Flaiano e festa Cgil: polemiche sul volume alto

Alessandro Biancardi

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Flaiano e festa Cgil: polemiche sul volume alto
  LA SERATA DI PREMIAZIONE   IL RACCONTO FOTOGRAFICO
Non si spegne la polemica sulla «figuraccia internazionale» fatta nell'ultima serata del Flaiano Film Festival.
Al Teatro D'annunzio sono giunti chiari ed inequivocabili segnali di una festa rock troppo vicina che spesso ha sovrastato la voce dei premiati nell'arena.
Un episodio già ampiamente collaudato in passato che evidentemente è stato sottovalutato anceh quest'anno. Non è mancata l'ironia degli ospiti che hanno fatto rimarcare il “disagio”.
«Qualche giorno fa», spiega Berardino Fiorilli di Pescara Futura, «mi ero “permesso“ di porre l'attenzione sul pericolo, le difficoltà e l'inopportunità di far convivere due eventi importanti come la festa della CGIL ed il Premio Flaiano, troppo vicini in termini spaziali e temporali. Per tutta risposta la dirigenza della CGIL a mezzo del segretario Castellucci anziché raccogliere il suggerimento, si è scomodata in una aspra critica sulla mia persona, addirittura durante un dibattito pubblico, trascurando del tutto la serietà della questione e liquidando il problema con un accordo grazie al quale la musica sarebbe iniziata dopo le premiazioni. Il risultato? Peggiore dei timori paventati: una pessima figura internazionale, dove un premio come il Flaiano ha dovuto correre nei tempi con l'affanno ed il fiato sul collo della musica rock e gli urlatori di numeri di lotteria della festa sindacale».
Secondo Fiorilli la colpa è del Comune «per aver permesso tutto ciò e non avervi neppure posto rimedio quando si era accorto del pasticcio».

«Il sindacato», continua Fiorilli, «che con arroganza spaventosa non ha saputo neppure rinunciare ad una serata di musica (elemento non essenziale per i diritti dei lavoratori!) e che urlando i propri numeri della lotteria ha costretto i conduttori del Premio ad interviste compresse dei prestigiosi personaggi intervenuti, provocando la ilarità e la rabbia del pubblico presente.
La cultura della città, si misura anzitutto in termini di rispetto e di capacità di convivenza tra persone, associazioni ed eventi. Mi sono vergognato per la mia città».

04/07/2006 9.28