Rating, l’Abruzzo declassato: la giunta:«era previsto», l’opposizione contesta

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Un declassamento atteso dal quale ripartire per consolidare la politica di risanamento finanziario della Regione Abruzzo. È stato questo il messaggio che hanno voluto lanciare il presidente della Regione, Ottaviano Del Turco, e l'assessore al Bilancio, Giovanni D'Amico, commentando la decisione dell'agenzia internazionale di certificazione Standard & Poor's che ha abbassato da "A" a "A-" il rating della Regione Abruzzo.
Un messaggio quasi rassicurante e tutto volto a sminuire la gravità della notizia che «non è affatto una buona notizia, anzi una cattiva notizia a tutti gli effetti», come l'ha definita il segretario nazionale Raffaele Bonanni della Cisl.
«Era una decisione che ci aspettavamo - ha spiegato Del Turco - ma debbo dire che abbiamo lottato giorno per giorno perché S&P non arrivasse a queste conclusioni. C'è però nella motivazione dell'agenzia internazionale un dato che mi pare rilevante: S&P da un lato valuta positivamente il piano di rientro per la sanità e di risanamento dei conti pubblici che noi abbiamo elaborato e condiviso con lo Stato e dall'altro giustifica il declassamento con le difficoltà di interpretazione di alcuni dati di bilancio che sintetizzano le risultanze delle gestioni degli anni passati. Mi sembra quindi chiara la valutazione dell'agenzia che si è spinta ben oltre, mettendo nero su bianco le considerazioni che abbiamo sempre fatto sulla situazione disastrosa dei conti delle precedenti gestioni finanziarie. In sostanza - ha ribadito il Presidente - S&P ci ha messo davanti ad una prova di verità, sostenendo che il passato non si può cancellare».
Il presidente Del Turco ha sottolineato che il risultato «era largamente atteso così com'è accaduto per l'azienda Italia e per molte altre regioni molto più ricche e virtuose della nostra. D'altro canto noi abbiamo fatto appello a S&P perché ci desse credito, fiducia, però S&P legge i bilanci e, come è scritto nella relazione, i bilanci degli ultimi cinque anni sono bilanci dominati da un disordine che rende necessaria questa decisione».
Nel suo intervento, inoltre, l'assessore al Bilancio, Giovanni D'Amico, ha voluto sottolineare che «la relazione finale di Standar & Poor's non fa altro che confermare che l'azione di questo ultimo anno e mezzo è un'azione giusta». «La valutazione fatta dall'agenzia di certificazione - ha proseguito l'assessore - mostra chiaro che c'è una differenza nella gestione del passato, che abbiamo ampiamente mostrato con documenti alla mano, e l'azione che stiamo faticosamente conducendo. Ci viene data indicazione di proseguire nella direzione del risanamento e restituzione di risorse allo sviluppo e la prossima legge finanziaria regionale questo dirà. Nella valutazione finale S&P riteneva che non esistevano più margini di flessibilità fiscale che invece con la proposta di legge sull'Irap e Irpef noi applichiamo avendo trovato alcune soluzioni, che spero vengano consolidate, e che danno risorse non più al debito ma a nuove azioni di sviluppo. Questa è la differenza, e quando la maggioranza avrà chiaro questo obiettivo, io credo che la legge passerà e poi avremo una buona legge finanziaria per il 2007».


L'OPPOSIZIONE CONTESTA


«Il mio è un invito a rileggersi i giornali di fine novembre dello scorso anno», ha detto Giovanni Pace al presidente Del Turco, «Riportano le sue dichiarazioni di “soddisfazione” per la conferma all'Abruzzo del “rating A con prospettive stabili comunicata dall'agenzia Standard & Poor's”. Lo scorso anno il suo governo ereditò la situazione in base alla quale la prestigiosa agenzia espresse il voto alto che confermava le performances positive di tutti gli anni della mia presidenza, e credo che sarebbe utile una rilettura. Ella, presidente Del Turco, enfatizzò il voto e lo ascrisse alla attività del suo governo, esprimendo per l'appunto “soddisfazione”. Ora, a distanza di un anno, Standard & Poor's ha valutato la sua attività e il suo programma, abbassandone il voto, non la mia attività e il mio programma,che invece vennero valutati positivamente.
La vuota retorica e l'avvilente prassi dello scaricabarile, non pagano, al contrario del lavoro, sodo, svolto da chi ha dovuto affrontare le situazioni più difficili mai registratesi in Europa».
A questo proposito il capogruppo di AN Alfredo Castiglione ha voluto ricordare «come l'aumento del deficit, evidenziato nell'ultimo rendiconto approvato dalla precedente giunta, altro non fosse che il risultato di una revisione delle vecchie partite di crediti e debiti (residui) inesigibili ove erano appostati circa 300 miliardi delle vecchie lire - portati sin dal 1998 tra i crediti della Regione - che poi si sono scoperti essere inesistenti e, come tali, cancellati.
La revisione dei conti regionali – opera di trasparenza in ordine a questi crediti inesistenti - è stata fortemente voluta ed attivata proprio dalla giunta Pace, che non ne fece mai argomento di polemica facile quanto becera, a dimostrazione di un senso di responsabilità che dovrebbe essere presente nell'animo di ogni serio governante».


«…MA LA COLPA E' DELLA SANITA'…»

«Nella seduta di verifica da parte di Standard & Poor's dell'ottobre 2005 erano in carica i manager Asl nominati dalla Giunta Pace che avevano annunciato le trimestrali dell'aziende in pareggio, cosa che poi si è rilevata non vera».
Lo afferma l'assessore al Bilancio, Giovanni D'Amico, rispondendo ad alcuni esponenti della Casa delle libertà in merito al declassamento del rating sancito dall'agenzia internazionale di certificazione.
«Con la nomina dei nuovi manager - spiega l'assessore - si è poi certificato che i debiti delle Asl ammontavano per il 2005 ad oltre 200 milioni di euro, conti in rosso che abbiamo provveduto a calare nel bilancio 2006 nell'ambito di quella operazione verità che hanno fatto i nostri uffici del bilancio e che è stata apprezzata da tutte le forze sociali. Da qui la decisione di S&P di declassare il nostro rating alla luce dell'indebitamento delle Asl che non era stato comunicato dai precedenti manager. Vorrei poi ricordare al presidente Pace e a Castiglione che le certificazioni di S&P vengono fatte in base ai consuntivi dell'anno precedente, per cui questo declassamento fa riferimento ai conti 2005, anno in cui bilancio e finanziaria furono fatti proprio dalla Giunta Pace. Con l'aggravante che l'indebitamento delle Asl è stato palesato nel 2006 solo con i nuovi manager».
L'assessore al Bilancio spiega poi la grossa operazione politica che ha portato avanti questa Giunta regionale.
«Abbiamo rimesso sotto il controllo del bilancio la spesa sanitaria - spiega D'Amico -. Questa è un'operazione di trasparenza politica che l'ex assessore al Bilancio Castiglione dovrebbe apprezzare, perché solo lui può capire più di altri in quale condizioni di dualismo viveva il bilancio della Regione con i conti sanitari da una parte e quelli complessi dall'altra. Due mondi diversi, con l'aggravante che la sanità per anni prefigurava un certo risultato e poi ne riportava un altro bel peggiore».
L'assessore poi spiega che nel «2002 S&P aveva certificato alla Regione Abruzzo un outlook positivo con la possibilità di accedere al grado di A+ a condizione del pareggio strutturale di bilancio. In quell'occasione ci fu l'impegno politico del presidente Pace, ma l'obiettivo non fu raggiunto e l'agenzia di certificazione non solo non ha concesso l'A+ ma ha cancellato anche l'outlook positivo».
«Questa è la verità dei fatti - conclude D'Amico - e in base al fatto che il debito non è né di centrosinistra né di centrodestra, chiedo all'opposizione di collaborare alla ricerca delle migliori condizioni per ristrutturare i conti della Regione».

09/12/2006 9.20