«Il Parco non paga l’affitto, le associazioni benefiche sì»

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Polemiche e scontri in consiglio comunale questa mattina per gli affitti dei plessi comunali dati ad enti e associazioni.
«E' assurdo che un ente come il Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga non debba pagare un fitto al Comune per l'utilizzo di un qualsiasi immobile, mentre l'associazione “Genitori bambini autistici” sia costretta a versare una somma annuale per usufruire della struttura presente a Sant'Elia».
E' stata questa la principale motivazione che ha spinto il consigliere dell'Udc, Antonello Passacantando, durante il Consiglio comunale odierno, a votare no alla delibera riguardante tale provvedimento.
Il Protocollo d'intesa relativo alla concessione in uso di porzione del complesso immobiliare, in località Camarda, a favore dell'ente Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga prevede la concessione in uso dell'ex lavatoio sito a Camarda”. Il provvedimento è stato approvato con 25 voti favorevoli ed uno contrario, quello del consigliere dell'Udc, Antonello Passacantando.
In base al Protocollo sottoscritto dal Sindaco dell'Aquila e dal presidente dell'ente Parco, il Comune concederà in comodato gratuito all'Ente Parco il secondo ed ultimo piano della ex scuola elementare di Camarda. Tale utilizzo, però, dovrà essere subordinato all'esecuzione delle opere di recupero e restauro che il Parco si è impegnato a sostenere. Inoltre sarà concesso per 9 anni anche l'ex lavatoio, in località Forraine, posto accanto alla fontana monumentale. Il tutto non comporterà impegno di spesa né diminuzione di entrata.

«Tutti conoscono la disponibilità economica dell'ente Parco e la mancanza di problemi in tal senso», ha detto in aula Passacantando, «quindi non si comprende come mai la Giunta abbia deciso di facilitarlo in questo modo concedendogli l'uso dell'ex scuola elementare e l'ex lavatoio di Camarda senza chiedere niente in cambio, tranne il restauro. Altresì non si capisce perché un'associazione che ha scopo puramente sociale si debba far carico di reperire i soldi necessari per restare in una struttura comunale, garantendo anche la sistemazione della stessa. A tal proposito, infatti, sta cercando di recuperare 50mila euro da destinare ai vari lavori che si sono resi utili per il buon funzionamento dell'immobile».
Amara la riflessione del consigliere che attacca ancora uina volta la giunta «troppo distante dai problemi sociali della città» 31/10/2005 16.03