L’Aquila. Creata in Comune una «superstruttura» con un «superdirigente»

Alessandro Biancardi

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Sembra avere l'aria di una sveltina estiva messa in atto tra assenze e l'afa di questi giorni.
Almeno così la dipingono i consiglieri di minoranza.
Succede che il vice sindaco, mentre era assente il Sindaco, il 28 giugno scorso, con provvedimento immediatamente efficace, ha affidato ad un dirigente, già titolare del settore Avvocatura, la responsabilità dell'organizzazione e gestione delle Risorse umane (Personale) e dei Servizi demografici (Anagrafe).
Creando una nuova struttura con poteri più ampi ed un dirigente che coordina così tre settori del Comune.
Il tutto, però, presenterebe alcune anomalie.
«Innanzitutto», dicono Angelo Mancini (Sdi) e Enrico Perilli (Prc), «le modalità utilizzate non sono previste dall'articolo 109 del 267 del 2000 e dall'articolo 50 dello Statuto comunale, nè tantomeno dagli articoli 19 e seguenti del decreto legislativo 165 del 2001 che regola il rapporto di lavoro alle dipendenze della pubblica amministrazione. L'incarico in questione è stato conferito a titolo sperimentale per un anno con l'obiettivo, è scritto nel provvedimento, di individuare il necessario interlocutore con gli organi di direzione politica. Ma, in realtà, sulla carta i dirigenti organizzano e dirigono le attività delle strutture cui sono preposti in piena autonomia, cioè non dovrebbero prendere ordini dal potere politico. In realtà, poi, il condizionamento c'è e gli uni si servono degli altri e viceversa. Inoltre gli stessi sono direttamente ed esclusivamente responsabili del conseguimento degli obiettivi dell'ente».

Infine una stranezza riguarderebe anche il fatto che il provvedimento è stato emanato d'urgenza senza che ce ne fosse bisogno ed in assenza della valutazione relativa al 2005 dei dirigenti comunali.
Inusuale, per i consiglieri di minoranza, anche la formula della sperimentazione, perchè la legge prevede che questi incarichi abbiano una durata che va da 2 a 7 anni e non uno.
«Tutto ciò», continuano Perilli e Mancini, «fa sorgere il dubbio che questo incarico possa servire a definire, prima del termine della consiliatura, situazioni di rapporti di lavoro del personale assunto a tempo determinato che è attualmente in sospeso. Ancora una volta, quindi, gli incarichi dirigenziali sono conferiti senza il rispetto delle norme e senza che sia stato risolto prima il problema fondamentale riguardante la sottoscrizione del contratto individuale di lavoro da parte di quei dirigenti che tuttora ne sono privi».

03/07/2006 12.39