La Class Action in Parlamento: «idea che si può migliorare»

Alessandro Biancardi

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ROMA. «Gli ambiti di applicazione della class action devono coincidere con quelli di cui tratta il codice del consumo. Per questo chiediamo che l’azione collettiva venga applicata non solo nei confronti delle imprese ma anche nella Pubblica Amministrazione, a partire dalla sanità e dalla scuola». Nelle parole del vice segretario generale Giustino Trincia, la posizione espressa da Cittadinanzattiva nell’odierna audizione parlamentare sul disegno di legge sulla class action.
«Sono almeno dieci anni» commenta Trincia, «che ci battiamo per colmare con l'azione collettiva il gap tra l'Italia e i Paesi più avanzati sul versante della tutela dei diritti dei cittadini consumatori, ed è per questo che chiediamo al Parlamento di fare bene e presto».
«L'introduzione della class action porterebbe benefici per tutti, per il sistema Paese, i consumatori ma anche per le stesse imprese perché le solleciterebbe ad una maggiore competitività sul piano della qualità, dell'efficienza e della correttezza delle pratiche commerciali che abbiano ad oggetto sia i servizi che i prodotti».
«A chi teme che sia un salto nel buio» ha concluso Trincia, «al di là della più nota esperienza america va ricordato che sono numerosi i Paese dell'Ue che hanno introdotto la class action, presente addirittura nella Costituzione portoghese».

Delle proposte fin qui avanzate, quella che in generale convince di più Cittadinanzattiva è quella del Governo.
Di seguito i tre motivi enunciati dal sodalizio per sostenerla e sei proposte per migliorarla:
a) l'attuale proposta del Governo convince perché rispetto a precedenti proposte estende l'ambito d'azione della class action andando oltre i soli contratti di massa e includendo anche quei settori in cui sono previste procedure di conciliazione e di arbitrato;
b) rende titolo esecutivo la pronuncia del giudice nella seconda fase del giudizio;
c) interrompe i termini di prescrizione a favore di tutti i consumatori lesi dal medesimo fatto illecito.

La proposta del Governo si può però migliorare, secondo Cittadinanzaattiva da sei punti di vista:
a) prevedendo esplicitamente che la class action sia applicabile non solo alle imprese ma anche alla pubblica amministrazione;
b) riconoscendo alle Associazioni dei consumatori la possibile azione per risarcimento del danno, fatta salva l'azione che i singoli cittadini potranno fare con l'assistenza di propri legali;
c) sottolineando che la legittimazione ad agire sia attribuita a soggetti riconosciuti, a partire dalle Associazioni dei consumatori, e non in maniera così indiscriminata come emerge dai testi fin qui presentati;
d) prevedendo l'esenzione dal contributo unificato per questo tipo di azioni;
e) individuando da subito i criteri di calcolo per la determinazione del danno risarcibile;
f) eliminando l'obbligatorietà del secondo tentativo di conciliazione.


La discussione approda in parlamento e sembra essere un momento cruciale per l'istituto già ampiamente in voga negli States che permette di estendere gli effetti delle sentenze su un gruppo omogeneo di cittadini pur non ricorrenti.
Paolo Landi, Adiconsum «Auspichiamo un forte impegno del Parlamento
per un'approvazione rapida della legge sull'azione collettiva», dice.
«L'azione collettiva - ha affermato Landi nell'audizione alla Camera - non deve essere intesa soltanto come strumento efficace a garanzia dei diritti lesi del consumatore, ma anche come strumento per una maggiore trasparenza nella vendita di beni e servizi, utile anche per quelle imprese che si pongono sul mercato in modo corretto e trasparente».

Adiconsum ha illustrato in una nota gli aspetti rilevanti che riguardano l'azione collettiva:

- la legittimazione ad agire in giudizio
- l'efficacia della sentenza di classe
- la rideterminazione della fase conciliativa successiva all'emanazione di una sentenza ovvero alla firma di un accordo giudiziale
- l'interruzione della prescrizione e la sospensione dei processi individuali pendenti al momento della proposizione dell'azione di classe.


30/11/2006 10.59