850 Comuni in difficoltà per le spese dei tribunali. Scatta l'interpellanza

Alessandro Biancardi

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850 Comuni in difficoltà per le spese dei tribunali. Scatta l'interpellanza
ROMA. Le casse degli enti pubblici sempre più in difficoltà. Tra le voci che incidono di più a svuotarle ci sono le spese di gestione degli uffici giudiziari. Per fare fronte a queste difficoltà il deputato Lanfranco Tenaglia (responsabile Giustizia della Margherita) ha sollecitato l'interessamento del Ministro della Giustizia, Clemente Mastella, al quale ha presentato un'interpellanza urgente firmata anche da altri parlamentari.
Il problema riguarda circa 850 Comuni sede di uffici giudiziari, i quali denunciano l'insostenibile ritardo e insufficienza dei rimborsi previsti per gli enti locali in base alla normativa e ai regolamenti vigenti.
La vicenda era stata sollevata nelle scorse settimane, in particolare, dal sindaco di Pescara, Luciano D'Alfonso.

Secondo l'Associazione nazionale Comuni italiani (Anci), la stima economica, anche se approssimativa, per sanare il pregresso degli oneri sostenuti dai Comuni è pari a circa 600 milioni di euro.
Al ministro Mastella nell'interpellanza si chiede a quanto ammonta effettivamente il debito nei confronti dei Comuni sede degli uffici giudiziari; se intenda sanare al più presto il debito pregresso nonchè se intenda proporre una modifica dell'attuale normativa che pone in grossa difficoltà le casse di tali Comuni.

«La legge n. 392 del 1941 - ricorda Tenaglia -, pone a carico dei Comuni una serie di spese riguardanti la custodia dei locali, la loro manutenzione, l'illuminazione, il riscaldamento, le provviste di acqua, la riparazione dei mobili, le spese per i registri e gli oggetti di cancelleria e altro ancora.
Per quanto, in particolare, attiene la custodia degli uffici giudiziari - sottolinea il deputato dell'Ulivo - è stato richiesto ai Comuni di disporre di un servizio di vigilanza esterna degli edifici. Essi hanno potuto fare fronte a tale richiesta affidando, inevitabilmente, tali compiti a organizzazioni private di guardie giurate autorizzate alla custodia e vigilanza di beni immobiliari, tenendo conto dell'esigenza straordinaria di tutela e di salvaguardia della Magistratura stessa e potendosi fare carico, solo in via temporanea, di questo ulteriore aggravio, non riconducibile neppure a quanto previsto dalla legge n. 392/41, riguardo alla custodia dei locali e non vigilanza degli Uffici giudiziari».

Il Dpr n. 187 del 4 maggio 1998 - prosegue il parlamentare - reca «le norme riguardanti i procedimenti relativi alla concessione ai Comuni di contributi per le spese di gestione degli uffici giudiziari a norma dell'articolo 20, comma 8, della legge 15 marzo 1997, n. 59 e prevede all'art. 2 che il contributo è corrisposto in due rate: la prima è disposta in acconto all'inizio di ciascun esercizio finanziario, mentre la seconda, a saldo, è corrisposta entro il 30 settembre».
Rimborsi che, come detto, giungono in ritardo e risultano insufficienti.
L'interpellanza è stata firmata anche dai parlamentari Samperi, Franceschini, Piro, Maran, Cesario, Gambescia, Intrieri, Naccarato, Suppa.

IL TESTO

INTERPELLANZA UREGENTE EX. ART. 138 BIS DEL REGOLAMENTO

I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro della Giustizia per sapere: premesso che:

- la legge n. 392 del 1941 dispone che sono obbligatorie per i Comuni le spese di funzionamento degli uffici giudiziari;
- la legge del 1941, pone in particolare a carico dei Comuni in cui ha sede l'Ufficio giudiziario, una serie di spese - sempre più gravose - riguardanti la custodia dei locali, la loro manutenzione, l'illuminazione, il riscaldamento, le provviste di acqua, la riparazione dei mobili, le spese per i registri e gli oggetti di cancelleria ed altro ancora. Per quanto, in particolare, attiene alla custodia degli uffici giudiziari è stato richiesto ai Comuni di disporre di un servizio di vigilanza esterna degli edifici. I Comuni hanno potuto far fronte a tale richiesta affidando, inevitabilmente, tali compiti ad organizzazioni private di guardie giurate autorizzate alla custodia e vigilanza di beni immobiliari, tenendo conto dell'esigenza straordinaria di tutela e di salvaguardia della Magistratura stessa e potendosi far carico - solo in via temporanea - di questo ulteriore aggravio, non riconducibile neppure a quanto previsto dalla legge n. 392/41, riguardo alla custodia dei locali e non vigilanza degli Uffici giudiziari.
- il D.P.R. n. 187 del 4 maggio 1998 reca le norme riguardanti i procedimenti relativi alla concessione ai Comuni di contributi per le spese di gestione degli uffici giudiziari a norma dell'articolo 20, comma 8, della legge 15 marzo 1997, n. 59 e prevede all'art. 2 che il contributo è corrisposto in due rate: la prima è disposta in acconto all'inizio di ciascun esercizio finanziario, mentre la seconda, a saldo, è corrisposta entro il 30 settembre;
- i Comuni, sedi di Uffici giudiziari, circa 850, denunciano l'insostenibile ritardo e insufficienza dei rimborsi previsti per i comuni in base alla normativa ed ai regolamenti vigenti;
- secondo l'ANCI, la stima economica, anche se approssimativa, per sanare il pregresso degli oneri sostenuti dai Comuni è pari a circa 600 Milioni di euro;
- a quanto ammonta effettivamente il debito nei confronti dei Comuni sede degli uffici giudiziari, se intenda sanare al più presto il debito pregresso nonchè se intenda proporre una modifica dell'attuale normativa che pone in grossa difficoltà le casse dei Comuni sede degli uffici giudiziari.


SAMPERI

FRANCESCHINI

PIRO

MARAN

TENAGLIA

CESARIO

GAMBESCIA

INTRIERI

NACCARATO

SUPPA

01/08/2006 14.04