Cisl, «Finanziaria 2007 da ridiscutere con il governo»

Alessandro Biancardi

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Cisl, «Finanziaria 2007 da ridiscutere con il governo»
ABRUZZO. Tra i punti maggiormente contestati i tagli alla scuola pubblica, i provvedimenti in materia di sanità, e la riorganizzazione della pubblica amministrazione «che ancora una volta viene considerata un peso». 
Questa mattina alle ore 9,30, presso l'Hotel Serena Majestic di Montesilvano (PE), il Consiglio Generale della Cisl d'Abruzzo si riunirà per discutere la Finanziaria Nazionale 2007 e le problematiche di attualità della regione.
Ai lavori sarà presente il segretario confederale, responsabile delle Politiche del Pubblico Impiego e dell'Industria, Gianni Baratta.
Nella relazione introduttiva, il segretario generale Cisl Maurizio Spina, in merito alla Finanziaria 2007, porrà in evidenza gli aspetti positivi e negativi della manovra.
«E' positiva», si legge in una nota anticipata alla stampa, «la volontà di una ridistribuzione della ricchezza attraverso i meccanismi fiscali e l'impegno di maggiori investimenti per il Mezzogiorno d'Italia nel quale è ricompreso anche l'Abruzzo, la lotta all'evasione fiscale, al lavoro nero, agli incidenti sul lavoro».

I PUNTI CRITICI

Ma sono molto numerosi i punti critici analizzati dal segretario Spina e che «vanno ridiscussi con il Governo».
Tra questi il passaggio del TFR dei lavoratori dalle aziende all'INPS da utilizzare per gli investimenti infrastrutturali, i tagli alla scuola pubblica, circa 30/40.000 posti in meno, nonostante l'impegno a stabilizzare, nell'arco di un triennio, circa 120.000 precari.
«La scuola», ha sottolineato il segretario generale Cisl, «deve essere considerata una risorsa fondamentale sulla quale investire e non operare tagli».
E ancora tra i punti da rivedere l'innalzamento della no tax area a 7.500 euro per i pensionati non risponde alla richiesta sindacale di equiparazione ai lavoratori dipendenti, la totale mancanza di una politica di rivalutazione delle pensioni «che negli ultimi dieci anni hanno perso circa il 30% del valore» e in più il fondo per la non autosufficienza è inadeguato, «i non capienti sono dimenticati».
E poi ancora sotto accusa ci sono i provvedimenti in materia di sanità, «in contrasto con l'autonomia organizzativa delle Regioni ed impediscono alle stesse una modulazione fiscale coerente con le esigenze del territorio» e la pubblica amministrazione «che è ancora una volta considerata una spesa ed un peso e non una risorsa indispensabile per lo sviluppo che va potenziata e ammodernata. I fondi per il rinnovo dei contratti sono fruibili solo dal 2008».
Spina mette ancora in evidenza come manchi totalmente «una politica di concertazione e di confronto con le parti sociali per soluzioni condivise dei problemi regionali. L'Assessore alla Sanità deve comprendere che la strada intrapresa è sbagliata e correggere da subito la rotta».

18/10/2006 7.58