«Il direttore artistico di piazza Salotto è la prova del vuoto»

Alessandro Biancardi

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PESCARA. «Un clamoroso autogol», lo definisce Guerino Testa (FI), «e un chiaro atto di delegittimazione dell’assessore al turismo della città»
Lo aveva annunciato qualche giorno fa il sindaco Luciano D'Alfonso: la nuova piazza Salotto avrà un direttore artistico che si occuperà della sua rivitalizzazione.
Ovvero, se il reastyling e i soldi spesi non sono stati sufficienti per richiamare gente nel centro cittadino c'è bisogno di inventarsi qualcos'altro.
La notizia non è stata presa bene dal gruppo consiliare di Forza Italia, che tramite il capogruppo Guerino Testa definisce l'idea «l'ennesimo autogol del sindaco, una vera e propria ammissione di vuoto di idee sul come e sul cosa fare della piazza al di là delle annunciate opere di riqualificazione urbana».
Inoltre, secondo Testa, la nomina del direttore sarebbe «un chiaro atto di delegittimazione dell'assessore al Commercio ed al Turismo Di Pietrantonio che tace».
E non sempre chi tace acconsente.
«Oggi la situazione che si fotografa è questa», continua il consigliere forzista, «la maxi opera di riqualificazione della piazza al di là di un iniziale plauso, ha poi suscitato delle perplessità nel susseguirsi dei giorni nei residenti che oggi la frequentano poco, non piace agli operatori economici i quali dopo aver subito limitazioni, causa i cantieri aperti, hanno anche avuto la beffa di vedere “riqualificata” ma vuota, deserta, assolata».
E così arriva il direttore artistico. «Prima però», chiarisce Testa, «ci sarà la redazione di un piano regolatore anche per la piazza e questo vuol dire che trascorreranno degli anni. Ci si augura, siano soltanto due giusto il tempo utile che scada a termine il mandato di questa inconcludente amministrazione, che sarà ricordata per i grandi annunci e per la sua improvvisazione».
Testa si domanda anche perché la città non riesca ad organizzare eventi importanti, come il Festivalbar che invece Chieti si è riuscito ad aggiudicare. «Perché non si riesce ad organizzare un calendario a piazza Salotto di teatro o cabaret all'aperto, perché non si riesce ad organizzare anche un calendario di musica classica (ricordo a tutti i professionisti che ogni anno sforna il Conservatorio D'Annunzio), perché non si riesce ad inventarsi un salotto in cui vengano invitati personaggi coinvolti in opere umanitarie, nella ricerca scientifica, nella solidarietà intrecciati con momenti di spettacolo. Sono tanti i perché sulle cose che si sarebbero dovute fare e che “democraticamente” non vengono fatte o “democraticamente” vengono rifiutate perché la cittadinanza li ha eletti e adesso tocca a loro».
Ma Testa, in fin dei conti, è fiducioso, «come diceva una canzone l'estate sta passando ed un anno se ne va, poi ne resterà uno e ci sarà per Pescara la nuova resa dei conti, la possibilità di cambiare».

10/07/2006 13.24