Riforma della Costituzione: questa sera il voto definitivo

Alessandro Biancardi

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ROMA. Parla il relatore del disegno, il senatore Andrea Pastore, che prevede modifiche alla Parte II.
E' previsto per questa sera il voto finale per l'approvazione del disegno di legge intitolato “'Modifiche alla Parte II della Costituzione''. Relatore del disegno è il senatore forzista ed abruzzese, Andrea Pastore, presidente della Commissione affari costituzionali, che stamane, nell'aula di Palazzo Madama, ha illustrato le nuove norme.

«Questo disegno di legge di riforma ha subìto notevoli critiche - ha ricordato il senatore abruzzese nel suo intervento - Si è detto che la riforma è frettolosa, non necessaria, unilaterale, voluta solo dalla Lega. Sono state fatte critiche tra loro contraddittorie, ma spesso pronunciate dallo stesso Gruppo politico, se non dalla stessa persona, a seconda dei luoghi nei quali le esternava: per cui si è detto, magari a Reggio Calabria, che la riforma sfascia il Paese e a Torino che la riforma è centralista».

«Si è detto», continua Pastore, «che questa riforma non risolve le difficoltà serie e profonde determinate dall'approvazione della modifica del Titolo V della Costituzione e che non garantisce la governabilità, a causa del processo legislativo eccessivamente complesso, rilevando però che essa legittima e introduce un Premierato così forte da definirsi assoluto»'.

Pastore ha poi ricordato che da cinquant'anni «il Paese aspetta una riforma che attenui il centralismo dal quale è affetto il nostro sistema politico e amministrativo, che ha origini lontane, si è rafforzato nel Ventennio ed è rimasto nel nostro sistema istituzionale, nonostante il regionalismo attenuato della nostra Carta costituzionale; sono cinquant'anni - ha aggiunto - che il Paese aspetta la riforma della governabilità, perché sappiamo com'e' nato il nostro sistema costituzionale, in una situazione di poteri bloccati, con due Camere paritarie, ma elette in maniera diversa, che contribuiscono all'ingovernabilità' del sistema, con un Governo che probabilmente, nello scenario europeo, è il più debole, il meno autorevole che ci sia».

«L'obiettivo di questo disegno di legge è completare il federalismo della passata legislatura, recentemente definito (con un aggettivo ripetuto da un costituzionalista autorevolissimo della sinistra, il professor Barbera) letteralmente un federalismo sgangherato e quindi dannoso per il Paese, conflittuale, che determina continuamente dei momenti di rottura e di conflittualità tra i vari livelli di governo».

«Accanto a queste modifiche del sistema federale in senso di un equilibrio complessivo dei poteri», continua il relatore, «anche la cosiddetta devolution fa parte di un processo di chiarimento, di completamento e di maggiore certezza dei poteri dei vari livelli di governo. Anche se questa riforma viene definita la devolution, in realtà ne è una piccola parte, importante perché rientra in una previsione più complessiva del federalismo, ma accanto a questo vi sono altri aspetti - ha concluso Andrea Pastore - che si potranno scoprire quando si leggeranno il testo costituzionale e i commenti che di esso saranno fatti nei prossimi mesi quando si andrà verso il referendum». 15.11.2005