Cambiano le norme sulla gestione dell’acqua. Ato 6: «nessuna privatizzazione»

Alessandro Biancardi

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«La scelta di affidare ad una società pubblica la gestione del servizio idrico integrato (acqua- fognatura- depurazione) non è in discussione. La decisione di lasciare alla società ad intero capitale pubblico SASI la gestione dell'acqua del chietino per i prossimi dieci anni è stata presa all'unanimità dai sindaci dei 92 Comuni dell'ATO n. 6, riuniti in assemblea il 22 dicembre 2005 e non c'è alcun rischio di privatizzazione».
E' la rassicurazione che proviene dritta dall'Ato e che mira a rassicurare quanti temono un colpo di mano sul bene più prezioso che potrebbe portare ad un aumento delle tariffe.
«Il deliberato di 92 sindaci o loro delegati sarà rispettato», si legge in una nota, «I Consiglieri di Amministrazione dell'ATO, l'Ente di Ambito che ha poteri di indirizzo e controllo, e il Presidente Enrico Di Giuseppantonio saranno garanti di quanto deciso a fine 2005».

«Abbiamo proceduto con l'affidamento provvisorio fino al 30 giugno 2006 e avremmo dovuto concludere tutte le procedure come previsto. Ma, nel frattempo, è cambiata la normativa di riferimento che ha introdotto importanti novità nell' organizzazione del servizio idrico integrato, permettendo ad esempio ai Comuni con meno di 1000 abitanti e appartenenti a comunità montane di gestire in modo autonomo il servizio. – ha spiegato proprio il Presidente, Enrico Di Giuseppantonio – Questo significa che 32 Comuni del nostro ambito potrebbero decidere di non aderire alla gestione unica, come invece è accaduto finora. Inoltre, la Regione dovrà approvare il nuovo modello tipo di convenzione ed il relativo disciplinare».

Il Consiglio di Amministrazione dell'ATO ha precisato inoltre che: «la mancata approvazione dei bilanci del 2004 e del 2005 da parte della SASI è comunque influente ai fini dell'affidamento della gestione del servizio. I Comuni, peraltro, hanno comunicato i dati del servizio idrico alla SASI già da tempo. Certamente prima della formalizzazione dovranno essere completati questi necessari passaggi. Dovranno anche essere ammessi come nuovi soci della SASI i 16 Comuni che ad oggi ancora non ne fanno parte e che abbiamo provveduto a sollecitare».

Il 24 luglio l'Assemblea dell'ATO affiderà per un ulteriore periodo provvisorio alla SASI il servizio fino a ottobre, perché la legge prevede che entro sei mesi si definisca l'iter conclusivo (la forma di gestione, peraltro già decisa, e le procedure di affidamento).

La rivoluzione apportata dal nuovo Codice Ambientale, il D. Lgs. 152 del 3 aprile 2006, e il nuovo impianto normativo varato dal precedente Parlamento sono stati peraltro confermati, per la parte che riguarda la pubblicità delle acque, dal decreto legge Bersani dei giorni scorsi.
Raccolta nel Testo Unico tutta la legislazione di settore anche per recepire otto direttive comunitarie.Entro il prossimo aprile 2007, l'ATO dovrà ridefinire e razionalizzare i contenuti del Piano d'Ambito, principale strumento di pianificazione per la gestione delle risorse idriche che si articola in: ricognizione delle infrastrutture, programma degli interventi, modello gestionale ed organizzativo e piano economico- finanziario.

«Buona parte del lavoro di ricognizione delle esigenze dei Comuni è stato già fatto – ha detto il Presidente Enrico Di Giuseppantonio – raccogliendo tutte le segnalazioni per ciò che riguarda l'acqua, le fogne e la depurazione. In questi 22 mesi di gestione abbiamo avviato la programmazione e gli investimenti pari a € 32.000.000,00 ».


Non ci sarebbe dunque alcuna tensione dunque tra ATO, SASI e ISI.
«Spiace constatare che un partito democratico, attento alla gestione pluralista degli enti, come Rifondazione Comunista, invochi il commissariamento. – ha concluso Enrico Di Giuseppantonio».

Gli Enti Locali, peraltro, esercitano le funzioni ed i compiti ad essi attribuiti nel quadro delle competenze costituzionalmente determinate. Alla Regione spetta il governo del territorio ed agli Enti Locali, attraverso l'ATO, l'organizzazione del Servizio Idrico Integrato, di scelta delle forme di gestione, di determinazione delle tariffe e di affidamento e del controllo del servizio. Compete, infine, all'Autorità di Vigilanza sulle Risorse Idriche, il controllo sugli ATO.
«Non c'è alcun contrasto tra l'ATO, che è un consorzio di Comuni, e le società di gestione ISI e SASI. Se poi si vuole leggere l'esercizio severo e obiettivo della funzione di controllo da parte del Consiglio di Amministrazione dell'ATO (che risponde ai sindaci e dunque ai cittadini) come un'occasione di contrasto, o peggio di interessi personali o “di bottega”, allora c'è travisamento. Inoltre credo sia molto grave parlare di irregolarità nella gestione quando si hanno dati assolutamente imprecisi. Spero che quel tono sia stato dettato dalla foga e non dalla malafede».

07/07/2006 8.36