L’Aquila. «Monetizzazione vitale contro la paralisi del Comune»

Alessandro Biancardi

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Francesco Carli, assessore all'Urbanistica del Comune di L'Aquila interviene sulla questione della monetizzazione delle aree e sulla relativa disciplina su cui nei giorni scorsi si era scatenata una dura polemica.
«La monetizzazione è uno strumento giuridico-amministrativo concepito per fronteggiare situazioni in cui la procedura ordinaria – vale a dire la cessione di aree – si rivela impraticabile o inadatta a soddisfare gli interessi comunali; in altre parole, i casi in cui il Comune non può oggettivamente utilizzare le aree cedibili».
E' uno strumento che evita così «la paralisi amministrativa che si determinerebbe in mancanza dello scambio negoziale concordato tra privati e Comune».

Nei giorni scorsi invece i consiglieri Pierluigi Pezzopane (la margherita) e Angelo Mancini (Sdi) avevano parlato di una certa «disinvoltura» della giunta Tempesta «nell'applicare le norme tecniche», estendendo così la possibilità di monetizzare anche alle aree, oggetto di cessione da parte dei privati, site nel comprensorio del capoluogo.
«Abbiamo inviato una nota al sindaco», aveva spiegato Pezzopane, «all'assessore all'Urbanistica e al dirigente, segnalando l'opportunità di sospendere tutte le monetizzazioni in corso nel capoluogo e chiedendo la verifica di quelle già effettuate, anche per ripristinare la legalità. Ciò, fino a quando non interverrà una variante alle norme tecniche di attuazione, unica soluzione per legittimare le monetizzazioni nel capoluogo e per consentire al Comune di individuare, a priori, le aree oggetto di cessione».
L'amministrazione avrebbe deciso di destinare i proventi delle monetizzazioni al piano triennale delle opere pubbliche, invece che a interventi di urbanizzazione secondaria.

«Quello che, da parte mia, voglio affermare vigorosamente», precisa l'assessore Crli, «è che le delibere consiliari che hanno disciplinato la monetizzazione, hanno introdotto un'opzione che il Comune può esercitare ad esclusivo suo vantaggio e a seguito di un esercizio sensato e ragionevole del suo potere discrezionale. Altre osservazioni, in materia, sono frutto della libera espressione politica, ma non hanno fondamento giuridico e amministrativo.
Quelle delibere hanno valore ed efficacia di regolamento e non possono certo essere congelate da “diktat” estemporanei di componenti (di opposizione) di una commissione consiliare. Le decisioni del Consiglio Comunale, insomma, operano e devono operare fino al momento della loro eventuale – e regolare – modifica».

26/06/2006 12.04