Indennità consiglieri: «nessuna intenzione di cancellare i 1500 euro in più»

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. La denuncia arriva dalla minoranza: «stiamo assistendo ad una stucchevole pantomima della sinistra che non vuole tornare indietro».   LA LEGGE PASSATA ALLA CHETICHELLA IL PROMESSO DIETROFRONT   L'ARTICOLO DI REPUBBLICA
Si torna a parlare della discussa legge, promossa dalla maggioranza in consiglio regionale, con cui si attribuisce ai consiglieri regionali un'indennità per spese di rappresentanza pari a circa 1500 euro.
Dopo la proposta, dimostratasi un clamoroso autogol con risvolti di immagine non proprio edificanti, arrivò la promessa di fare un passo indietro e le rassicurazioni di chi parlava di una svista. Una gran bella svista da 1500 euro.
Ma ad un certo punto il meccanismo si incaglia e nel momento in cui si doveva cancellare l'articolo si impone «un rinvio privo di alcuna giustificazione».
La denuncia la lanciano i consiglieri di minoranza Fabrizio Di Stefano (An), Giovanni Pace (Fi) e Alfredo Castiglione (An) (firmatari del disegno di legge).
Le motivazioni del rinvio?
I consiglieri di maggioranza, secondo quanto denuncia la minoranza, si sarebbero rifiutati di «approvare un progetto di legge presentato da Alleanza Nazionale che, alla portata di tutte le comprensioni, proponeva l'abrogazione dell'indennità ai consiglieri regionali di 1500 euro al mese e contestualmente prevedeva anche l'eliminazione del cosiddetto ufficio di diretta collaborazione del presidente e di tutte quelle norme giustamente contestate dal personale e dalle rappresentanze sindacali della Regione Abruzzo»
Dopo una lunga pausa dei lavori, a cui è seguita un'estenuante riunione si è risolto tutto con nulla di fatto.
«Ci auguriamo che il centro sinistra», concludono i Consiglieri Regionali di AN, «decida finalmente la strada da intraprendere in quanto la posta in gioco è la dignità tutta dell'Istituzione Consiglio Regionale che ognuno di noi nel rispetto del proprio ruolo è chiamato a rappresentare».

«UNA STUCCHEVOLE PANTOMIMA»

«L'abrogazione dell'aumento dell'indennità dei Consiglieri regionali sta diventando una stucchevole pantomima», ha commentato Giuseppe Tagliente, Consigliere regionale di Forza Italia. «Pertanto», precisa Tagliente, che era assente alla seduta di Consiglio nella quale fu approvato il provvedimento, «ho già ufficialmente comunicato al presidente del consiglio regionale la mia personale rinuncia. Sia in aula, ieri, sia in Commissione Bilancio, oggi, s'è assistito al balletto della presentazione e quindi del ritiro o della non discussione dell'emendamento abrogativo di tale aumento, per cui – spiega Tagliente – ho ritenuto di prendere atto della situazione e di dare una risposta chiara al problema. Se i colleghi seguiranno il mio gesto, la norma sarà di fatto inapplicabile, con buona pace di tutti e soprattutto di quanti tirano la pietra e nascondono la mano».

13/07/2006 9.39