Acqua. Una commisione d’inchiesta sugli Ato abruzzesi

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Ieri in consiglio regionale è stata aprovta la richiesta di Alleanza nazionale di una commisione di inchiesta sulla gestione del servizio idrico.
Un emendamento del centrosinistra tuttavia ha allargato il raggio spostando tutta l'attenzione dall'Aca spa, al centro di numerose polemiche pe rsperperi presunti e mala gestione, a tutti gli ambiti territoriali ottimali abruzzesi.
Un modo per controllare la gestione sull'intero territorio regionale, dicono dal centrosinistra; scontenta invece An che reputa l'emendamento un artifizio del centrosinistra di spostare l'attenzione dalla principale imputta: l'Aca appunto.
«Quando si affrontano le questioni del ciclo idrico integrato il centro-sinistra tende sempre ad “annacquare” il problema», ha detto il capogruppo An, Fabrizio Di Stefano, «La riprova la si è avuta nel corso della seduta odierna del Consiglio Regionale, nel momento in cui la maggioranza – con un emendamento sostitutivo – ha stravolto il senso della richiesta di istituzione di una commissione d'inchiesta sull'attività dell'ATO di Pescara e sulle aziende di gestione ad esso collegate.
Le vicende sono ben note, tanto da essere ospitate nelle pagine nazionali di Repubblica: da una serie di esposti si delinea un quadro di gestione dei bilanci, delle assunzioni e delle consulenze che definire inquietante è poco. La difficile posizione di alcuni esponenti di primo piano del centro-sinistra abruzzese ha costretto la maggioranza a proporre l'ampliamento del raggio d'azione della commissione d'inchiesta a tutti e sei gli ambiti abruzzesi, cancellando – nel contempo – ogni riferimento all'ACA».
«E proprio l'ex presidente dell'azienda pescarese», sostiene Di Stefano, «il capogruppo dei Ds Donato Di Matteo, è stato il vero manovratore che, da dietro le quinte, ha tirato le fila dell'intera vicenda. Pur senza mai prendere la parola ha verificato fino all'ultimo che le cose andassero nel verso giusto: una presenza così persistente che gli stava costando addirittura il mancato imbarco sul volo che lo deve portare in Cile in qualità di rappresentante del CRAM. Quando si dice l'attaccamento al dovere istituzionale…».

08/11/2006 9.04