Finanziaria. Tempesta: «Non alzerò le tasse agli aquilani»

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. Il sindaco dell’Aquila Biagio Tempesta (Fi) ha inviato una lettera al premier Romano Prodi «per rammentargli che in campagna elettorale aveva promesso che le tasse non sarebbero aumentate». Ed è sempre il primo cittadino che assicura: «io non intendo fare l’esattore degli aquilani. Non ho nessuna intenzione di alzare le tasse».
«Intendo tutelarli nei confronti dello Stato», continua Tempesta, «e se, in sede di approvazione definitiva in Parlamento, non ci saranno modifiche sostanziali alla Finanziaria, promuoverò ogni forma di protesta possibile (o contribuirò a sostenerla) a tutela dei cittadini. Che vanno garantiti, e non vessati».
Secondo il sindaco non c'è altra soluzione e lui non ha nessuna intenzione di assecondare la manovra. «Questa finanziaria», continua Tempesta, «rappresenta un vero e proprio assalto alle tasche dei cittadini, una sorta di vendetta contro gli Italiani. Non intendo aumentare la pressione fiscale (Ici e Irpef in particolare) nei confronti dei miei concittadini, già abbondantemente provati da balzelli di varia natura. Non vedo perché io dovremmo ricoprire questi ruoli, visto che è il Governo, con la manovra appena approvata, a scaricare su di noi queste responsabilità».
«Non accontentandosi di “massacrare” il ceto medio», prosegue il primo cittadino, «la Finanziaria ha abbattuto la sue scure anche sui Comuni. Avevo sottolineato in passato – con estrema franchezza e onestà – che il Governo di centro destra aveva ridotto pesantemente i sostegni al Comune dell'Aquila. L'Esecutivo di Prodi farà lo stesso o addirittura peggio; ci sono tutti i presupposti. Scorrendo la Finanziaria, si legge che lo Stato aumenterà i trasferimenti a beneficio dei Comuni che si uniranno. Ipotesi che fa sorridere e che comunque non è applicabile a una città media – come L'Aquila – o grande, che resterà pertanto duramente colpita».
04/10/2006 10.01