Bruciata all’Emiciclo una copia del Regolamento della Regione Abruzzo

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. La clamorosa protesta è andata in scena questa mattina. A protestare sono stati i consiglieri regionali del centrodestra per «denunciare come venga regolarmente calpestata – con il mancato rispetto del regolamento consiliare e dello Statuto – la democrazia rappresentativa e, con essa, l'intero popolo abruzzese».
E l'attacco sferrato è diretto e senza precedenti contro la gestione del Consiglio regionale e del suo presidente.
«Marino Roselli non ha né le capacità né l'autonomia necessaria per svolgere in maniera autorevole e credibile il ruolo di Presidente del Consiglio. Pur di obbedire ai desiderata di Del Turco, Roselli non esita a infrangere il regolamento, che evidentemente considera carta straccia, dimostrando tutta la sua inadeguatezza», ha detto il capogruppo di An Alfredo Castiglione a margine dei lavori del consiglio regionale, sospesi ancora una volta a causa della mancanza del numero legale.
«E' avvilente dover prendere atto, una volta di più, come una maggioranza che – in forza dei numeri, 27 consiglieri su 40 – dovrebbe essere schiacciante, si confermi invece sempre più spaccata, litigiosa e inconcludente, in una sola parola: irresponsabile. Sono stati d'accordo solo sul come spennare gli abruzzesi, ovvero aumentando a dismisura le tasse. Ora già stanno litigando per la spartizione del lauto bottino. Di fronte a certi atteggiamenti banditeschi non rimane che far sapere ai cittadini con chi hanno a che fare, senza escludere altre iniziative ancora più clamorose».

«Non si tratta – spiega il consigliere di An, Giovanni Pace – di un black out estemporaneo, episodi del genere – purtroppo – si rincorrono troppo spesso, di commissione in consiglio, e finiscono per rappresentare un problema serio, direi un'emergenza cui dovrebbero far fronte gli stessi consiglieri di maggioranza. L'esigenza di avere un consiglio che funzioni bene e con regole rispettate è senza dubbio per tutti più importante di valutazioni legate alla contingenza che possono far pensare di stiracchiare il regolamento a seconda delle convenienze del momento di alcuni gruppi. L'invito che rivolgo ai colleghi di maggioranza è a riflettere su questa considerazione piuttosto che lasciarsi inghiottire da un'ipotesi di approvazione a tutti i costi dell'esercizio provvisorio, specialmente laddove questo percorso comporti violazioni e mortificazioni – non solo del regolamento – ma del ruolo e aggiungerei della dignità politica del consiglio regionale e dei singoli consiglieri regionali».

GIORGIO DE MATTEIS (ITALIA DI MEZZO)

«La clownesca maggioranza che, ahinoi, tenta di governare l'Abruzzo, ha dato questa mattina l'ennesima dimostrazione della propria incapacità: dopo aver convocato il Consiglio regionale nella mattinata odierna, la maggioranza stessa, con richiesta firmata dall'assessore D'Amico (solo successivamente ritirata perché in disaccordo) e dai consiglieri Aceto e Cesarone, ha chiesto la verifica del numero legale in modo da farlo mancare, e, in conseguenza di tale richiesta, i componenti del centrosinistra hanno mandato deserta la seduta. E' evidente e reiterato, a questo punto, l'atteggiamento di disprezzo nei confronti delle Istituzioni».



19/12/2006 12.58