Politica della casa: Pagano (Fi): «cambiare decisamente rotta»

Alessandro Biancardi

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Politica della casa: Pagano (Fi): «cambiare decisamente rotta»
«Le politiche regionali in materia di edilizia popolare devono cambiare rotta». E' quanto afferma Nazario Pagano, Capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale, intervenendo sul rovente tema del ruolo della Regione in materia di edilizia popolare.
«Ormai anche i 20.000 inquilini di alloggi popolari - prosegue Pagano - hanno compreso che la vera battaglia», ha detto Pagano, «si combatte sul fronte della manutenzione e del recupero dei fabbricati e della riqualificazione dei quartieri. Perché ciò avvenga è necessario che la Regione torni ad assumere in tale campo il ruolo centrale che le compete e ponga l´obiettivo di un piano straordinario per la manutenzione del patrimonio edilizio delle ATER e dei Comuni tra quelli primari. A partire dalla legge regionale 44/99, voluta dal centrosinistra, il legislatore regionale si è preoccupato più di mantenere bassi i canoni di locazione e di sanare le occupazioni senza titolo ed abusive, piuttosto che promuovere e sostenere una vera ristrutturazione del sistema casa, che mostra oggi di essere prossimo al crollo, in qualche caso non solo figurato. Per questi motivi - conclude Pagano - ho rivolto al Presidente Del Turco e all´Assessore Srour una lettera aperta con un pressante invito a ad adottare da subito misure che vadano nella direzione indicata».
«Non posso che condividere la linea di un intervento deciso sulle tematiche riguardanti gli alloggi popolari e auspico che il Consiglio regionale si faccia carico di rimodulare gli interventi legislativi in materia», ha risposto il commissario straordinario dell'Ater di Chieti, avvocato Paolo Sperduti, che ha chiesto l'adozione di un piano straordinario per la manutenzione degli alloggi di edilizia popolare.
«Quello della manutenzione è sicuramente uno dei temi più importanti da affrontare ma che si coniuga con il reperimento di risorse e con interventi straordinari», ha detto sperduti, «mi trovano in parte d'accordo talune modifiche alla legge 96 (che disciplina la gestione tra le Ater e gli inquilini), in particolare quella che, su sollecitazione dell'Ater di Chieti, definisce la retroattività degli effetti legati alla presentazione delle documentazioni reddituali. Il vecchio sistema prevedeva che coloro che non producevano l'idonea documentazione, automaticamente finivano nella fascia di reddito più alta e, se non pagavano, provocavano vistosse morosità anche se virtuali. L'aver consentito l'efficacia retroattiva rende più attendibili i dati relativi alle morosità che dovranno essere valutati nella loro effettiva consistenza. Quanto alla sanatoria approvata – prosegue l'avvocato Sperduti – la capisco ma non la condivido: procedere con soluzioni di questo genere equivale a dire che l'assetto complessivo dell'assegnazione degli alloggi ne soffre provocando alterazione all'intero sistema. Sanare vuol dire trovare copertura a soluzioni che dovevano avere un carattere temporaneo, alimenta l'aspettativa di poter arrivare a ottenere un alloggio popolare. Sono necessarie scelte strategiche di lungo periodo per agganciare la politica della casa a un risultato più equo e tarato sulle effettive esigenze della cittadinanza. Rincorrere sempre l'emergenza – conclude Sperduti – consente di contenere gli effetti distorsivi ma non li elimina».
13/06/2006 9.26