Bilancio. Non varia la "Cultura" del favoritismo: le stranezze del documento

Alessandro Biancardi

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PESCARA – Decine di critiche, da parte dell’opposizione, nei confronti della variazione di bilancio realizzata il 21 luglio scorso dalla giunta regionale Del Turco. L’opposizioone attacca il contenuto, le modalità e prova “teoremi” inquietanti e vecchi metodi, molti i lati oscuri da chiarire.
Molti, infatti, sono gli articoli messi sotto accusa da Fabrizio Di Stefano e Alfredo Castiglione di Alleanza Nazionale, da Nazario Pagano di Forza Italia, da Giorgio De Matteis e Mario Amicone dell'Udc e da Bruno Di Paolo della Dc.
Questa mattina l'opposizione ha lanciato i primi duri commenti su quello che è stato definito «inno alla disparità di trattamento».
«Tutto ciò che era stato denunciato e ritenuto superfluo da Del Turco in merito alle scelte passate, si è ripresentato, come per magia, sulla variazione di bilancio. Tale variazione è lontana anni luce da quel documento presentato dalla giunta regionale lo scorso dicembre».
Queste le parole di Di Stefano che si dice esterrefatto di fronte alle scelte del governo regionale.
Bersaglio prefrito la “performance” dell'assessore alla cultura Betti Mura che propone una gestione delle attività culturali da «ex unione sovietica».
«Contributi e borse di studio assegnate secondo una politica di favoritismi – ha affermato Di Stefano – denaro consegnato non alle università bensì a singole cattedre e solo al polo teatino. Nel bilancio di dicembre 2005 erano stati previsti forti tagli ma, alle quote di base, sono stati aggiunti altri 104 milioni di euro e, nessuno della giunta regionale, ha saputo spiegare la provenienza di tale cifra. Tra gli articoli si leggono cose raccapriccianti – ha proseguito il rappresentante di An – per avere dei finanziamenti, in particolar modo le associazioni e gruppi musicali, devono indicare al loro interno un rappresentante politico nominato dalla giunta; una sorta di controllore con competenze nel settore artistico in questione. Nell'articolo 9 sono consegnate ad associazioni musicali dei contributi straordinari per il riequilibrio economico mentre, nell'articolo 10 si ribadisce l'importanza di come alla base di un gruppo impegnato, in attività di spettacolo, debba esserci una sana gestione economica del patrimonio».
Poi due articoli consecutivi «discrepanti tra loro» che renderebbero il bilancio «un bluff madornale».
Altro aspetto inquietante, sempre secondo Di Stefano, sarebbe la possibilità di gruppi culturali di poter chiedere finanziamenti regionali «attraverso una domanda da consegnare entro il 10 luglio». «Come si può far domanda di contributi se la variazione di bilancio è stata presentata il 21 luglio e sarà convalidata non prima di ferragosto? Evidentemente c'è qualcuno che, in anteprima, ha saputo di dover consegnare in anticipo la domanda», si risponde Di Stefano.
A rincarare la dose è stato Nazario Pagano il quale vede in questo bilancio un documento redatto senza criterio e che non presenta nessun tipo di programmazione su tematiche come la confindustria, le infrastrutture e le attività produttive.
Di Paolo, invece, sottolinea la scarsa importanza che il governo Del Turco dà al sociale mentre, De Matteis, ribatte sui favoritismi che il gruppo di governo fa ad alcuni comuni, rispetto ad altri, in merito ad ogni tipo di finanziamento.
Infine, il documento è stato ufficializzato senza la presenza di Ottaviano Del Turco, impegnato in questo periodo fuori regione convalidando la tesi dell'opposizione che vede, «in questa variazione, il vero bilancio; mentre quello presentato a dicembre è stato solo una farsa per pubblicizzare una giunta capace di realizzare un bilancio nei tempi prestabiliti dalla legge».

Ivan D'Alberto 28/07/2006 16.01