimento del metodo» e «di aspettative deluse da parte degli elettori», insomma l'aria di cambiamento promessa non si è vista, sono cambiate le persone, ma il metodo è rimasto lo stesso, i risultati sono rimasti gli stessi, e a pagare sono tutti cittadini.

«LEGGEREZZA, SUPERFICIALITA' E PARADOSSI DELLA FINANZIARIA»

Mascitelli ha fatto rilevare una incredibile leggerezza della Regione che ha pubblicato sul Bura del 29 dicembre una legge che all'articolo 1 prevede la cessazione di tutti i componenti dei consigli di amministrazione degli enti strumentali.
Tuttavia un articolo della finanziaria -che sarà pubblicato solo fra una settimana- prevederebbe l'abrogazione del primo che taglia le gambe ai cda con l'impossibilità di esplicare gli effetti previsti dalla legge perché intanto quegli organismi sono già decaduti. Ed ora nessun componente è legittimato a compiere alcun atto.
«Un esempio lampante di approssimazione che fa capire chiaramente con quanta attenzione vengano approvate le leggi», ha spiegato Mascitelli, «la verità è che ci siamo trovati davanti una Finanziaria sotto forma di maxiemendamento non emendabile e preparato tra le quattro mura della sala giunta. L'Italia dei Valori aveva predisposto oltre dieci emendamenti che non sono stati nemmeno discussi. Uno di questi prevedeva, ad esempio, il tetto massimo di € 20.000 per le consulenze esterne degli enti strumentali oltre i quali le stesse consulenze dovevano superare il vaglio anche della giunta. In questo modo potevano essere evitati colpi di testa e personalismi che sono purtroppo frequenti. Vedi il caso dell'Arssa dove si è cancellato un consiglio di amministrazione ma poi un direttore generale ne costruisce uno virtuale con costi praticamente simili».

«9 FONDI ATTRIBUITI AGLI ASSESSORATI CHE SARANNO DISTRIBUITI SENZA CRITERI OGGETTIVI»

«Questa nuova finanziaria, approvata in tutta fretta, non fa riferimento a nessun tipo di legge di settore, anche la ricerca e innovazione tanto sbandierata all'inizio è stata messa da parte», ha continuato Mascitelli, «e l'aumento delle spese è un segno tangibile di una volontà che va in senso contrario a quello che l'opinione pubblica si auspica. Come si spiega allora la creazione di nove fondi che riguardano la cooperazione sociale, i parchi, l'agricoltura, la sicurezza, l'accesso al credito, il fondo per i lavoratori atipici? Tutti questi soldi sono messi a disposizione dei diversi assessorati che con criteri non oggettivi e discutibili potranno distribuirli».
Insomma incongruenze, superficialità e clientelismo di cui «l'Abruzzo non ha più bisogno».

FIRA E SANITA'

I dirigenti dell'Italia dei valori hanno poi contestato ancora una volta le promesse mancate circa la ristrutturazione della Finanziaria regionale che ha ricevuto di recente nuovi fondi da distribuire per le vongolari della provincia di Teramo.
Non solo, la stessa finanziaria gli riaffida in sostanza gli stessi compiti che ha avuto finora.
«Il caso Fira», ha concluso Mascitelli,«non è altro che il chiaro esempio di come possa essere molto pericoloso spingersi troppo oltre, calpestando le regole invece di tenere sempre ben presente il bene collettivo».
«Quello di Cordone è un problema drammatico ed un caso inspiegabile», ha sostenuto Costantini, «è un mistero come sia rimasto in carica per quasi due anni nonostante il nuovo governo regionale. Quello che mi chiedo è perché tutto questo è stato possibile? Perché adesso il centrosinistra si sta dando da fare per sistemare questa persona che è responsabile dello sfascio dell'Asl di Pescara? Che cosa ha fatto Cordone e cosa ha fatto per meritarsi questo interessamento che non fa che creare altri problemi al centrosinistra? Quello che sta avvenendo all'interno della Asl di Pescara ha dello scandaloso; Cordone, infatti, ha ritenuto opportuno conservarsi a fine mandato tutta una serie di promozioni e concorsi, così come le nomine dei primari che solo il braccio operativo della direzione in modo da tenere sotto scacco ugualmente con i propri uomini la sanità pescarese anche una volta andato via».
«Si parla poi di sprechi, consulenze e addirittura fatture pagate due volte. Mi chiedo ci sono forse indagini amministrative avviate per individuare eventuali responsabilità dei dirigenti o dei dipendenti? Lo stesso dicasi anche per la Fira che si trova ora a gestire nuovi finanziamenti con le stesse persone che di fatto lavorano negli uffici»

30/12/2006 14.18