Ato. Di Giuseppantonio: «Dati falsati e troppa confusione»

Alessandro Biancardi

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Ato. Di Giuseppantonio: «Dati falsati e troppa confusione»
LANCIANO. «La questione della riduzione del numero di enti di Ambito Territoriale Ottimale (ATO) in Abruzzo è un falso problema». A pensarla così è il presidente dell'Ato n. 6 Chietino, Enrico Di Giuseppantonio, che interviene nel dibattito sulla questione della gestione della risorsa idrica regionale.
«E' solo fumo negli occhi per celare dietro una manovra - tutto sommato di natura prettamente politica e propagandistica, al limite del populismo - i reali problemi del comparto idrico». Secondo Di Giuseppantonio la discussione verte su «dati falsati da un rimbalzo che produce solamente confusione» e lui cerca di fare chiarezza.

CONFUSIONE DI RUOLI ATO E GESTORI

«La legge», spiega il presidente, «prevede la separazione netta tra il soggetto che gestisce il servizio e il soggetto regolatore (appunto l'Ato). La funzione degliambiti territoriali- che sono consorzi di Comuni - è la rappresentanza delle esigenze degli enti soci, anche dei Comuni molto piccoli. Sono cioè l'antenna dei cittadini che vigila sulle società di gestione e si autotassano in parte per sostenere le spese minime di organizzazione»

I COMPENSI DEI POLITICI

«I sindaci che vengono eletti nei consigli di amministrazione», chiarisce Di Giuseppantonio, «devono scegliere per legge se prendere lo stipendio al Comune o all'Ato. Il risultato è un doppio incarico, con doppie responsabilità e un unico compenso. Il mio stipendio è di 2.800 euro e non mi spettano contributi previdenziali, trattamenti di fine rapporto, tredicesima mensilità ed altro. Con questo meccanismo, i costi della politica non sono affatto moltiplicati, bensì al contrario ridotti».
Il presidente dell'Ato n° 6 sottolinea inoltre che le cifre degli stipendi degli amministratori sarebbero ben diverse da quelle apparsi sui giornali. «Crediamo davvero che lo stipendio possa risolvere il problema delle condutture colabrodo o degli impianti fognari insufficienti? Prendiamo ad esempio i costi dell'Ato n. 6 Chietino e possiamo verificare – carte alla mano- che si tratta di cifre irrisorie: ci siamo ridotti notevolmente gli stipendi come amministratori e ci avvaliamo della collaborazione di personale prestato dai Comuni a pochissimi soldi, al limite del volontariato. Perché se esiste il "partito dell'acqua", una sorta di cupola – come qualcuno cerca di far intendere e invito a fare nomi e fatti davanti a un giudice - allora esiste anche il "partito dell'etica", al quale con umiltà sono iscritto; il partito di chi non prende tangenti o cose del genere e fa sacrifici veri al servizio e per il bene della collettività, finanche riducendo la propria indennità».

IL POTERE E LE FUNZIONI DELL' ATO

«Accorpare gli ATO in un mega ente di circa 1.300.000 abitanti significherebbe snaturare il ruolo di rappresentanza territoriale. Anche altre Regioni, come la Toscana e l'Emilia Romagna che fanno scuola, hanno mantenuto più Ato, perché è impossibile immaginarne uno che risponde a un milione e trecentomila cittadini. Chi starebbe più a sentire il sindaco di un Comune di 200 abitanti? Come è naturale che accada, se si dovesse optare per un ATO unico per l'Abruzzo saranno le grandi città a farla da padrone, con un serio pericolo di soffocare la voce dei Comuni piccolissimi, che sono la stragrande maggioranza, e di deviare gli investimenti solo sui grandi. Chi rappresenterà le istanze del territorio chietino, se si concentrerà tutto all'Aquila? Già siamo orfani di investimenti e del tutto dimenticati dalle Istituzioni. Come faremo a farci sentire?»

SERVONO SERVIZI PIU' EFFICIENTI

«Se vogliamo ridurre i costi», ha sottolineato ancora il presidente «allora sgombriamo il terreno dalla partitocrazia e scegliamo manager d'azienda capaci di guidare le società di gestione. Applichiamo cioè il sistema già attivo per altri servizi pubblici». In questi due anni abbiamo esercitato un controllo rigoroso e tenace sulla società di gestione e realizzato con pochi soldi e tanto volontariato 37 milioni di euro in investimenti: una progettualità che si accompagna alla applicazione di una tariffa tra le più basse d'Italia. A tal proposito crediamo nella capacità dell'Assessore regionale Mimmo Srour, che ha competenza ed intelligenza. Anch'egli è stato Presidente di un Ente di Ambito e dunque saprà interpretare i diversi aspetti del problema con l'oculatezza che gli è consueta»
25/09/2006 7.49