Tribunali: «ci saranno tagli, ma non indiscriminati»

Alessandro Biancardi

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ROMA. Il deputato Lanfranco Tenaglia (L'Ulivo), componente della commissione Giustizia di Montecitorio chiarisce le prossime mosse del ministero di Grazia e Giustizia che secondo lui erano state fraintese in questi giorni dalla stampa.
«Il presunto progetto del Ministero della Giustizia di soppressione dei Tribunali con organico inferiore alle 14 unità non colgono la realtà della riflessione su questo tema in corso nel Governo e in Parlamento», lo afferma il deputato Lanfranco Tenaglia (L'Ulivo), componente della commissione Giustizia di Montecitorio e responsabile nazionale del settore per la Margherita.
Mastella nei giorni scorsi aveva dichiarato che le risorse per la gestione quotidiana e ordinaria del servizio Giustizia «sono diminuite del 51,22 per cento» e aveva definito i dati «drammatici».
«Nelle sue comunicazioni alla commissione Giustizia», spiega Tenaglia, «il ministro ha indicato in 14 unità di organico il limite minimo per assicurare una struttura organizzativa dei Tribunali che assicuri la presenza di una sezione penale, una sezione civile e una GIP/GUP. Ma ha anche indicato con chiarezza che ogni iniziativa in tema di revisione delle circoscrizioni debba essere preceduta dalla creazione di una moderna statistica giudiziaria», che consenta quindi di stabilire i carichi di lavoro e le tipologie di controversie che gravano su ciascun ufficio. «Non si può prescindere», sottolinea ancora Tenaglia, «dalla valutazione degli indici economici e delle caratteristiche del territorio».
Nessun automatismo quindi «tra ammontare dell'organico e sopravvivenza degli uffici giudiziari è possibile», secondo l'On. Tenaglia, il quale è anche vice presidente della Giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera. «Occorre una riflessione», spiega, «che porti all'individuzione di nuovi strumenti ordinamentali che consentano il potenziamento dell'esistente, quali ad esempio l'organico unico dei magistrati per più sedi giudiziarie viciniori e la flessibilità nell'individuzione della sede nella quale tenere le udienze riferite a determinate categorie di controversie».
19/09/2006 12.43