Ayala torna in magistratura, le perplessità dei Riformatori Liberali

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Giuseppe Ayala è rientrato in Magistratura ed è stato assegnato d'ufficio alla Corte di Appello di L'Aquila con funzioni di consigliere, su conforme richiesta dello stesso ex pm siciliano.
I riformatori Liberali d'Abruzzo esprimono qualche perplessità sulla
vicenda: «pur nella convinzione che Ayala saprà ricoprire serenamente e con grande professionalità l'ufficio assegnatogli dal Csm», spiega Alessio di Carlo, coordinatore regionale, «non possiamo che esprimere un giudizio estremamente severo sulla possibilità di ricollocamento in ruolo che l'ordinamento concede al Magistrato che cessi il mandato parlamentare».
I Riformatori Liberali sottolineano inoltre la «particolare delicatezza dell'Ufficio ricoperto» e sul fatto che «sul Magistrato incomba non solo l'obbligo di imparzialità ma perfino quello di apparire tale agli occhi di colui che a quel potere faccia ricorso nella speranza di vedere soddisfatta la propria sete di giustizia».
L'associazione si chiede «come possa apparire super partes un Consigliere di Corte d'Appello che per oltre dieci anni abbia svolto funzioni di parlamentare, dapprima nel Partito Repubblicano e successivamente nei Ds, giungendo persino a ricoprire il prestigioso ufficio di Sottosegretario di Stato».
I Riformatori si augurano che la regolamentazione della materia avviata nella scorsa legislatura si concluda «sollecitamente con l'adozione di misure che tendano ad escludere il perpetrarsi di tali situazioni, che finiscono per minare nelle fondamenta non tanto il principio della separazione dei poteri quanto piuttosto la credibilità stessa della intera Magistratura».

07/12/2006 10.32