«Il diktat del presidente Roselli: poco tempo per le nostre decisioni»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Un pugno di minuti per la scelta, prima di dare la "risposta giusta". Pochi istanti per riflettere sul da farsi, senza perdersi in troppe chiacchiere. Potrebbe essere una scena vista e rivista di un famoso quiz televisivo, una di quelle domande da poche centinaia di euro da dover sbrogliare in un paio di minuti scarsi.
Ma la stessa identica scena si è vista anche nel corso dell'ultimo Consiglio Regionale dove "il presentatore"-moderatore presidente Marino Roselli ha invitato i consiglieri a sbrigare la faccenda in tutta fretta.
Peccato però che la "domandina" in questione non era delle più facili ma era inerente agli aumenti Irap e Irpef stabiliti negli ultimi giorni e valeva non un centinaio di euro ma ben 140 milioni di euro.
Un "montepremi" di tutto rispetto….anche in tivù avrebbero lasciato più tempo.
La minoranza in consiglio ha gridato allo scandalo: «ignobile atteggiamento tentare di liquidare l'argomento in quattro e quattr'otto».
Alfredo Castiglione (An) ha denunciato inoltre la mancata partecipazione nel dibattito delle forze sindacali e le associazioni di categoria sul duplice aumento delle tasse e sottolineato come sia «falso affermare che le nuove tassazioni andranno a coprire il buco della Sanità».

«Non si è consentita», continua Castiglione, «una vera discussione in Consiglio, facendo ricorso all'arroganza e alle vessazioni, svilendo il ruolo di tutti i Consiglieri regionali», ha dichiarato anche il Gruppo consiliare di Forza Italia.
«Ancora una volta - commentano Pagano, Stati, Tagliente e Tancredi – sono stati costretti a fare dietrofront, a dimostrazione che le insanabili lacerazioni presenti nella coalizione fiaccano il pur coriaceo Del Turco, ma soprattutto che a colpi di maggioranza non si va da nessuna parte. Pertanto tutto rinviato a sabato e – annunciano – sarà battaglia».

«Un argomento così importante come il vergognoso aumento dell'addizionale Irpef e Irap andava affrontato con massima trasparenza e con tempi e modi giusti», continua l'esponente di An Alfredo Castiglione. «E' semplicemente ignobile che, al riguardo, non siano state sentite né in Giunta né in Consiglio i sindacati dei lavoratori e le associazioni di categoria, ma che anzi siano state tenute appositamente all'oscuro per metterle poi davanti al fatto compiuto».

DI STEFANO (AN): "BASTA SACRIFICI PER I CITTADINI »

«Quanto ancora si vorrà abusare della pazienza dei cittadini abruzzesi?» è quanto si chiede il Consigliere Regionale di An Fabrizio Di Stefano. «La maggioranza – spiega Di Stefano – continua ad andare avanti a colpi di mano: prova ne è il diktat del presidente Roselli che ha imposto, immotivatamente e pretestuosamente, come termine ultimo per l'approvazione in commissione del provvedimento di aumento della tassazione Irap ed Irpef le ore 13 di oggi».
«A farne le spese – commenta Di Stefano – sono, come al solito, il mondo produttivo ed i lavoratori abruzzesi cui la Regione mette di nuovo le mani nelle tasche».
«Inoltre – prosegue Di Stefano – apprendiamo, dalla documentazione allegata al provvedimento di incremento dell'imposizione fiscale, che in Abruzzo esiste un nuovo organismo istituzionale: la cabina di regia del centro-sinistra, che detta regole ed impone decisioni. E questo avviene proprio mentre all'Emiciclo si parla di "Abruzzo plurale": dov'è finito il pluralismo? dov'è finita la democrazia rappresentativa? dov'è finito il mandato popolare?, il Consiglio Regionale non può tollerare oltre e deve far sentire la sua voce».

Ma l'aver bloccato per ora l'aumento delle tasse non appare una grande vittoria per nessuno: né per gli abruzzesi né per l'opposizione.
Secondo questi ultimi «non è un caso, del resto, se l'agenzia di rating Standard & Poor's ha declassato l'Abruzzo da A a A-, certificandone la diminuita affidabilità nei mercati finanziari. Mai accaduto con il centrodestra. Se c'è stato declassamento è perché i signori delle tasse si sono dimostrati totalmente incapaci ad affrontare la complessità del governo regionale, pensando solo ad accaparrarsi posti di potere e a sistemare gli amici e gli amici degli amici, pensando di far pagare il conto agli abruzzesi».

07/12/2006 10.03