I volantini della discordia: il sindaco va in caserma e denuncia l'opposizione

Alessandro Biancardi

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MONTESILVANO. E’ scontro a Montesilvano tra sindaco e minoranza per alcuni volantini che circolano in città. Cantagallo si è rivolto così ai carabinieri per denunciare i firmatari che però si difendono e annunciano una contro querela. E’ il clima che si vive in questi giorni nella cittadina adriatica.
La frase sotto accusa, riportata anche dal quotidiano Il Centro, sarebbe quella in cui si annuncia un incontro con Gianfranco Fini e una raccolta di firme per «il ritorno della legalità e le dimissioni del sindaco».
«Mi chiedo se la minoranza sia impazzita», ha commentato il sindaco Cantagallo pochi minuti prima di annunciare la denuncia fatta ai carabinieri, «perché adesso hanno addirittura deciso di istituire la giornata per "ripristinare la legalita". Questo vuol dire», ha proseguito, «che noi amministriamo nell'illegalità. Mi faccio carico di tutti gli errori possibili ma non di aver agito in maniera difforme dalla legge. Il centrodestra ha la presunzione di parlare di illegalità per un controllo che la magistratura sta facendo dopo 10 anni di attività, proprio loro che hanno governato un paese con un presidente condannato in primo grado per reati gravissimi» (il riferimento è all'ex presidente del consiglio Silvio Berlusconi, ndr).
Nella denuncia dei carabinieri si legge testualmente: «detti presidi e quanto detto tendono a sottolineare la presunta illegalità cui il sindaco e la sua giunta verserebbero così da ledere l'immagine di tutta l'amministrazione comunale e da compromettere l'onore e il decoro della stessa».
La minoranza in queste ore sta riflettendo sul da farsi e potrebbe anche muovere una contro querela.

«LA FRASE INCRIMINATA NON E' STATA MAI SCRITTA»

«Nessuno ci può togliere la libertà di raccogliere delle firme», ha controbattuto il consigliere di An Pasquale Cordoma, «nessuno ha parlato di ripristino della legalità, ma di presidiare la legalità, che sono due cose molto differenti».
Anche nel volantino, infatti, non si parla di ripristino ma di «presidi».
Secondo Cordoma l'errore della frase sarebbe da imputare all'articolo del quotidiano Il Centro che «con frasi non virgolettate ha scritto cose che non avevamo detto».
Intanto la raccolta di firme va avanti e in soli 4 giorni ne sono state raccolte quasi 3.000 «per mandare a casa Cantagallo».
Ma la raccolta è in realtà una provocazione politica: «non ha nessuna rilevanza legale, sebbene essendo consigliere potrei farle autenticare», spiega Cordoma.
«Ma il nostro è un modo per essere vicini ai cittadini, che hanno risposto molto positivamente ed in modo trasversale. Un modo per dimostrare che la Casa delle Libertà c'è ed è presente».

«NON HO UNA FERRARI»

Sempre nella stessa denuncia il sindaco di Montesilvano smentisce una volta per tutte voci che si ripetono da molti mesi e chiede ai militari che vengano individuati i responsabili.
«Si susseguono insistentemente», si legge nella denuncia, «voci sulla presunta mia proprietà di una Ferrari colore rosso e di un attico, di fronte al porto turistico di Pescara».
Cantagallo smentisce fermamente.

25/10/2006 8.47