Il dopo voto a Lanciano. Verdi: «E’ stato un errore non fare le primarie»

Alessandro Biancardi

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LANCIANO. Le recenti elezioni aministrative a Lanciano, come in molte altre parti del paese, hanno posto l’attenzione sui nuovi metodi che la politica impone. A Lanciano la campagna elettorale -che ieri ha portato alla riconferma del sindaco Filippo Paolini- è stata particolarmente dura. PrimaDaNoi.it ha ascoltato il segretario cittadino dei Verdi.

L'avvocato Michelino Dell'Elce - presidente della Federazione di Lanciano dei Verdi – espone le sue idee sul nuovo modo di fare politica e sulla ricerca di una maggiore vicinanza al cittadino (speranza e obiettivo del suo movimento), non facendo mancare riflessioni autocritiche.

Avvocato, alla luce del recente risultato elettorale a Lanciano, emerge ancora una volta uno spaccato politico della città in controtendenza: una maggioranza al centro destra, rappresentato per l'occasione dalla coppia di avversari Paolini – Fosco che insieme superano il 65% delle preferenze…

«Lanciano è in effetti una città di destra, e quindi il risultato non mi sorprende più di tanto. Quello che sorprende, casomai, è che, a essere conservatori, spesso sono anche quelli che si professano di sinistra».

Che intende dire?

«Sa, il fenomeno dei voti disgiunti provenienti dal centrosinistra, a favore dei candidati di opposta tendenza, è stato rilevante al primo turno. E' stato denunciato a più riprese da Pedullà, e anche da Fosco, qualche forma non corretta di ricerca del voto, ma il carattere fondante dei lancianesi, tolta una ristretta elite illuminata che però non incide è un certo conservatorismo qualunquista; un individualismo miope, che penalizzano fortemente le aspirazioni dell'altra parte della città».

Dando un'occhiata alle percentuali di voto, si nota come partiti minori quali ad esempio la Rosa nel Pugno, soffrono parecchio nelle votazioni comunali a differenza magari di buoni risultati, anche nelle regionali o nelle stesse politiche. Come si spiega questo fenomeno?

«La Rosa nel pugno per la verità ha aumentato i voti rispetto alle politiche. Degli altri partiti non saprei dire il motivo di un evidente calo. Per quanto riguarda i Verdi, credo che abbiano inciso due fattori. Uno è che il voto d'opinione, che per noi è rilevante: nelle amministrative è tradizionalmente quasi nullo, poiché la ricerca della preferenza casa per casa è molto più diffusa che in altre consultazioni».

Pensa sia anche una questione di candidati?

«Credo che la nostra lista contenesse molti candidati di ottimo livello, ma di scarsa esperienza per ciò che riguarda la battaglia delle preferenze, cosa che probabilmente ha fatto loro perdere possibili ulteriori voti per i Verdi. Comunque eravamo consapevoli di ciò, tanto è vero che il nostro obbiettivo era migliorare il risultato del 2001 quando Verdi e Comunisti Italiani insieme non raggiunsero i 400 voti, mentre stavolta insieme li abbiamo quasi triplicati».

Restando sui candidati: il risultato importante conseguito dalle liste civiche a Lanciano, è tutta una questione di nomi importanti presenti nelle stesse o il segno di una difficoltà di contatto con il territorio delle sezioni politiche locali? Manca insomma, un “filtro di localismo” tra la politica nazionale e il consenso cittadino?

«Le liste locali a Lanciano sono state per lo più il frutto di lotte intestine al Centrodestra, soprattutto in AN. Per cui ritengo che il loro fenomeno sia transitorio. Mi auguro invece che prenda corpo una specie di confederazione di partiti e di associazioni, sul modello del Patto dei 5 partiti che avevano proposto le primarie (oltre ai Verdi, c'erano UDEUR, IdV, RnP, e Comunisti) che attraverso un percorso programmatico comune, possa sfociare in una lista rappresentativa delle realtà politiche, sociali, ed economiche di Lanciano».

Come cercate di essere vicini all'elettorato?

«Nella nostra sede da tempo è attivo uno sportello di consulenza legale, per i cittadini che abbiano problemi legati alle tematiche dell'ambiente, dei diritti delle piante e degli animali, e dei diritti negati della persona. Stiamo studiando anche altre attività, come ad esempio la visione collettiva di film e documentari di interesse anche non strettamente ambientalista, oppure corsi di informatica per la diffusione del software libero, nonché convegni su vari altri argomenti».


…E il vostro mea culpa è…?

«Errori sono stati certamente fatti dall'Unione, soprattutto nel non voler accettare le primarie come metodo di scelta del candidato sindaco. Solo che non è questo il momento di discuterne. Quello che è certo, che anche un'eventuale vittoria del Centrosinistra, non ci impedirà di continuare la nostra lotta per la trasparenza e la democrazia».



Ernesto Valerio 13/06/2006 8.01