L'ex sindaco, Carlo Pace su Fira, Montesilvano e la politica che non paga

Alessandro Biancardi

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L'INTERVISTA PESCARA. Nei pochi e recenti suoi interventi, l’ex sindaco di Pescara, Carlo Pace (Fi), è sembrato lanciare messaggi precisi, anche se criptici, legati alle recenti inchieste giudiziarie della Fira e del Sitema Montesilvano. Da quando non è più sindaco, a differenza di molti ex, sembra essersi eclissato. PrimaDaNoi.it ha voluto fargli qualche domanda con la speranza di poter dare l’occasione di parlare di argomenti scottanti vecchi e nuovi che riguardano la politica di oggi.


L'INTERVISTA PESCARA. Nei pochi e recenti suoi interventi, l'ex sindaco di Pescara, Carlo Pace (Fi), è sembrato lanciare messaggi precisi, anche se criptici, legati alle recenti inchieste giudiziarie della Fira e del Sitema Montesilvano. Da quando non è più sindaco, a differenza di molti ex, sembra essersi eclissato. PrimaDaNoi.it ha voluto fargli qualche domanda con la speranza di poter dare l'occasione di parlare di argomenti scottanti vecchi e nuovi che riguardano la politica di oggi.


Carlo Pace, una promessa deve farcela: promette ai lettori di PrimaDaNoi.it di essere poco criptico?
«Cercherò di fare tutto il possibile per essere chiaro. E questo per due buoni motivi: il tuo quotidiano on line mi è subito piaciuto sia per le inchieste che porta avanti, sia perchè lascia spazio ai lettori, che con i loro commenti ne fanno una vera pagina democratica regionale, non di parte.
La presenza in redazione dei giovani a cui io ho sempre dedicato gran parte della mia attività,
provenendo dal mondo accademico, ed ai quali continuerò a dedicare me stesso convinto che solo così si potrà sperare in qualche cambiamento reale della situazione socio-politica dell'Italia».

Chiarissimo. Ma qualche bella parola non la sottrarrà a domande cattive.
Cominciamo però con quelle più semplici. Ci parla della sua giornata e dei suoi impegni attuali?
«Come certo saprai, sono stato sindaco di Pescara per due legislature (quelle consentite per legge) dal 1994 al 2003 non provenendo dal mondo politico ma da quello dell'Università. Non sto qui ad elencarti i risultati della mia attività amministrativa per differenziarmi volutamente dall'attuale sindaco, convinto ora, come allora, che ero al servizio della Città e non la Città al mio servizio.
Attualmente la mie giornate hanno ripreso il ritmo che avevano prima di fare il sindaco, tra ricerca, partecipazione a congressi oltre che curare i miei incarichi istituzionali come componente del comitato scientifico dell'Istituto Superiore per la prevenzione e la sicurezza del lavoro (ISPESL) e componente della Commissione nazionale grandi rischi della Protezione Civile».

E la politica?
«Non ho incarichi politici e tanto meno parapolitici, conservo la tessera di Forza Italia (non so fino a quando!), e sono molto critico con la struttura regionale del partito, ma se vuoi ne possiamo parlare in un altro momento.

Quali sono le tre cose in cui lei era più bravo di D'Alfonso e quali le tre in cui è più bravo lui?
«I principi che hanno sempre ispirato le mie attività sono stati: la moralità, il rispetto per gli altri e la franchezza delle mie idee, con gli inevitabili errori di ogni essere umano. Tutto ciò, nella mia attività politica non ha pagato, anzi».

Che cosa vuol dire, che bisogna essere poco onesti per fare carriera?
«Mah chissà… lo so sto diventando "criptico": ma io non mi posso sostituire alla magistratura, tutt'al più posso augurarmi che essa faccia sempre e bene il suo lavoro. E' evidente, comunque, che sino a quando i Partiti si affidano agli uomini delle tessere, la politica italiana sarà sempre "malata". A tal proposito ti faccio presente che non ho mai avuto il "piacere" di conoscere nè la Fira nè Masciarelli; l'omonimia con l'ex Presidente della Regione Abruzzo, crea spesso spiacevoli malintesi specialmente da certa stampa che non mi "ama" (facci caso: mentre di altri politici si richiama sempre e giustamente il nome e cognome,di Giovanni Pace si trascura il nome. Puoi controllare).

…sarà. In ogni caso registro il fatto che non ha risposto alla domanda precisa sui pregi ed i difetti tra lei e D'Alfonso.
«No rispondo volentieri anche se francamente, come si dice in gergo sportivo, non c'è storia, ma proviamo a giocare. Per quanto mi riguarda, preferisco scegliere temi uguali per un reale confronto.
Dunque: Carlo Pace: -ICI più bassa d'Italia; -abbattimento del tasso di disoccupazione dal 15% al 4%; -riduzione della microcriminalità con sgombero di aree occupate abusivamente (vedi ex fonderia Camplone!).
Luciano D'Alfonso: -aumento dell'ICI ed introduzione della sovrattassa Irpef; -inizio di ripresa dell'aumento della disoccupazione e crisi del piccolo commercio; -aumento della microcriminalità con preoccupante presenza di furti in appartamenti.
Per concludere il gioco, debbo ammettere che D'Alfonso è notevolmente più bravo di me nel curare la sua immagine e quella della sua amministrazione: basta andare in giro e calpestare piastrelle con il suo motto personale datato. Oppure ammirare la sua foto con sconosciuti personaggi su manifesti. Tutto ciò è senz'altro molto utile per la sua carriera politica, ma, ti chiedo, serve a migliorare la Città? Se vuole veramente mettersi a servizio di una comunità, non si può e non si deve pubblicizzarsi come un prodotto di consumo, magari utilizzando risorse pubbliche con aumento indiscriminato di personale non strettamente necessario. Io la penso così».

Intanto, la politica ed il politico, invece, diventano sempre più un prodotto da vendere… è una delle cose che ci ha insegnato il capo del suo partito… che fa me lo critica? Però è vero, noi che siamo “giovani” non abbiamo una sola sua foto che sembra merce rara…
A proposito della politica ma c'è qualcosa che non funziona nel sistema?
«Come ho sempre detto in più occasioni, la nostra è una democrazia incompiuta. Per governare si ha bisogno del consenso, cioè una maggioranza di cittadini ti deve dare la sua preferenza il giorno del voto. Il consenso in teoria si dovrebbe ottenere sulla base delle idee, dei programmi e della "qualità" dei candidati: in pratica spesso (troppo spesso!) il risultato si ottiene invece con altri mezzi (spesso non leciti), che ciclicamente in Italia si ripresentano: dopo tangentopoli, in Abruzzo c'è stato un periodo di calma in cui sono riemersi i valori su richiamati e da qualche tempo sembra che sia ricominciata».

… sento che vuole parlare di Montesilvano…
«Il "Sistema Montesilvano" (peraltro ancora da vagliare da parte della magistratura), vige altrove. Io in un mio franco comunicato stampa ho semplicemente evidenziato alcune analogie comportamentali tra il sindaco di Montesilvano e quello di Pescara: a chi di dovere spetta ogni approfondimento. Comunque sull'argomento degli accordi di programma e delle sponsorizzazioni nel Comune di Pescara, ti assicuro che ci tornerò presto, sempre da un punto di vista tecnico legislativo».

Parla degli accordi di programma e dei finanziamenti privati, non è così?
«Io sono molto favorevole ad una partecipazione leale e trasparente, nella gestione della "cosa pubblica", tra pubblico e privato, ma essa deve avvenire attraverso regole certe e sempre a vantaggio degli amministrati ed in cui il privato deve avere il giusto compenso, determinato attraverso una competizione con altri concorrenti e l'amministrazione pubblica deve curare gli interessi dei propri cittadini (e non i suoi!)»

Eppure in più di un caso ci hanno fatto credere che alcuni importanti imprenditori facessero della… beneficenza.
«Ritengo improbabile se non addirittura impossibile che un imprenditore faccia beneficenza, tanto per farla, specie qui in Italia dove non è possibile detrarre dalle tasse tale forma di finanziamento, come invece avviene negli Stati Uniti».

Andiamo al sodo. Parliamo della Fira. Il centrodestra non poteva non sapere…
«In queste faccende più che lo schieramento politico (destra, sinistra, ecc.), bisogna far riferimento alle persone. Altrimenti si rischia di fare di tutt'erba un fascio. Ti assicuro, che specie tra i giovani, c'è tanta voglia di partecipare ad una politica "pulita"; purtroppo, come avviene nei prati, l'erba cattiva rovina sempre quella buona, se non viene subito estirpata -ed è quello che dobbiamo fare giornalmente:denunciando, facendo inchieste (come hai fatto per il "fangodotto"), chiedendo spiegazioni continue a chi governa, del loro operato… ci riusciremo?»

Non so se ci riusciremo… qui si rasenta l'utopia ma come cittadini e professionisti noi ci proviamo e questo ci basta…
«Voi giornalisti potete e dovete svolgere anche questo compito. A tal proposito ho finito di leggere proprio in questi giorni il libro di Saviano, Gomorra: che coraggio: ce ne dovrebbero essere centomila di costoro. Mi ha dato molto fastidio che una parte politica gli ha subito messo l'etichetta».

Durante il suo mandato è stato compiuto uno dei più grossi scempi sulla città: il nuovo porto.
Anche il centrosinistra continua a parlarne bene. Perché si è arrivati alla costruzione basata su progetti con errori madornali che saltano all'occhio anche ad un profano? E perché il centrosinistra da una parte ha avallato le cose che avete fatto voi e dall'altra propone migliorie (costo circa 50 milioni di euro)?
«Sullo "scempio" del Porto, come tu lo definisci, mi preme fare un discorso un pò più ampio… Quando ho iniziato a riprogettare insieme ai miei colleghi della facoltà di Architettura il futuro della Città, che cresceva vorticosamente e disordinatamente sin dagli anni 60, è venuta fuori la necessità di dotare Pescara di una sua idea coordinata di sviluppo, di una "vocazione", anche sulla base del suo passato. Furono impegnati diversi gruppi di laureandi che produssero interessanti tesi di laurea. Il dibattito fu anche accompagnato da convegni multidisciplinari, svoltisi presso l'Università "D'Annunzio".
Su alcuni temi specifici furono invitati specialisti di chiara fama, nel campo dell'architettura culturale, delle reti di comunicazione, della gestione del benessere sociale urbano,ecc.
Con estrema sintesi posso dire che da tutto questo, venne fuori un progetto di una Pescara con una vocazione turistica-culturale di respiro europeo. Per realizzarlo era ed è necessario creare le condizioni al contorno: realizzare un campus universitario su un' area ampia (vedi accordo aree dietro via Pindaro,acquisizione exAurum, nuovo Tribunale, recupero ambientale dei Parchi cittadini, a cominciare dal Parco d'Avalos). Inoltre realizzare e rivitalizzare spazi culturali e museali (vedi: ristrutturazione ex Municipio per Liceo musicale, vecchia stazione per sede ICRA, ex sede facoltà Economia in piazza Primo Maggio per Museo "Vittoria Colonna", acquisizione della Villa Paparella per Museo delle Ceramiche, ristrutturazione di ex scuola Media per sede del Museo delle Meraviglie marine,ristrutturazione del Museo Cascella,completamento del Museo delle Genti d'Abruzzo,progetto del Teatro del Mediterraneo nell'area di risulta,ecc.). Aumentare la ricettività in Città sfruttando anche quella esistente nei centri attigui.
E poi ampliare e completare le reti infrastrutturali di collegamento, stradali, ferroviarie, aeree e marine...

…però in questa macedonia il porto ce lo siamo persi nella nebbia…
«Bene, abbiamo cercato di valorizzare gli attracchi via mare con il porto turistico ed il nuovo braccio del porto canale per navi da crociera e navi traghetto. Il progetto, redatto dal Genio Opere marittime di Ancona era già esistente presso gli uffici comunali approvato dagli organi superiori, e avallato da due perizie redatte da eminenti esperti di ingegneria marittima ed era già stato realizzato in parte con la diga foranea. Io sono tuttora convinto della estrema utilità di questo molo di attracco: per la sua funzionalità si può dire di tutto, per quanto di mia conoscenza a riguardo di porti canali simili, ti assicuro che le operazioni di dragaggio necessarie vengono eseguite continuamente e per tutto l'anno con attrezzature stabili. Questo ripeto è il mio modesto parere».

E del fangodotto che ci dice?
«Ricordo solo che sino a quando ho governato io il Comune di Pescara, non ho mai voluto prendere in carica il fangodotto che era stato realizzato dalla Provincia anni prima, proprio perchè non ci "vedevo chiaro"»

a.b. 07/12/2006 8.40


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