«Il tram torna a Parigi e all'Aquila si fanno orecchie da mercante»

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. L'Aquila non è Parigi, si sa. E se la cittadina francese festeggia il ritorno del tram, nel capoluogo abruzzese è sempre forte la contestazione per il progetto più volte annunciato, criticato, annullato e riconfermato.
E così il sindaco Biagio Tempesta, con articolo di giornale alla mano, chiede che si noti la differenza tra le due realtà.
«"E' qua!, annunciano trionfalmente i manifesti affissi in tutta la città". Così esordiva l'articolo apparso due giorni fa su "La Repubblica" relativo al ritorno a Parigi del tram. E pare proprio che si tratti di un gradito ritorno perchè è stata addirittura definita "la novità attesa da anni, la lampada magica dei sindaci francesi, un mitico oggetto che dovrebbe conciliare le aspirazioni ecologiche e la velocità dei trasporti con il fatturato dei commercianti ed il benessere dei cittadini"».
Cancellato nel 1937, il tram è tornato, sempre come titola il quotidiano, in nome dell'ambiente e del risparmio. «Lo stesso principio», sottolinea Tempesta, «sul quale è stata basata l'idea di portare la metropolitana di superficie anche all'Aquila», ma qui da noi è bagarre tutti i giorni. «E' la dimostrazione», continua il primo cittadino, «che che le grandi città si adeguano ai nuovi mezzi pubblici capaci di conciliare le esigenze dell'ambiente e quelle dei cittadini. Ed in Francia le forze politiche, a differenza di quelle aquilane, hanno compreso l'utilità dell'opera ed hanno registrato una convergenza di idee sul fatto che il tram, così come la metropolitana di superficie, è economico, non inquina e va più veloce di un autobus».
Un modo nuovo, peraltro previsto da una delibera della Comunità europea che invita a dotare le città di questo mezzo, per liberare i centri storici dalle auto.
«Il tram», continua ancora Tempesta, «ha già fatto parte della storia di Parigi ed il fatto che sia tornato oggi, in tempi in cui l'eccessivo numero di automobili la fa da padrone, dovrebbe far riflettere che ormai questi mezzi, tra cui appunto la metropolitana di superficie, rappresentino il futuro delle città che vogliono tornare ad essere libere dallo smog e dal traffico».

15/12/2006 12.52