Sospensione dell'Ordinamento giudiziario, Tenaglia: «scelte corrette»

Alessandro Biancardi

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ROMA. Il Senato ha approvato in prima lettura il disegno di legge di sospensione di alcuni dei decreti legislativi della riforma Castelli dell'Ordinamento giudiziario. «Si tratta di un passaggio importante e necessario per la politica giudiziaria», ha commentato l’onorevole Lanfranco Tenaglia, responsabile nazionale Giustizia della Margherita.
La Camera sarà chiamata nelle prossime settimane ad esaminare e approvare il provvedimento. «La riforma Castelli», spiega Tenaglia, «sarà sospesa in toto per ciò che concerne il sistema dei concorsi per la progressione in carriera dei magistrati e la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri, perché in contrasto con i principi costituzionali e con l'obiettivo di garantire che la funzione sia svolta da magistrati sempre più professionalmente preparati, che sia svolta con correttezza ed efficacia».
«Non si tratta di un "inciucio"», sottolinea ancora il responsabile della Giustizia della Margherita, «ma del frutto di un confronto trasparente nella sede propria del Parlamento attraverso il quale si è giunti alla condivisione di alcuni principi e a scelte normative conseguenti».
In particolare, è stata ribaltata l'impostazione, che costituiva la base della riforma Castelli, sulla gerarchizzazione delle Procure con tutti i poteri in capo al Procuratore della Repubblica per condividere il principio dell'unicità dell'ufficio e della designazione, da parte del Procuratore con facoltà di revoca motivata, del sostituto titolare dell'indagine.
Il sistema disciplinare, dopo le modifiche apportate, «non sarà improntato ad una logica meramente punitiva ed ingiusta nei confronti dei magistrati», sottolinea Tenaglia, ma, «all'opposto, consentirà maggiori ambiti di responsabilità della magistratura di fronte alla società».
E Tenaglia non nasconde che il metodo seguito in Senato potrà essere praticato anche su altri temi della riforma della giustizia, come ad esempio alle intercettazioni telefoniche, «sempreché si condividano l'impostazione di abbandono degli intenti puniti nei confronti della magistratura e delle ragioni di alimento del conflitto tra politica e giustizia e la finalità di realizzare un sistema giudiziario efficiente nel rispetto dell'assetto costituzionale della magistratura e nell'interesse esclusivo della generalità dei cittadini».
09/10/2006 10.28