La Camera approva l'indulto: sul web si scatena l'ira degli elettori

Alessandro Biancardi

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La Camera approva l'indulto: sul web si scatena l'ira degli elettori
La Camera ha espresso parere favorevole al provvedimento di indulto con 460 sì, 94 no (Italia dei Valori, Lega e An) e 18 astenuti (Pdci).
Il voto favorevole ha raggiunto quindi due terzi dei deputati. (La maggioranza richiesta era di 420 voti).
L'indulto cancella in tutto o in parte o commuta la pena principale inflitta ma non il reato, e non le pene accessorie come l'interdizione dai pubblici uffici.
Il testo arrivato alla Camera estende l'indulto ai reati commessi fino al 2 maggio 2006 ed eleva lo sconto da due a tre anni di pena.
Sono esclusi dal provvedimento i reati di associazione sovversiva, terrorismo, strage, associazione mafiosa, delitti contro i minori, violenza sessuale, tratta di persone, sequestro di persona, traffico e grande spaccio di stupefacenti.
Sono compresi, invece i reati finanziari e quelli contro la pubblica amministrazione (corruzione e concussione).
Sabato mattina si potrebbe già passare all'esame del Senato. Il presidente Franco Marini, ha fatto sapere di aver «programmato i lavori parlamentari fino a tutto sabato. E naturalmente avevamo l'occhio sui lavori della Camera e al probabile varo dell'indulto».

27/07/2006 20.36


LE REAZIONI


L'approvazione lascia sconcertato il ministro delle infrastrutture Antonio Di Pietro che era fermamente contrario all'approvazione e che da due giorni protestava fuori Montecitorio e assicura: «continueremo la nostra battaglia al Senato, fino all'ultimo. I cittadini devono sapere che in nome di un voto di scambio politico-parlamentare si sono realizzate da parte della Cdl tanti ricatti nei confronti dell'Unione. Il centrosinistra li ha subiti, supinamente, troppo supinamente "Hanno votato un indulto per i corrotti, i corruttori e per il voto di scambio ai mafiosi. Ma c'é la stragrande maggioranza dei cittadini che ritiene ingiustificato il provvedimento. Lo ripeto, hanno votato un indulto sotto il solleone per i corrot ".

Soddisfazione invece per il presidente della Camera Fausto Bertinotti: «è una bella giornata per la Camera e per le istituzioni democratiche del Paese, che sono capaci di un atto di clemenza che risponde al problema di alleviare una pena supplementare rispetto a quella comminata dal giudice, che è data dalla situazione carceraria

Il ministro della Giustizia Clemente Mastella spera invece che adesso il Senato «sia all'altezza della situazione. Il merito va all'intero Parlamento, sia di chi ha votato contro e di chi ha votato a favore».

Per l'ex premier Silvio Berlusconi invece è la dimostrazione che «noi non facciamo opposizione muro contro muro, ma tesi contro tesi: noi proponiamo costruttivamente. Quando le tesi della maggioranza non ci convincono, votiamo contro».

Per il ministro della pubblica amministrazione Giuseppe Fioroni quello approvato è un «provvedimento saggio, un atto di clemenza che sposa giustizia e carità. Anche se dopo alcuni anni, il Parlamento ha dato esito positivo alle parole espresse dal Santo Padre proprio in quest' aula».

27/07/2006 20.49


I COMMENTI SUL WEB


Il ministro Di Pietro mobilita il web dopo l'approvazione del testo di legge alla Camera.
Lo fa prima scrivendo una lettera a Beppe Grillo che non ci pensa due volte e la pubblica sul suo blog. Nelle ore scorse Di Pietro aveva annunciato anche che avrebbe pubblicato i nomi dei responsabili dell'approvazione on line, per il pubblico linciaggio di chi non era favorevole.
La lettera scatena la discussione dei lettori che lasciano commenti pieni di rabbia e contestazione.


«Questa non si può mandare giù», scrive Giovanni Trozzi, «non sono un illuso: sapevo che non esiste una fazione di santi ed una di demoni, ma una convergenza di intenti così precisa e così arrogante sull'indulto esteso, non me l'aspettavo. E perchè, poi, non sarebbe opportuno pubblicare l'elenco dei parlamentari favorevoli? Io voglio sapere come hanno votato i parlamentari che hanno ricevuto il mio voto e la prossima volta esigo di poter essere io a fare la scelta. La sovranità appartiene al popolo, non alle segreterie di partito».

«Solo una parola nei confronti di tutti coloro che hanno votato per questo schifo», grida indignato Michele, un altro lettore: «vergognatevi. Nessuno dei vostri elettori lo voleva».

«Che schifo questi politici venduti e prezzolati che hanno votato per l'indulto», scrive Giuseppina, «il politico che più mi ha deluso è stato Bertinotti ancora di più di Mastella. Grazie a Di Pietro e non ti fare intimidire da questi farabutti che campano alle nostre spalle e ci stanno rovinando.Hanno deciso di premiare quelli come loro che e non i cittadini onesti. Vergogna, questo è il giorno più brutto della storia della Repubblica Italiana perché mai si era caduti cosi in basso e tanto palesemente». «Ho votato Unione», confessa Angelo, «Ho assistito nauseato a questi due scempi ravvicinati della Giustizia (Calciopoli e Indulto). Se queste sono le premesse del governo Prodi, non mi aspetto niente di buono: sono cambiate le facce ma continuano a farsi gli affari loro». E c'è anche chi come Paolo dice di aver scritto e spedito una lettera al presidente della Repubblica.
«I pochi e sacrificati successi della giustizia italiana», si legge in uno stralcio della lettera, «degli ultimi anni sono stati deleggittimati in poche ore da un centinaio di voti di parlamentari che fanno l'interesse proprio o dei partiti invece di onorare il loro mandato e pensare al bene del Paese.
Ma la gravità del provvedimento va oltre: la fiducia già scarsa e provata degli italiani nelle istituzioni va crollando del tutto, il senso di giustizia e di legalità già povero nel nostro Paese va ormai spegnendosi del tutto»
27/07/2006 21.08


LA LETTERA DI DI PIETRO

Il ministro scrive a Beppe Grillo una lettera pesante per esprime tutte le sue perplessità.

«Questa legge», scrive l'ex pm di mani pulite, «nata per liberare le carceri, è stata estesa ai reati di falso in bilancio, corruzione, reati fiscali e finanziari anche nei confronti della Pubblica amministrazione. Neppure il governo Berlusconi era arrivato a tanto», sottolinea Di Pietro. «E' un colpo di spugna che viene effettuato nel pieno del periodo estivo. Un atto gravissimo del quale è riportata un'informazione parziale, e spesso strumentale, da parte di giornali e televisioni. Il tuo blog, forse, può darne una diffusione maggiore e soprattutto libera».

«Si tratta di persone colpevoli di reati come tangentopoli, calciopoli, bancopoli», sottolinea il Ministro, «Persone che hanno occupato le indagini delle magistrature e le prime pagine dei giornali in questi ultimi anni. Ho minacciato le dimissioni da ministro nella più totale indifferenza dei colleghi. L'Italia merita altri politici, altri governi. Non deve essere costretta a scegliere tra il peggio e il meno peggio, come tu spesso dici».

IL SONDAGGIO DI REPUBBLICA

Risultato chiarissimo per il sondaggio di Repubblica. Su quasi 95
mila voti il 93% si dimostra contrario al provvedimento di indulto, il 6%
favorevole. Gli elettori ed i cittadini in maniera diretta e senza intermediari
(o “dipendenti” come li chiama Grillo) si sono espressi, anche se il campione è
limitato.



PER VOTARE



27/07/2006 21.20