Finmek, scontro Cialente-Tinari per un refuso sul maxi emendamento

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1945

L'AQUILA. Roberto Tinari, assessore ai Rapporti con le forze sindacali e imprenditoriali attacca l'onorevole massimo Cialente: «il parlamentare ha fatto l'ennesima brutta figura ai danni dei lavoratori Finmek». E l'interessato risponde: «l'assessore è noto per i suoi attacchi verbali più che per il lavoro che fa tutti i giorni».
«L'onorevole Massimo Cialente ha fatto la sua ennesima brutta figura ai danni dei lavoratori Finmek dell'Aquila». Picchia giù duro l'assessore Tinari che assicura che le promesse dell'onorevole verranno presto disattese.
Cialente nei giorni scorsi aveva annunciato di aver trovato una soluzione al problema dell'industria cittadina, inserendo nella sciagurata Finanziaria del Governo Prodi un provvedimento inerente gli ammortizzatori sociali, che avrebbe consentito a 300 lavoratori dell'azienda in questione di essere avviati alla mobilità lunga e, successivamente, al pensionamento.
« L'emendamento alla Finanziaria», spiega oggi Tinari, «è stato allargato, quanto a tali "benefici", da 1.000 a 1.500 posti di lavoro per le industrie in crisi, ma da suddividere in ben 8 regioni; praticamente, in mezza Italia. Le promesse di Cialente stanno dunque per dissolversi, i lavoratori Finmek rischiano concretamente di rimanere con i problemi di sempre e, oltre all'allestimento di gazebo, saranno costretti a ricorrere nuovamente ad altre estenuanti, ma inevitabili e legittime forme di protesta. Come se non bastasse, tutto ciò accadrebbe in virtù di uno "sgambetto" attuato da un altro parlamentare Ds. Roba da mettersi le mani nei capelli».
LA REPLICA DI CIALENTE
In merito alle ultime preoccupazioni espresse sulla stampa riguardo l'emendamento per la mobilità lunga, votata alla Camera dei Deputati in favore dei lavoratori Finmek, Cialente vuole spiegare come stanno veramente le cose.
«Urge chiarire, a scanso di equivoci», dice il deputato, «che il pericolo per gli ammortizzatori sociali è stato prontamente sventato.
L'allarme era nato da un mero errore di stesura, nel comma 1193 del maxiemendamento alla finanziaria, come del resto accaduto in molti altri commi».
La trascrizione del documento originale, riporta infatti erroneamente la cifra di 1500 riferita al numero dei lavoratori beneficiari della mobilità lunga, lì dove si indicava la distinzione in 1000 e 500, riferendosi rispettivamente ai Finmek nel primo caso e ai dipendenti delle aziende elettroniche in procedura fallimentare, per i restanti 500. Così trascritto (1500), il beneficio sarebbe stato omnicomprensivo e si sarebbe diluito fra tutte le regioni del mezzogiorno, compromettendone l'efficacia per i lavoratori aquilani.
«Ma così non è stato», chiarisce Cialente, «essendomi prontamente accorto dell'errore ed attivato per correggerlo insieme all'On.
Legnini, al Senatore Angius e soprattutto al Presidente del Senato On.
Franco Marini. D'altra parte che si trattasse di un vizio di forma,
riprova ne è il fatto che l'emendamento è parte integrante del percorso di rilancio industriale del gruppo Finmek, sul quale il Governo sta lavorando da tempo e per il quale si prevede l'utilizzo delle commesse Enel e del programma Tetra, solo ieri affidato a Finmeccanica, nonché, attraverso un rilancio complessivo del settore elettronica delle telecomunicazioni italiane, come ribadito anche nell'odierno incontro, che i lavoratori Finmek di L'Aquila e Sulmona hanno tenuto a Roma, alla presenza del Sottosegretario Alfonso Gianni e dell'onorevole Raffaldini, Capo della Segreteria dell'onorevole Bersani».

Per quanto riguarda il «beffardo giubilo» di Roberto Tinari Cialente replica: «avrei accettato anche gli insulti, cosa peraltro alla quale sono ormai abituato, da chi avesse comunque partecipato in questi anni al mio lavoro a Roma, mostrando un minimo di interesse per quel che si svolge intorno alla vicenda Finmek. Roberto Tinari, invece, se mai dovesse essere ancora Assessore in Comune con la delega al lavoro, non ha dimostrato di avere non dico curiosità, ma quantomeno responsabilità istituzionale e non ha fatto come hanno fatto in tanti, che si sono informati, attraverso la mia persona, per conoscere la verità sull'emendamento e, nel caso, sulle conseguenze».

16/12/2006 12.13