Domenici:«Sulla Fira non faccio autocritica: abbiamo lavorato bene»

Alessandro Biancardi

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Domenici:«Sulla Fira non faccio autocritica: abbiamo lavorato bene»
AGGIORNAMENTO 6 DICEMBRE L’AQUILA. Ieri mattina il contestatissimo consiglio straordinario sulla FIra. TUTTE LE REAZIONI E L'ORDINE DEL GIORNO APPROVATO.
«Il Consiglio Regionale oggi rischia di ridursi ad una ennesima passerella di richiami demagogici alla legalità se a questo appuntamento, noi dell'Unione, non arriveremo con proposte chiare e garanzie concrete di rinnovamento della politica regionale», ha dichiarato il coordinatore regionale dell'Italia dei Valori Alfonso Mascitelli. «Ci aspettiamo che la Giunta regionale ci presenti le linee della proposta di riforma della società finanziaria regionale, a cui hanno detto si sta lavorando da 6 mesi ; aspettiamo di capire quali indirizzi di riforma e di controllo degli enti strumentali si vogliono adottare, considerato che la proposta di legge presentata dall'Italia dei Valori ad inizio legislatura giace da oltre un anno in commissione».
Mascitelli ha inoltre ribadito che «non voteremo, in finanziaria, alcun aumento della pressione fiscale sulle famiglie e sulle imprese se non sarà accompagnato da impegni precisi di riforme strutturali degli enti strumentali e partecipati della regione e da tagli alle spese improduttive e fuori controllo»

«TROPPA DEMAGOGIA»

«Ancora una volta assistiamo», ha commentato il Consigliere Regionale della DC, Bruno Di Paolo «al deplorevole atteggiamento demagogico di una classe politica sempre pronta a fare passerella. Non potrei definire altrimenti la convocazione di un Consiglio Regionale il cui unico scopo risulta essere quello di una visibilità mediatica con dichiarazioni di facciata peraltro fin troppo banali». Di Paolo propone invece «una soluzione rapida ed efficace» per la regolamentazione di tutti gli enti regionali e locali, «onde evitare che il loro operato si possa in futuro dimostrare ancora una volta scandaloso e a vantaggio di chi orbita vicino ai posti di comando».

05/12/2006 11.25


VITO DOMENICI: «L'UNICA AUTOCRITICA E' SU UN METODO NON RODATO»

«Sto sperimentando sulla mia pelle il garantismo a senso unico. Peggio di quello che è successo a me penso sia difficile possa accadere a qualche altro».
Ha esordito così Vito Domenici il suo discorso durato poco più di 10 minuti sullo scandalo Fira.
Ha parlato della situazione difficile e del fuoco incrociato a cui è stato sottoposto nell'ultimo mese ma è stato netto: «non c'è necessità di una autocritica».
Domenici ha ripercorso e dipinto lo scenario in cui è nata la Finanziaria regionale e la cartolarizzazione.
«Quando sono arrivato la struttura regionale non era adeguata», ha detto, «perché era cambiato lo scenario europeo. Per quanto riguarda i fondi Docup ci trovavamo ad esaminare circa 3000 progetti l'anno ma con il cambio della normativa europea che prevedeva la rendicontazione era tutto più difficile. Ma ragioniamo sui numeri: su 6000 progetti in tre anni di quante pratiche si ha il sospetto che non siano regolari? Trenta? Una percentuale sotto all'1%».
Domenici ha poi fatto notare come la famosa legge che porta il suo nome fino ad un mese fa era la “legge 16” dopo lo scandalo Fira è diventata la “legge Domenici”.
L'ex assessore regionale ha difeso a spada tratta anche la sua creatura.
«Era una legge nata in una regione a due velocità, dove la provincia dell'Aquila era la parte più debole. Doveva ristabilire un equilibrio e tengo a sottolineare che non prevede fondo perduto… magari è da rivedere ma è l'unica legge regionale che ha avuto maggior successo che non prevede fondo perduto… Una legge non può prevedere tutto. Io da garantista aspetto la fine di questa storia. Rivendico pienamente la paternità di uno strumento valido ed utile che può dare molto all'Abruzzo».
Sulla sanità Domenici è stato chiaro e ha parlato di materiale con impossibilità di controllo da parte della Regione.
«I bilanci della sanità arrivavano alla fine dell'anno successivo se non quello dopo. In queste condizioni è impossibile un controllo. Oggi c'è una legge che consente un controllo sulle Asl ogni tre mesi».
E poi: «Le cartolarizzazioni mica me le sono inventate io. Era un metodo per continuare a respirare e mandare avanti quella macchina che non può fermarsi. Erano già state sperimentate in altre regioni. Ecco come sono nate le cartolarizzazioni. Di una cosa sono certo però: la sanità in Abruzzo costa come le altre regioni. Il problema non è di tagliare le spese ma riqualificarle».
Domenici ha poi manifestato accordo totale con il presidente Del Turco per riparare i guasti e individuare i responsabili.
«Nessuno poteva immaginare una emanazione della Fira servizi. E' stata istituita e costruita dalla Fira spa. Io l'ho appreso dai giornali e da voci».
«Sulla famosa legge dello spoil system ho votato a favore perché ero consapevole delle difficoltà e non ero nemmeno d'accordo con le nomine fatte prima delle elezioni».
«La necessità di un pentimento o autocritica è su un metodo che non era rodato o collaudato ma c'è la rivendicazione profonda e totale sui principi, le intenzioni e le speranze. Rispetto a questo né un consiglio né una commissione di inchiesta possono risolvere il problema.
Solo una profonda analisi di intenzione, percorsi e fatti possano essere la via giusta per capire coa è successo ed individuare gli aggiustamenti da fare.
Ma per favore non buttiamo a mare quello che c'era di buono».


05/12/2006 13.05

DEL TURCO: «NO ALLA COMMISSIONE D'INCHIESTA»

«Sono assolutamente contrario alla richiesta di istituire una commissione d'inchiesta sulla Fira, avanzata da alcuni esponenti della minoranza».
Ha detto il presidente della Regione, Ottaviano Del Turco.
«C'è un'indagine in corso da parte della magistratura - ha spiegato il presidente - che deve essere portata avanti senza interferenze e condizionamenti. La commissione d'inchiesta, in questo particolare e delicato momento, sembrerebbe rispondere più ad una volontà di regolamento di conti che ad una vera e propria esigenza di chiarezza e trasparenza»

«Fira servizi va sciolta al più presto».
È la richiesta che il presidente della Regione, Ottaviano Del Turco, ha formulato al Consiglio regionale nel corso del suo intervento.
«Fira servizi - ha spiegato Del Turco - non è più uno strumento indispensabile per governare le dinamiche legate alla Fira. In tutti questi anni le direzioni e gli enti regionali hanno subìto su questo settore vere e proprie espropriazioni delle funzioni . Per questo ritengo che Fira servizi vada sciolta al più presto».
Il presidente ha poi indicato un tempo «per dare un segnale forte agli abruzzesi».
«Chiedo al Consiglio di decidere oggi come cambiare natura ad una società, la Fira, nata molti anni fa le cui ispirazioni erano ben diverse da quelle attuali. A me piacerebbe che, per cominciare, il Consiglio dichiarasse oggi la fine di Fira servizi e faccia partire un percorso politico che porti entro 30 giorni alla definizione di un nuovo modello della finanziaria regionale».
Il presidente Del Turco ha poi voluto sottolineare «la grande opera dell'attuale presidente della Fira, Mario Santucci, che ha saputo gestire con grande spirito di servizio una fase delicata e difficile della vita della finanziaria regionale».

90 GIORNI PER LE RIFORME

«Novanta giorni per avviare una stagione di riforme che, partendo dalla Fira, coinvolga tutti gli enti strumentali».
«Chiedo al Consiglio e tutte le sue forze politiche - ha aggiunto Del Turco - l'avvio di una stagione di grandi cambiamenti, che indichi tempi certi di attuazione. A me piacerebbe che al termine di questo Consiglio regionale si approvasse un ordine del giorno che andasse in questa direzione».
Del Turco ha parlato esplicitamente della volontà del Governo regionale «di presentare entro 90 giorni un disegno di legge che propone la riduzione delle Ater (gli ex Iacp, ndr), gli Ato e le Asl, in un piano generale di riduzione delle spese. L'amministrazione regionale - ha spiegato Del Turco - ha avviato, proprio in questi giorni, un'attività che va verso il coordinamento tra i sistemi di programmazione e controllo dell'azione degli enti strumentali e i sistemi di programmazione e controllo dell'azione della Regione».

05/12/2006 14.05


MISTICONI: «SUBITO UNA COMMISSIONE PER RIFORMARE GLI ENTI STRUMENTALI»

«Sul caso Fira non bisogna minimizzare, né generalizzare», così Stefania Misticoni, segretario regionale dei Ds è intervenuta.
«L'Abruzzo non è terra dell'illegalità e non lo deve diventare ma l'accusa di associazione per delinquere e corruzione ai danni della pubblica amministrazione è gravissima e pone alla politica l'obbligo di interrompere immediatamente ogni continuità e contiguità».
Misticoni suggerisce di «decidere come intervenire per ripristinare legalità e trasparenza. E la nostra linea, in questo momento, non può che essere di discontinuità e cambiamento. Una strada che abbiamo intrapreso con la legge sullo spoil system e che riteniamo debba proseguire con l'invito deciso a sciogliere una società di scopo come la Fira Servizi, e con l'istituzione di una commissione speciale per la riforma degli enti strumentali della Regione. Perché non basta ridurre i numeri dei consigli di amministrazione, ma è indispensabile soprattutto verificare l'utilità di molti strumenti e società di scopo».

05/12/2006 16.33


DI STEFANO: «DEL TURCO LANCIA SOLO SLOGAN»
Intervenendo nel dibattito di oggi sulla Fira il Consigliere regionale Fabrizio Di Stefano: «Quello che emerge dalla relazione del presidente Del Turco», ha dichiarato Fabrizio Di Stefano nell'intervento di questa mattina, «è la carenza di una proposta politica concreta. È sembrato più di assistere, partendo dal tema Fira, all'enunciazione di slogan lanciati su temi sensibili quali la razionalizzazione dei costi della politica, la riorganizzazione degli enti strumentali regionali, la riduzione del numero di Asl, Ato e Ater. Parlo di slogan perché negli atti sostanziali adottati dalla giunta regionale non si trovano tracce di tali volontà: ad esempio nel Piano di risanamento sanitario 2006/2009 manca qualsiasi ipotesi di riduzione del numero delle ASL».
Secondo l'esponente di Alleanza Nazionale il Consiglio Regionale straordinario di questa mattina «poteva, invece, rappresentare un'importante occasione per ampliare il raggio d'azione del confronto politico per affrontare nella sua globalità la questione morale nella Regione Abruzzo».
Sempre secondo quanto affermato da Di Stefano oggi non esisterebbe solamente un caso Fira ma « un “caso Abruzzo” che, passando anche per Montesilvano, racconta di tanti piccoli e grandi episodi di malcostume politico. Episodi che possiamo essere in grado, nel futuro, di prevenire».

05/12/2006 16.52


GIUSEPPE TAGLIENTE (FI): «INCREDIBILE AFFIDARE A DEL TURCO POTERI CHE SONO DEL CONSIGLIO»

«All'esito della discussione sulla Fira direi che stamani s'è consumato in Consiglio, ad opera del presidente Del Turco, una sorta di 18 Brumaio, con tutto il rispetto ovviamente per Napoleone Bonaparte. Infatti il Consiglio Regionale ha approvato un Ordine del Giorno con il quale, in spregio allo Statuto, si attribuisce al Presidente della Giunta poteri che sono d'esclusiva competenza del Consiglio stesso, e cioè di ispezione di monitoraggio. Il piccolo “colpo di stato” consumato oggi all'Aquila toglie praticamente al Consiglio Regionale la possibilità di far luce, dal punto di vista amministrativo e politico, beninteso, sulla intricata vicenda Fira, impedendo conseguenzialmente ogni possibilità di comprendere i vizi di funzionamento manifestatisi all'interno della Finanziaria regionale. Con la bocciatura della proposta di legge di istituzione della Commissione d'inchiesta, presentata dal sottoscritto e dal collega D'Orazio, si è voluto imbavagliare, insomma, ed esautorare il Consiglio Regionale a tutto scapito della verità».


RIFONDAZIONE SODDISFATTA PER LO SCIOGLIMENTO DELLA FIRA SERVIZI

«Ci riteniamo soddisfatti per l'approvazione dell'ordine del giorno in Consiglio regionale da noi promosso e presentato da tutta la maggioranza che oltre a richiedere lo scioglimento di Fira servizi, un percorso di analisi e verifica delle attività svolte dalla FIRA, e la rassegnazione di alcune funzioni strategiche come quelle relative alla sanità e allo sviluppo alla Giunta e al Consiglio regionale, chiede con forza una riorganizzazione e razionalizzazione degli enti partecipati, controllati e di proprietà della Regione.
Questo governo regionale e la sua maggioranza se intende davvero inaugurare una nuova stagione politica fatta di trasparenza, politiche per la cittadinanza e sano sviluppo deve interrogarsi sui “costi” (e non ne parliamo solo in termini economici di cda e consulenze) “del potere per gestire la politica” e quindi allargare il campo ad un processo coraggioso e necessario di razionalizzazione, legalità, trasparenza e monitoraggio degli enti partecipati dalla Regione che punti all'efficacia economica e gestionale da una parte e a fornire servizi di qualità dall'altra».


I VERDI: PER CHI SUONA IL CAMPANELLO

«Un grande debito, per di più in mano al mondo bancario internazionale» – sottolinea il Presidente regionale dei Verdi, Mario Camilli – «è sicuramente una palla al piede per una piccola regione ma un grande affare per qualcun altro. Se, come è, il risanamento del debito e la messa in efficienza del sistema pubblico sono la strada obbligata, per raggiungere questi obiettivi bisogna scardinare una logica e una catena di interessi, giunta quasi ad essere sistema, avviando una vasta politica di riforme e di innovazione. È necessario quindi un grande cambiamento anche nella società abruzzese, e non soltanto nel ceto politico. A questo, secondo noi, sono chiamati in Abruzzo il centro-sinistra e il presidente Del Turco».
«Dopo i casi FIRA e Montesilvano, in Abruzzo è suonato un campanello»,- ha aggiunto Walter Caporale, Capogruppo dei Verdi in regione – «che certamente annuncia l'arrivo, una soglia da non oltrepassare, il limite del sopportabile. Un allerta per dire che il precipizio è lì davanti, a un passo. Cambiare direzione rispetto al passato è l'unico modo per non cadere in quel precipizio. I Verdi chiedono una svolta immediata che chiami la politica e la società alla costruzione di una regione nuova, sostenibile e partecipata».


IL DOCUMENTO DELLA MINORANZA BOCCIATO

Il Consiglio regionale ha approvato a maggioranza un documento che invita il Presidente e la Giunta regionale ad una serie di attività per garantire la riforma e il perfetto funzionamento della Fira.
Al termine, maggioranza ed opposizione hanno presentato due diversi documenti che sono passati al vaglio del Consiglio.
Nel documento dell'opposizione si richiedeva l'istituzione di una commissione consiliare d'inchiesta; la richiesta è stata respinta con il voto contrario della maggioranza.
Nel documento approvato e sottoscritto da tutti i capigruppo di maggioranza, invece, il Consiglio regionale invita il presidente della Regione "di sollecitare il Cda della Fira affinché proceda ad un'approfondita attività di verifica e revisione di tutta l'attività svolta dalla Fira stessa e dalle società controllate; di annullare ogni qualsiasi delega ed attività richiesta a Fira servizi; di riaffidare alla Regione le competenze di gestione amministrativa e finanziaria di primarie funzioni regionali attualmente gestite dalla Fira che di fatto ha perso la connotazione di merchant bank che doveva promuovere la capitalizzazione delle piccole e medie imprese regionali; di dare avvio ad un lavoro di definizione di opportune norme e criteri di nomina dei rappresentanti della Regione negli enti-società-organismi". Il documento licenziato dal Consiglio regionale invita infine il presidente della Regione a "realizzare un monitoraggio ed un censimento delle attività di tutti gli enti, aziende e organismi, di proprietà, partecipati, controllati dalla Regione Abruzzo".




ORDINE DEL GIORNO APPROVATO


Il consiglio Regionale Abruzzo, riunito in seduta straordinaria il 5 dicembre per affrontare la situazione venutasi a verificare a seguito dei provvedimenti della Magistratura che hanno interessato i vertici di Fira Servizi

R I B A D I S C E

- il pieno sostegno all'azione della magistratura volto a garantire il pieno rispetto delle leggi e quindi a tutelare gli interessi pubblici e collettivi;

R I L E V A

- la necessità che la pubblica amministrazione attui al proprio interno una rigorosa verifica sul proprio operato e sull'azione delle proprie strumentazioni operative (società, articolazioni, etc);

I N V I T A

Il Presidente e la Giunta a:

- procedere all'audizione dei Consiglieri della Fira Spa per monitorare la situazione generale della Società e concordare le modalità tecnico-operative per ricostruire un quadro di legalità e trasparenza;
- sollecitare il Consiglio d'Amministrazione della Fira Spa ad affidare ad un primaria società di revisione e di auditing il controllo dell'attività svolta dalla Fira e dalle società satelliti al fine di verificare eventuali altre anomalie oltre quelle rilevate dalle inchieste giudiziarie in corso verificatesi nel corso della Presidenza Masciarelli e per valutare la possibilità di porre in liquidazione la FIRA Servizi riassegnando alla società madre le competenze precedentemente delegate;
- riaffidare gradualmente alla Regione le competenze di gestione amministrativa e finanziaria dei numerosi comparti di primarie funzioni regionali attualmente gestite dalla FIRA che di fatto ha perso la connotazione originaria di Merchant bank a partecipazione pubblica che doveva promuovere la capitalizzazione delle piccole e medie imprese regionali, anche al fine di restituire funzioni di controllo e indirizzo al Consiglio e alla Giunta Regionale su componenti essenziali della gestione amministrativa regionale;.
-rivedere/validare tutti i conti ed i dati forniti da Fira Servizi dando vita ad una attività audit generale sulle attività svolte e più in generale sottoporre a verifica tutta l'attività di pagamento e riconoscimento dei crediti delle cliniche private convenzionate ricompresi nelle cartolarizzazioni;
- annullare ogni qualsiasi delega ed attività richiesta a Fira Servizi;
- predisporre nell'ambito del DPEFR, con tempi certi e brevi e coinvolgendo le opportune strutture istituzionali, un'azione di razionalizzazione forte di Enti, Società Organismi delegati/partecipati dalla Regione per realizzare sia un maggiore e più efficace controllo, sia un migliore servizio ed un contenimento della spesa;
- promuovere l'abrogazione della legge regionale n. 16 del 2002 (meglio conosciuta come legge sui capannoni industriali) che ha evidenziato risvolti negativi strutturali e consentito di effettuare perverse operazioni (finanziarie e societarie) che ne snaturano gli obiettivi;
- dare avvio ad un lavoro di definizione di opportune norme e criteri di nomina dei rappresentanti della Regione negli Enti/Società/Organismi tesi a garantire il rispetto del mandato ricevuto ed il perseguimento dell'interesse pubblico;
- realizzare un monitoraggio ed un censimento delle attività di tutte gli Enti/Aziende/Organismi emanazione, di proprietà, partecipati, controllati dalla Regione Abruzzo, fornendo una relazione dettagliata al Consiglio, entro un mese dall'approvazione del DPEFR;
- costituire la Regione parte civile nei confronti dei procedimenti giudiziari aperti che vedano coinvolto come parte lesa l'Ente e avviare procedimenti disciplinari nei confronti dei dipendenti di FIRA Spa, FIRA Servizi e Regione Abruzzo coinvolti nelle attività oggetto delle inchieste;
- favorire trasparenza negli atti assunti e da assumere, prevedendo modalità di divulgazione e consultazione che consentano agli Enti Territoriali ed ai cittadini un controllo diretto e puntuale favorendo la partecipazione alla vita politica ed amministrativa in Regione.

06/12/2006 9.13