Acerbo (Rc): «Di Matteo (Ds), ritirati»

Alessandro Biancardi

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Acerbo (Rc): «Di Matteo (Ds), ritirati»
AGGIORNAMENTO (11.43) PESCARA. Accorato l’appello del deputato di Rifondazione comunista. «Aumentare la tariffa serve per scaricare sui cittadini le conseguenze di anni di cattiva gestione». Intanto l'associazione dei consumatori Arco precisa la sua posizione circa gli emolumenti ricevuti dall'Aca. LA DENUNCIA “ACQUA E LE POLTRONE”  LA MAGISTRATURA INDAGHI SULLE SPESE PAZZE 
Maurizio Acerbo (Rifondazione Comunista) non usa mezze misure e sulla questione Acqua, il tema più infuocato di questa ripresa post vacanziera, dichiara «Di Matteo, ritirati».
«Rifondazione si è sempre battuta per garantire il carattere pubblico della gestione dell'acqua e, proprio per questo, ha sempre combattuto a viso aperto il sistema di potere che si è venuto a creare in spa trasformate in carrozzoni elettorali».
Che la gestione dell'acqua negli ultimi mesi sia diventato più o meno questo lo hanno fatto capire in tanti e se prima tutti sapevano e nessuno parlava, adesso tutti sono pronti a dire la loro.

«Proprio perché abbiamo contrastato la privatizzazione dobbiamo ora finalmente concretizzare una politica di cambiamento nel segno della trasparenza e del contenimento degli sprechi clientelari», continua Acerbo, «condizioni indispensabili per garantire un servizio di qualità e l'occupazione del settore».

Secondo il deputato le spa pubbliche «sono diventate un fattore di degenerazione della politica regionale e per giunta a spese dei cittadini».
Proprio venerdì il consiglio comunale di Pescara ha votato all'unanimità un documento contro l'aumento delle tariffe dell'acqua che è all'ordine del giorno della prossima assemblea dell'Ato pescarese.
«E' probabile», sostiene Acerbo, «che aumentare la tariffa serva per scaricare sui cittadini le conseguenze di anni di cattiva gestione. Non ci stupisce che una svolta crei qualche problema a chi ha gestito finora le aziende idriche e ne ha tratto indubbio giovamento politico.
Ci sembra difficile che Donato Di Matteo possa candidarsi a guidare il processo di riforma almeno quanto ci sembra improbabile che Berlusconi possa scrivere una buona legge sul conflitto d'interessi».

04/09/2006 9.47

ARCO LA PRECISAZIONE: «SEMPRE AGITO NELL'INTERESSE ESCLUSIVO DEI CONSUMATORI»

L'associazione Arco, che tutela i diritti dei consumatori, specifica i termini della convenzione con l'Aca fino al 2003 e assicura: «non siamo una associazione di comodo o di fiancheggiamento politico».

«La convenzione tra Arco e Aca», spiega l'associazione, «non aveva come oggetto “consulenze per attività amministrative”, che non sono nella nostra sfera di attività e di competenze istituzionali, ma prevedeva la gestione di iniziative volte al miglioramento della qualità percepita da parte dei cittadini sia dell'acqua erogata al rubinetto sia e del servizio complessivamente offerto dall'Aca».

La motivazione comune della convenzione era «quella di limitare il consumo oggi patologico e ingiustificato delle acque minerali a favore del consumo dell'acqua del rubinetto».
Le azioni previste per arrivare gradualmente a questo obiettivo sono state «la verifica annuale della qualità percepita di un campione significativo delle famiglie dei comuni serviti dall'Aca sull'uso alimentare dell'acqua del rubinetto e sulle motivazioni dei diversi comportamenti; l'esame di dati ha evidenziato la pulizia dei serbatoi e delle autoclavi condominiali come elemento fondamentale per il rifiuto all'uso alimentare dell'acqua del rubinetto».
A seguito è stata effettuata «una campagna di sensibilizzazione nei confronti degli amministratori condominiali (per gli interventi di manutenzione e pulizia delle reti idriche interne e la verifica della loro azione), è stato fornito il contributo alla elaborazione della carta dei servizi con i suggerimenti necessari alla sua divulgazione e al suo periodico aggiornamento e istituito un tavolo di conciliazione per dare soluzione bonaria al contenzioso secondo le procedure previste dalla Comunità Europea».

Per quanto attiene alle perplessità sollevate sulle modalità di rateizzazione mensile del costo della convenzione, l'Arco chiarisce che «è stata semplicemente accolta una nostra richiesta che ha potuto in questo modo gestire in modo migliore i costi dell'attività».
L'associazione precisa inoltre che dal 2003 la convenzione «ha cessato di esistere» anche se è tutt'ora in corso «in piena autonomia e nell'interesse dei consumatori» la sua campagna sull'acqua.
«L'Arco non è una associazione di comodo e di fiancheggiamento politico di nessuno ma che agisce nell'interesse esclusivo dei consumatori».

04/09/2006 11.39