Esposti e ritardi infiniti, la lunga estate calda dell’amministrazione Ricci

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1002

CHIETI. La Fiamma Tricolore ha inviato alla Procura della Repubblica un esposto per chiarire la situazione delle “cartelle pazze” recapitate ai cittadini. Colantonio (An) si chiede invece che fine abbia fatto il conto consuntivo. «A 7 mesi dalla chiusura dell’anno non è ancora dato sapere come il Comune ha speso i nostri soldi»
La Fiamma Tricolore di Chieti ha presentato l'ennesimo esposto alla Procura della Repubblica di Chieti per l'episodio della “certelle pazze” arrivate ai cittadini.
Il 2 Marzo 2006, infatti era stato varato in giunta comunale a Chieti, un provvedimento (“Misura di Equità Sociale” ) presentato dall'assessore alle Finanze Marco Marino che prevedeva una variazioni alle aliquote e detrazioni per le famiglie con figli a carico e reddito basso.

«Successivamente ai buoni propositi», si legge nell'esposto a firma di Cristiano Vignali, «si sono verificati una serie di fatti, che potrebbero essere penalmente perseguibili».
E da qui la decisione di rivolgersi alla Procura della Repubblica.
«Infatti», scrive ancora Vignali, «in data 20 giugno 2006, è uscita la notizia su alcuni giornali locali che sono stati spediti dei bollettini dell'imposta 2006 che hanno tenuto conto anche di alcuni contribuenti riferiti all'anno 1993 e successivi: “cartelle pazze” sono arrivate addirittura a persone morte da 10anni, indirizzati in luoghi dove non hanno mai abitato, e per appartamenti ceduti da anni, oppure mai appartenuti alla persona chiamata in ballo, benché, sia passata a miglior vita».
Da quali archivi comunali sono stati tirati fuori i dati errati? Anche cambiando il gestore della riscossione, disservizi gravi si sono puntualmente ripetuti».
L'assessore Marino però cerca di metterci una pezza e si scusa del disagio e assicura che l'erroneo invio della documentazione non avrà effetto «perché non si tratta di notifica o di raccomandata con avviso di ricevimento».
«Quello che è successo», ha spiegato ancora l'assessore in quei giorni, «è solo un disguido amministrativo nel passaggio da un sistema ad un altro. Il Comune ha, infatti, da poco risolto il contratto con la Soget, la società che si occupava per conto di palazzo d'Achille della riscossione dei tributi, infatti essa ha trasmesso tutto il suo archivio al Comune, ma nella nuova gestione deve esserci stato qualche problema».
«Addirittura Marco Marino», si legge ancora nell'esposto, «fa passare sugli organi di informazione questo disservizio come se le cartelle fossero state mandate ad arte per informare i cittadini della nuova situazione».
Vignali chiede nel suo esposto «il sequestro da parte dell'autorità giudiziaria di tutti gli atti e documenti, in particolare dei bollettini, relativi al pagamento dell' “Imposta Comunale sugli Immobili” dal 1993 ad oggi, in modo tale che si possano accertare le responsabilità politiche ed amministrative, le cause ed i motivi reali, di quanto grave è accaduto,anche per evitare che quelle stesse cartelle palesemente “sceme” possano provocare ulteriori gravi conseguenze ai cittadini,alcuni dei quali, hanno anche,forse, pagato quanto non dovuto e lasciando stare in pace i defunti».


«DOV'E' IL CONTO CONSUNTIVO?»

Nelle stesse ore Mario Colantonio, capogruppo di Alleanza Nazionale denuncia il ritardo della presentazione degli atti fondamentali della pubblica amministrazione.
«Del conto consuntivo nessuna traccia», denuncia Colantonio. «Ai cittadini di Chieti, trascorsi 7 mesi dalla chiusura dell'anno
contabile, non è dato sapere dove, come e quando, sono stati spesi i soldi
della collettività e, soprattutto, che fine hanno fatto i 7 milioni di Euro
di avanzo del Bilancio dell'amministrazione che li ha preceduti».

25/07/2006 10.08