Area di risulta: Masci:«dilettantismo». Luciani:«abbiamo ampi orizzonti»

Alessandro Biancardi

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Area di risulta: Masci:«dilettantismo». Luciani:«abbiamo ampi orizzonti»
AGGIORNAMENTO (8.41) PESCARA. Il bando di riqualificazione delle aree di risulta fa infuriare il consigliere Carlo Masci del gruppo Pescara Futura. Sono molti gli aspetti che l'ex vicesindaco sottolinea: dalla tecnica amministrativa adottata al folclore e al metodo di fare politica del primo cittadino.
«Non possiamo certo tacere che su questo argomento l'amministrazione comunale si sia data all'improvvisazione continua», dice Carlo Masci, «non è possibile che dopo tre anni dall'insediamento si continui a stravolgere i progetti che si portano avanti. Sono continue le modifiche. Oggi si pensa addirittura di realizzare qualcosa di completamente diverso dalle indicazioni date già dal consiglio comunale. E il bosco che fine fa? Come è possibile pensare di realizzare su quell'area un grattacielo quando già nel 1981 fu presentato un progetto proprio di un mega palazzo e dopo numerose battaglie è stato accantonato?»

IL GRATTACIELO DOVE LO METTO…

Il primo cittadino, da comunicatore sovrabbondante qual è, continua a dare piccoli dettagli che fanno notizia, lasciando sfuocare il panorama che circonda tutto l'argomento.
Dunque, si reca a New York con una folta delegazione («il viaggio non è stato pagato dal comune» ha assicurato) per parlare e discutere di un ipotetico grattacielo da realizzare semplicemente per abbattere i costi e rendere, magari più appetibile, un bando che finora hanno fatto tutti a gara per evitarlo.
Ma è anche vero che, finora, le certezze sono davvero poche.
La giunta ha prima negato che il grattacielo sorgerà nell'area di risulta, ribadendo successivamente che «saranno i cittadini a decidere dove costruirlo».
Era successo già per il teatro che è stato spostato all'interno dell'area da riprogettare; succederà anche con il grattacielo?
«Io mi domando: chi sarà a decidere dei cittadini», incalza ancora Carlo Masci, «forse quei 40 simpatizzanti del sindaco che riesce a convocare mimando la partecipazione così sbandierata? Oppure l'organo preposto di rappresentanza dei cittadini è il consiglio comunale? Ecco perché crediamo fermamente che l'argomento debba essere specifico oggetto di un consiglio comunale dove aprire un dialogo, avere certezze, pianificare il futuro. Non vogliamo», continua Pescara Futura, «che per un errore possano aggravare i cittadini di un costo sociale che oggi sarebbe insostenibile. Il sindaco deve dire chiaramente che la proposta dell'architetto Monestiroli è fallita ed è naufragata. Ora è il momento di fare il punto e di tracciare il nuovo cammino»

SOLDI SPESI SENZA CANTIERE

È certo, tuttavia, che finora -ben lungi dall'apertura del cantiere- di soldi pubblici ne sono stati spesi poiché la proposta progettuale dell'importante architetto è costata almeno € 200.000. E' costato il primo bando poi annullato e costerà anche quello che sarà ora riproposto.
Nulla si sa della nuova analisi progettuale che pure dovrà essere realizzata da qualcuno e pagata dal Comune.
«Di sicuro la situazione è stata poco trasparente e per noi consiglieri alquanto imbarazzante», insiste Masci, «come è possibile che a New York sappiano di un grattacielo da costruire a Pescara mentre noi lo dobbiamo apprendere dai giornali? Mi piacerebbe domandare all'onorevole Maurizio Acerbo e ai Verdi che cosa ne pensano e per quale ragione su questo argomento non intervengono. Su questo argomento si stanno facendo cose molto strane: come è possibile in un bando di gara imporre il progetto da realizzare e continuare ad interloquire con le ditte partecipanti? I bandi vanno stilati e chi partecipa deve sottostare alle condizioni dettate. Ecco cosa prescrive la legge».
Dunque ancora una volta aleggia il brutto sospetto della speculazione edilizia, sospetto che vive e prolifera grazie alle poche certezze.

Poi ancora una puntata sulla trasferta statunitense di sindaco, assessori, staff e qualche altro.
«Il sindaco ha detto che quel viaggio non è stato pagato con i soldi pubblici del Comune. In un'ottica di trasparenza e di etica della politica sarebbe opportuno che D'Alfonso indicasse precisamente la fonte che si è accollata i pagamenti di quel viaggio. C'è forse un finanziatore occulto? Oppure il sindaco è diventato il testimonial di qualcuno? Tutte cose che i cittadini hanno il diritto di sapere».

15/06/2006 12.36


LA REPLICA DELL'ASSESSORE MASSIMO LUCIANI

«Carlo Masci è da sempre un interprete del nuovo che passa in politica. Ora si sperimenta in una forma di populismo light, che consiste nell'atteggiarsi ad amico del popolo, rivoltando gli argomenti come fa chi zappa in superficie il terreno. In questo modo, però, non si ha nessuna garanzia del raccolto, perché manca la profondità dello scavo, la fatica che porta frutto».
Replica così l'assessore Massimo Luciani a Masci.
«Se Masci avesse avuto davvero a cuore la riqualificazione delle aree di risulta, aveva tutto il tempo di farlo nei nove anni del suo Vicereame a Palazzo di Città. Invece, come tutti sappiamo, Masci doveva fare i conti con tre posizioni nella sua maggioranza, due progetti e mezzo bando di gara. Un cocktail totalmente imbevibile che non meraviglia che abbia prodotto solo mal di pancia e forse anche di fegato.
Noi invece abbiamo un'unica e coesa posizione della maggioranza, che si esprime negli indirizzi votati dal Consigli Comunale e un bando, che nel confronto pienamente trasparente con il mercato è risultato bisognoso di rimodulazioni per giungere al risultato voluto da tutti.
Una circostanza del tutto normale, addirittura banale nei rapporti tra le parti contraenti, come certamente risulta a un affermato avvocato quale è Carlo Masci».

IL BANDO DI PROSSIMA PUBBLICAZIONE

L'assessore precisa inoltre che la settimana prossima il bando sarà definito, dopo gli approfondimenti e le rielaborazioni effettuati dagli uffici tecnici del Comune, che consentiranno di garantire «la realizzabilità e sostenibilità delle opere e, al tempo stesso, di ridurre quasi allo zero gli oneri a carico dell'Amministrazione».
La bozza della parte normativa del bando dovrebbe essere pubblicata sul sito del Comune nelle prossime ore.

LE SPESE DI NEW YORK PAGATE DAGLI AMMINISTRATORI

Per quanto riguarda poi le spese per il viaggio a New York, Luciani precisa che le spese per il soggiorno a New York sono state sostenute direttamente dagli amministratori, come mi incarica di riferire il sindaco.
Le spese di vitto sarebbero state a carico delle organizzazioni che hanno ospitato la delegazione pescarese, organizzazioni come la WTCA e la Columbus Citizens Foundation.
«Ci riesce di stabilire rapporti con realtà associative di questo livello», conclude Luciani, «perché siamo un'Amministrazione che sa intrattenere rapporti al massimo grado con le più importanti organizzazioni anche internazionali per promuovere la nostra città. Se poi Masci intende sperimentarsi nel filone più inquisitorio del giustizialismo, può chiedere liberamente di visionare le operazioni bancarie nel conto corrente privato del Sindaco che documenta le spese da lui sostenute in tale occasione».

16/06/2006 8.36