Marasma Giochi 2009: gli orticelli, i villaggi e le bandiere

Alessandro Biancardi

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Marasma Giochi 2009: gli orticelli, i villaggi e le bandiere
AGGIORNAMENTO (14.48). PESCARA. A sorpresa si accende una mischia nel centro sinistra sui Giochi del Mediterraneo tra il sindaco di Pescara (favorevole ai giochi) ed il governatore Del Turco. Reazioni e toni che fanno riflettere, mentre il centrodestra rimane a guardare.  


Si è cercato di gettare acqua sul fuoco questa mattina nella riunione del Comitato organizzativo dei giochi del Mediterraneo 2009. Nessuno vuole polemiche ma di cedere non se ne parla.
Dopo il weekend di ferro e fuoco tra il sindaco di Pescara e il presidente della Regione è tornato a parlare con il responsabile del Comitato, Sabatino Aracu, confermando sostanzialmente quanto già detto in passato:«30 milioni sono una cifra soddisfacente» e «ci siamo impegnati solennemente adesso non si può tornare più indietro, i giochi si faranno a tutti i costi».
E sono, infatti, proprio i costi il punto centrale della questione.
Il fatto nuovo è che il primo cittadino di Pescara, Luciano D'Alfonso, ha saltato il fosso ed è passato dalla parte dei più strenui sostenitori dei giochi, probabilmente incalzato dalle solite lobbies di imprenditori costruttori che smaniano per accaparrarsi una cospicua fetta di lavori e commesse. E lui, in partenza per il Parlamento, certo non li vuole deludere.
In fondo i giochi sono soprattutto questo.
Se dunque l'evento avrà luogo non sembra che qualcuno si sia chiesto, invece, in che modo i giochi saranno organizzati e in che modo l'Abruzzo riuscirà a presentarsi alla vetrina internazionale. E poi, se non dovessero arrivare altri soldi, i giochi non potrebbero forse costituire il più grande autogol della storia promozionale regionale?
Sono probabilmente domande troppo premature ma che mettono in luce tutta l'inadeguatezza culturale e politica della nostra regione a gestire il grande evento.
Insomma, finora la classe dirigente non sembra aver superato in maniera soddisfacente la fase preliminare.
«Ci aspettiamo che il Governo ci venga incontro», ha detto Aracu, «così come ha fatto per altre manifestazioni. Stiamo elaborando proposte che possano aiutare ad incentivare i nostri imprenditori affinché investano nei giochi. Pensiamo ad una legge di defiscalizzazione o addirittura a deroghe circa i limiti del patto di stabilità. In questo momento abbiamo bisogno di serenità: ci aspettiamo da chi non è con noi che almeno non si metta di traverso».
Il problema comunque rimane la grossa incertezza sui finanziamenti prossimi venturi; il presidente del comitato ha una risposta anche per questo.
«Ci aspettiamo che la Regione ci venga incontro con finanziamenti», dice, «in fondo questo è per importanza l'evento maggiore della nostra regione; se dunque la Regione non caccerà una lira dobbiamo dedurne che non ci saranno soldi per nessun tipo di evento sportivo, il che è impossibile».
Intanto nella seduta di questa mattina è stato approntato il bilancio preventivo che ammonta a 5 milioni di euro ma che non prevede interventi strutturali -e dunque lavori di adeguamento delle strutture sportive. I soldi, lascia intendere il presidente, serviranno soltanto alla gestione del comitato e alla prima fase di marketing.
Su come e quando sarà gestita la somma, invece, c'è ancora da attendere la creazione o meno dell'agenzia deputata a gestire gli appalti. Se l'organismo non dovesse vedere la luce allora i soldi finiranno direttamente nelle casse delle amministrazioni locali che finora si sono solo impegnate formalmente ma nessuna ha impegnato proprie sostanze.
14/11/2005 14.38




LE POLEMICHE DI IERI


«Non sono sufficienti 30 milioni di euro per organizzatre i Giochi del Mediterraneo del 2009. Ci vorrebbe un finanziaemnto annuale di 30 milioni di uro a partire dal 2006 anzichè uno quindicinale da due milioni di euro l'anno a partire dal 2007 come ha stabilito l'ordinanza del Dipartimento nazionale di Protezione Civile».
È un Paolini fermo ma contrariato quello che illustra, carte alla mano, «i fatti» e cerca di smontare le polemiche che strattonano, da una parte dall'altra, il merito presunto per i risultati raggiunti.
Il vicepresidente della giunta regionale si riferisce ad alcune dichiarazioni del presidente del comitato dei giochi del Mediterraneo, Sabatino Aracu, che pubblicamente ha dichiarato di essere soddisfatto per i 30 milioni del Governo come a dire che una cifra del genere possa bastare.
Ed invece…
«Se rimangono 30 milioni i giochi non si fanno», ribadisce Enrico Paolini un concetto già espresso dal presidente della regione Ottaviano Del Turco, «dobbiamo insistere presso il Governo perché ci consegni cifre ben più grosse. Intanto, devo dire che è stata la regione Abruzzo, nessun altro, a chiedere a Berlusconi la somma di 60 milioni di euro. Il governo di centrodestra ha invece dimezzato la richiesta. Quindi, non ci possono essere dubbi di sorta su chi ha ottenuto risuiltati e chi ha fatto solo chiacchiere. Piuttosto» fa sapere Paolini «ora l'ordinanza dovrà essere modificata in fretta poichè, per un errore non certo imputabile alla Regione, fa riferimento ala circostanza che le gare dei Giochi del Mediterraneo si svilupperebbero nella sola provincia di Pescara quando, invece, coinvolgono l'intera regione. Non è cosa da poco perchè si tratta di rendere erogabili risorse in tutte e quattro le provincie».
«Sarebbe un errore», ha detto invece il sindaco Luciano D'Alfonso, «far passare il messaggio che nella nostra regione non si crede in questa manifestazione internazionale, che ovviamente non sarà un evento sportivo di primissima fascia, ma che non mancherà di attrarre l'attenzione sui nostri territori da parte di numerosi paesi europei e mediterranei. I Giochi non saranno il Giubileo dei problemi dell'Abruzzo», continua , «ma sono anche una grande opportunità per farci conoscere e per portare avanti il programma di infrastrutturazioni strategiche necessarie a rendere più attraversabile il nostro territorio. Pertanto», conclude il primo cittadino, «se con le dichiarazioni di questi giorni si mira ad ottenere da parte del Governo impegni precisi ed ulteriori sulla programmazione degli investimenti nel 2007, nel 2008 e nel 2009, allora siamo tutti d'accordo ed è opportuno procedere con il medesimo profilo istituzionale che abbiamo seguito con successo finora».
Intanto oggi in tarda mattinata nuova riunione dell'organo di presidenza dei giochi. 14/11/2005 8.22



DEL TURCO RISPONDE

«Non capisco l'irritazione di Luciano D'Alfonso. Avrei capito di più una protesta contro il Governo per le sue inadempienze e per il tentativo di lasciare al Governo della prossima legislatura la gatta da pelare dei Giochi del Mediterraneo».
Il presidente Ottaviano Del Turco risponde così al primo cittadino di Pescara.
«Quando si parlava di uno stanziamento di 60 milioni di euro - prosegue Del Turco - fu una telefonata del sindaco D'Alfonso a farmi rilevare l'inadeguatezza della somma. Per uno stanziamento che è pari alla metà e che fa intravedere un onere finanziario per gli enti locali dell'Abruzzo di insopportabili proporzioni il sindaco di Pescara ha cambiato opinione. Io no e, non sono abituato ad avere due linguaggi: uno al telefono e uno nelle dichiarazioni e nelle interviste. Chi pensa - ha concluso il Presidente - che si possa governare una Regione lasciata dal centro-destra in un mare di guai, avendo una buona parola per tutti e una promessa per chiunque abbia una cosa da chiedere, non ha capito quanto è grave e profonda l'eredità che ci lascia la giunta Pace»


ANCORA D'ALFONSO


«La doppiezza dei linguaggi è una pratica da parlamentari di lungo corso e di mutevole rappresentanza territoriale che non mi appartiene assolutamente».
A chi si riferisce il sindaco? Al destinatario della sua replica?
«Come tutti sanno», assicura, «quello che io dico in privato lo dico anche in pubblico e soprattutto mi impegno per realizzare bene e presto quello che dico. Questo detto, preciso di non aver mai parlato al telefono con il Presidente Del Turco sui fondi per i Giochi del Mediterraneo. Di questo argomento abbiamo parlato di persona una sola volta, presente il Presidente della Provincia Pino De Dominicis, a margine della Convention mondiale delle camere di commercio italiane all'estero lo scorso 17 ottobre a Pescara, quando gli dissi che aveva fatto bene a polemizzare con un importante parlamentare pescarese di centrodestra che voleva scaricare sugli enti locali l'onere dei Giochi.
Entrambi eravamo fortemente preoccupati per i ritardi del governo nazionale e ci siamo fatti carico di segnalare con la dovuta evidenza le aspettative degli abruzzesi all'indirizzo di Roma.
Sono convinto che anche grazie alla dura presa di posizione di Del Turco si è attivato il meccanismo che ha portato prima al riconoscimento della condizione di grande evento ai giochi e quindi all'inserimento nella finanziaria dei primi fondi per Pescara 2009».
14/11/2005 8.35