Del Turco: «L’Abruzzo che vorrei: non essere prigioniero dei pensieri angusti»

Alessandro Biancardi

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Del Turco: «L’Abruzzo che vorrei: non essere prigioniero dei pensieri angusti»
ORTONA. In un intervento che assomigliava tanto ad un comizio elettorale, il presidente della Regione, Ottaviano Del Turco, è in tervenuto ieri sera in un dibattito pubblico ad Ortona. Molti i temi toccati tra cui il sistema portuale e la sanità.
L'incontro è stato promosso dal consigliere regionale Camillo D'Alessandro ed al quale anno preso parte anche il presidente della Provincia di Chieti, Tommaso Coletti, il parlamentare Lanfranco Tenaglia ed il consigliere regionale Maurizio Teodoro. Del Turco è andato a ribadire la sua visione della regione e del sistema portuale della regione.

«L'idea secondo cui una piccola regione come l'Abruzzo, con 1 milione e 300 mila abitanti, possa permettersi solo una piccola politica e quindi piccoli obiettivi», ha detto, «è un pericoloso luogo comune che deve essere assolutamente superato. Per esempio, si era portati pensare che l'Abruzzo non avesse bisogno di grandi porti. Ma questo poteva essere accettato quando a dominare i traffici commerciali era la rotta atlantica e quindi si era, comunque, tagliati fuori. Oggi il mondo è cambiato, è mutata la natura dei traffici commerciali e le navi che provengono dall'Oceano Pacifico e che poi arrivano nel Mediterraneo attraverso il canale di Suez, dove scaricheranno milioni di tonnellate di merci? L'Italia e l'Abruzzo hanno un'occasione storica per intercettare questi scambi ma devono attrezzarsi. Se poi si pensa che ad Ortona le merci arriverebbero sei giorni prima che in qualunque città europea, si rende, perciò, indispensabile una rete adeguata di infrastrutture portuali, ferroviarie e stradali. Ecco una scelta strategica che può trasformare un intero territorio e che noi come Regione abbiamo già fatto un anno fa».

Altro argomento la sanità.
«Proprio ieri in Senato», ha ricordato il Presidente, «dopo la relazione del Ministro, il direttore generale del Ministero dell'Economia ha dichiarato ufficialmente che l'unica Regione, tra le sei con i conti in rosso nella sanità, ad aver presentato un piano di risanamento credibile, che cioè non diminuisce la quantità di servizi ed i livelli di assistenza offerti al cittadino, è l'Abruzzo. Stiamo quindi uscendo da quella condizione di regione di secondo piano che fatica ad essere rispettata per quella che è e che rappresenta. La notizia che mi piacerebbe dare agli abruzzesi», ha confessato il presidente della Regione «è che, dopo cinque anni di blocco, potremo finalmente utilizzare quei 519 milioni di euro che lo Stato ci avrebbe elargito qualora avessimo approntato un piano serio di risanamento del settore. Questo ci consentirebbe innanzitutto di trasformare, non di chiudere, i 24 ospedali abruzzesi e di creare, al tempo stesso, due o tre poli di eccellenza».
Rivolgendosi, poi ai parlamentari abruzzesi, Del Turco li ha definiti le «sentinelle rispetto agli impegni assunti dal Governo nazionale nei confronti del nostro Abruzzo. Ma è anche compito dei cittadini» ha concluso il Presidente «controllare le promesse dei politici in relazione a quanto si realizza. Si tratta di un principio di democrazia».

22/07/2006 9.09