Ministro Ferrero:«Sulla immigrazione partire dai problemi concreti»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Affrontare, in termini culturali e strutturali, il tema dell'immigrazione perchè da emergenza venga vissuto e sviluppato come una risorsa che possa contribuire a far crescere il Paese. Questa la 'mission' che si propone di raggiungere il viaggio attraverso l'Italia dell'immigrazione avviato dal ministro per la solidarietà sociale, Paolo Ferrero e del sottosegretario Cristina De Luca, che ieri, in Abruzzo, registra la sua quinta tappa, con la Conferenza regionale dell'immigrazione.
ABRUZZO. Affrontare, in termini culturali e strutturali, il tema dell'immigrazione perchè da emergenza venga vissuto e sviluppato come una risorsa che possa contribuire a far crescere il Paese. Questa la 'mission' che si propone di raggiungere il viaggio attraverso l'Italia dell'immigrazione avviato dal ministro per la solidarietà sociale, Paolo Ferrero e del sottosegretario Cristina De Luca, che ieri, in Abruzzo, registra la sua quinta tappa, con la Conferenza regionale dell'immigrazione.
«Un viaggio», come ha spiegato lo stesso Ferrero, «che sviluppi la discussione sul tema della immigrazione e che parta dai problemi reali vissuti dalle singole realtà regionali».
Sono oltre 3 milioni gli immigrati residenti in Italia (42250 in Abruzzo): a questo numero si devono aggiungere circa 500 mila irregolari (secondo Caritas), oppure circa 700 mila (secondo Eurispes).
«Un fenomeno», secondo la sottosegretaria De Luca, «che non può più essere ignorato o considerato solo nella sua parte legata agli sbarchi clandestini, alle irregolarità e alle emergenza, ma che deve essere comunicato in termini positivi».
Per modificare l'approccio culturale e strutturale nei confronti di queste tematiche, è necessario disporre di una normativa che renda possibili queste soluzioni: «Ognuno di noi che ha a che fare con questi temi», ha detto l'assessore Mura, «avverte la necessità di cambiare la legge 'Bossi-Fini' che crea solo illegalità».
La delegazione ministeriale ha incontrato gli assessori Mazzocca, Fabbiani e Srour, i rappresentanti delle quattro prefetture abruzzesi (che hanno presentato un dossier sull'immigrazione in Abruzzo), nonché i rappresentanti della Caritas, delle associazioni iscritte all'albo regionale degli immigrati, dell'associazione "On the road" di Martinsicuro, di ANCI e UPA, delle organizzazioni sindacali e di quelle datoriali. Nel suo intervento, l'assessore Mura ha ricordato che L'Abruzzo affronta il fenomeno dell'immigrazione con un grande senso di civiltà accogliendo i lavoratori stranieri come una risorsa, «proprio come noi lo siamo stati per i paesi europei».
«Al di là di una serie di politiche attivate, la Regione non ha voluto il Centro di accoglienza temporanea a Preturo, perchè se vogliamo fare interculturalità ed evitare sacche di disagio sociale, non possiamo relegare nelle prigioni questi lavoratori stranieri».

07/12/2006 10.39