«Quel degrado archeologico della vecchia Teate»

Alessandro Biancardi

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CHIETI. Tempietti e parco archeologico di Chieti nel mirino delle critiche di Cristiano Vignali, responsabile giovanile della Fiamma Tricolore. Degrado, incuria, nessun interessamento da parte dell'amministrazione avrebbero prodotto, nel tempo, una situazione indecorosa per la parte storica della città.
«Il Parco Archeologico della Civitella con annesso Stellario a tutt'oggi versa nel più assoluto abbandono», scrive Vignali in una lettera indirizzata al sindaco Ricci, al presidente della Regione Del Turco e della Provincia Coletti. «Il Parco», continua l'esponente della Fiamma, «viene continuamente esposto ad atti vandalici ed all'azione degli agenti atmosferici, specie dopo il burrascoso rapporto tra la Sovrintendenza e l'Archippe, troncato a margine di uno stucchevole tira e molla portato avanti a suon di carte bollate tra promesse non mantenute ed impegni rimasti nelle carte a causa della mala gestione da parte degli amministratori di centrosinistra della Sovrintendenza e del Comune, disinteressati a valorizzare e promuovere il patrimonio archeologico dell'antica Teate».

Secondo Vignali «gli incontri, le conferenze, i dibattiti ed i finti interessamenti sul tema in questione sono solo meri strumenti di becera demagogia politica, che non porteranno nessun risultato concreto» .

E la colpa, secondo il rappresentante della Fiamma sarebbe da ripartire in egual misura al Comune e alla Sovrintendenza «ree di aver sperperato inutilmente tutto il denaro pubblico anche quello per la manutenzione dei beni archeologici. Alcuni anni fa», ricorda Vignali, «l'amministrazione comunale di centrodestra teatina ha stornato il finanziamento di 12 miliardi di vecchie lire a beneficio della Sovrintendenza mirato a valorizzare le strutture della Civitella ed in particolar modo per riportare in luce le parti sotterranee del teatro romano al di sotto di Via A. Herio, con la creazione di un cavalcavia che consentisse ai visitatori di ammirare le parti oggi non visibili dell'importante reperto».
Ma quei soldi sono stati poi impiegati per gli scavi che hanno riportato in luce le strutture della Cavea e delle murature, «che poi, inspiegabilmente, sono state risotterrate dopo averle soltanto fotografate, così come è avvenuto anche per il mosaico di piazza Valignani, rimasto sepolto in una buca rettangolare in cemento armato, senza neppure le telecamere promesse» .

I TEMPIETTI ROMANI

Stessa sorte anche per loro e a poco sarebbe valso, secondo Vignali l'incontro promosso dall'amministrazione comunale lo scorso 1° dicembre tra il sindaco Ricci, l'assessore alla Cultura Di Cosmo, il dirigente dell'VIII settore del Comune di Chieti e Adele Campanelli e Claudio Finarelli della Sovrintendenza dal titolo "Chieti e il patrimonio archeologico " .
«La verità», sostiene Vignali, «è che, mentre gli irresponsabili amministratori di centrosinistra della Sovrintendenza e del Comune fanno inutili e demagogiche riunioni per non concludere niente i Tempietti continuano a " marcire "
nell'immondizia con le strutture in disfacimento» .

29/12/2006 9.12