Finanziaria, aumento tasse: «sarebbe crisi senza ritorno per l’Abruzzo»

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. Il Presidente di Confindustria Abruzzo, Calogero Marrollo, è intervenuto sulla prossima manovra finanziaria nazionale, in relazione all’imporanti ripercussioni che essa avra’ sul tessuto produttivo abruzzese in questo particolare momento di difficolta’ congiunturale.
Il presidente ha richiamato l'importanza, per il recupero della competitività e la crescita del territorio abruzzese, della promessa del Governo di ridurre di cinque punti il cuneo fiscale, di cui solo tre destinati alle imprese.
Marollo ha evidenziato quanto «è importante e irrinunciabile» la riduzione della spesa corrente, «necessaria per una manovra che guardi alla crescita e non pensi solo a logiche redistributive», e ritiene inaccettabile l'ipotesi di trasferire «forzosamente, che si configura quale vero e proprio esproprio nei confronti dei lavoratori, all'Inps parte del Tfr. Sarebbe necessario, infatti, tagliare gli sprechi sui grandi capitoli di spesa pubblica - sanità, previdenza, pubblica amministrazione e trasferimenti agli enti locali - così come già indicato nel Dpef».
Il rischio secondo Marollo «è di non avere risorse per la crescita, per investimenti in infrastrutture, per la ricerca e l'innovazione, con ripercussioni gravi per il nostro tessuto economico».
Per l'Abruzzo,poi, «sarebbe particolarmente grave l'aumento di tasse attraverso le addizionali regionali e comunali. Gli aumenti regionali dell'Irap per coprire gli sfondamenti della spesa sanitaria, infatti, rappresentano una strada sbagliata, che va contro la competitività, contro lo sviluppo, contro gli interessi delle imprese abruzzesi e del nostro territorio in generale».