L'Aquila verso le elezioni amministrative: le prime voci

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Vito Albano candidato alle primarie per il partito della Margherita, ha illustrato ieri il suo programma futuro e inevitabilmente, per farlo, è partito dal passato. Tra i punti più incisivi del candidato la voglia di tornare ad «un sano campanilismo» per riassegnare alla città il ruolo di capoluogo che ha perso negli ultimi anni. C'è poi il Movimento civico "L'Aquila città unita" che entra nella seconda fase.
«I disastrosi anni dell'amministrazione Tempesta e le pesanti ripercussioni che ha avuto sul comune». Albano non usa mezzi termini e preannuncia così una campagna elettorale infuocata e forse nemmeno troppo difficile viste le numerose accuse, che piovono da più parti, sull'immobilismo del primo cittadino Biagio Tempesta. «Ci troviamo davanti ad una svolta difficile ed importante», ha dichiarato il candidato, «forse nessuna amministrazione ha creato danni a questa città come quella uscente: è stata la peggiore amministrazione degli ultimi 30 anni di attività».
Ma come rimettere in moto la città? Albano garantisce per lui: « Da medico ho come scopo primario quello di salvaguardare la qualità di vita dei miei pazienti e vorrei replicare questa missione in politica. Non pretendo di avere la soluzione in tasca, ma ho nel cuore la passione e l'amore per questa città».
Primo punto tentare di rilanciare il volto della città dell'Aquila:
«bisogna creare un volano che pian piano tocchi una serie di punti dell'economia».
Riagganciandosi alla protesta sollevata dagli imprenditori locali che hanno accusato il comune di preferire professionalità esterne, Albano ha precisato che «il Comune dovrà essere il nucleo, il fulcro che crea un indotto a livello territoriale, privilegiando le professionalità interne».
Altro punto del programma del candidato la salvaguardia della solidarietà sociale, «che si concretizza creando maggiori supporti agli anziani ai portatori di handicap, nonchè alle loro famiglie» e il taglio dei costi della politica comunale, «soprattutto alla luce di un bilancio disastroso». Per il candidato i costi possono essere compressi sfruttando le professionalità presenti nella struttura
comunale, valorizzando gli stessi funzionari, O ancora, riducendo
il numero degli assessori e le indennità di questi ultimi, e dello stesso sindaco.
Albano infine, ha precisato che lavorerà duramente affinchè «L'Aquila ritrovi il suo ruolo di capoluogo di regione, il suo ruolo di guida, di leader, travalicando i confini provinciali e rilanciando le aree interne, con un po' di sano campanilismo».

29/12/2006 10.23


LA RIVOLUZIONE CIVICA DEL “MOVIMENTO L'AQUILA CITTA' UNITA”

“L'Aquila città unita”, un movimento di persone desiderose di contribuire alla realizzazione di un sogno comune (tornare alla progettualità) è entrato nella seconda fase del percorso che s'era prefissato per partecipare attivamente alle prossime elezioni amministrative per il Comune, ultima spiaggia per risollevare la sorti della città e del suo territorio dopo i guasti del passato, anche recente, che sono sotto gli occhi di tutti.
«Il Movimento è nato, come il nome testimonia, intorno al concetto dell'unirsi, per dire basta alle divisioni che hanno lacerato L'Aquila: tra politici; tra politici e cittadini; tra cittadini stessi», spiegano i promotori, «la città - anche nell'interesse fondamentale del suo territorio - ha bisogno di uscire dall'isolamento in cui è precipitata, recuperando un ruolo centrale, baricentrico, che pure ha avuto per lunghi periodi della sua storia. Ha bisogno di tornare a credere nelle sue eccellenze (alcune uniche al mondo), nei suoi giovani, nelle sue professionalità, oggi spesso costretti ad abbandonare la città.
Un progetto nuovo, concreto, condiviso con i cittadini prima e con le forze politiche poi. In un parola: alternativo, con al centro il cittadino, per troppi anni tenuto fuori dalle scelte e dal dibattito politico. Vogliamo che siano i cittadini a scegliere, a dire la loro, a partecipare alla vita sociale della città e delle frazioni con entusiasmo nuovo».
In questi mesi il Movimento ha cercato di aggregare quanti più cittadini possibile attorno al suo sogno: gli scontenti sì, ma anche i più motivati, i giovani, le donne, gli anziani, i professionisti. La partecipazione è andata al di là delle più rosee aspettative.
Nelle riunioni del lunedì sera - in una sala presso l'Opera Salesiana - ognuno ha potuto portare il suo contributo di idee, di voglia di cambiare, di rinnovato orgoglio, di speranza. Sono state tenute le consultazioni utili per la stesura del programma elettorale.
Nei vari incontri, nell'ordine, si sono alternati alcuni sindaci del comprensorio; il direttore generale della Carispaq, Rinaldo Tordera; il direttore dello stabilimento Sanofi-Aventis, Raffaele Marola; l'urbanista Pierluigi Properzi; l'arcivescovo Giuseppe Molinari insieme con il parroco di Paganica, don Dante Di Nardo; il manager della Asl, Roberto Marzetti e i presidenti degli Ordini professionali Gianlorenzo Conti (Architetti), Paolo De Santis (Ingegneri), Giuseppe Zia (Ordine nazionale ingegneri) e Maurizio Papale (Periti industriali).
Ora è scattata la seconda fase.
«Chiuse le consultazioni», spiegano i coordinatori, «il Movimento, per raggiungere l'obiettivo di competere con una propria lista alle imminenti elezioni comunali, ha iniziato a stendere le linee strategiche programmatiche, individuando una serie ben precisa di obiettivi: valorizzare le enormi potenzialità della città (Università, territorio, cultura e turismo), investire sulle infrastrutture necessarie allo sviluppo (viabilità, collegamenti, centro congressi, palasport, teatro-tenda, palazzo della musica, palazzo delle arti, ricettività, musei), abbattimento degli sperperi dell'amministrazione (riduzione del numero degli assessori, delle aziende municipalizzate, dei gettoni di presenza), ridare opportunità nuova ai tantissimi giovani attraverso una serie di interventi che possano far rinascere la città. Dunque, una sorta di rivoluzione civica per cercare di risalire la china dopo le umiliazioni, gli “scippi”, gli affronti che la città e il suo territorio hanno dovuto subire negli ultimi anni. Superare questa emergenza civica è opera difficile, ma non più rinviabile: è l'unica strada possibile. Qualcuno deve cominciare e il Movimento si è assunto questo compito. Per raggiungerlo, è fondamentale il contributo di tutti».

29/12/2006 14.08