Emergenza rifiuti: «schizofrenia dilagante ci porta allo sfascio»

Alessandro Biancardi

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Emergenza rifiuti: «schizofrenia dilagante ci porta allo sfascio»
AGGIORNAMENTO (16.33) TERAMO. Il consigliere regionale Paolo Tancredi è fortemente preoccupato per la situazione, ancora tutta in bilico, che investe il settore dei rifiuti. «Auspico il ravvedimento della Provincia», sottolinea il consigliere, «per la completa attuazione del Piano provinciale, nella difesa dell’interesse pubblico dei cittadini». L’APPROFONDIMENTO: LA POLITICA DELLA SPAZZATURA


Nella recente riunione in Provincia con tutti i sindaci, si è preso atto della situazione drammatica della gestione rifiuti della provincia.
Dai dati mostrati risulta che Teramo «non ha più un metro cubo disponibile di impianto per il conferimento dei rifiuti», sottolinea il consigliere Tancredi: Atri – sequestro giudiziario; Castellalto – unica in esercizio – ha circa 32 mila tonnellate disponibili (ossia 2-3 giorni di autosufficienza in caso di conferimento di tutti i rifiuti della provincia); Cellino Attanasio – chiusa; Notaresco – sequestro giudiziario; Sant'Omero – autorizzazione scaduta; Teramo – sequestro giudiziario; Tortoreto – sequestro giudiziario, etc..
«Stranamente», sottolinea il consigliere di Forza Italia, «nella relazione non si parla affatto della recente delibera di giunta del Comune di Mosciano Sant'Angelo (Te).
La situazione attuale, sottolinea il partito di centro destra è da imputarsi ad «una lacuna politica e programmatica talmente grave da portarci a questa situazione a dir poco imbarazzante, ed è l'ora che i cittadini aprano davvero gli occhi. Lo dico anche nell'interesse dei cittadini di Contrada La Torre (Teramo)», continua Tancredi, «costretti a sopportare per anni l'insipienza di una classe dirigente incapace di trovare la soluzione al problema, e di tutti i cittadini della provincia di Teramo».
Polemiche a parte la situazione attuale richiederebbe una soluzione efficace: «adesso», riferisce ancora Tancredi, «addirittura, si parla insistentemente, sulla base di una delibera di giunta del Comune di Mosciano Sant'Angelo, di riaprire quella discarica che fin dal 1995 accusava problemi. Fin dal 2002 il sindaco di Mosciano, sulla base di un'ordinanza, ha sempre sostenuto che la loro discarica era esaurita e doveva essere chiusa. Adesso parlano di riaprirla! Una discarica che forse è nella situazione peggiore in provincia di Teramo: per fare cosa? Per tamponare l'emergenza e conferirvi i rifiuti del Cirsu».
Nel caso il progetto andasse in porto, Forza Italia annuncia che inviterà «la Magistratura a investigare per vedere che cosa effettivamente accade in quel sito e che cosa è successo in tutti questi anni. Nella nuova delibera (n° 154 del 30 maggio 2006) del Comune di Mosciano, si accetta di fatto la proposta del Cirsu di valutare la riapertura della discarica comunale».

IL FUTURO
La soluzione, secondo Tancredi sarebbe «a portata di mano»: «è in corso un “iter” progettuale che ha tutti i numeri utili per una conferenza dei servizi finalizzata all'ampliamento della discarica La Torre: non ci sono motivi tecnici ostativi per impedire tale programma. Non lo dico io. Lo dice il Piano provinciale dei rifiuti della Provincia di Teramo. Bocciare la discarica La Torre significherebbe, in primis, delegittimare il Piano provinciale dei rifiuti (che nei fatti sarebbe considerato carta straccia) e in tal caso la Provincia dovrebbe trarne le conseguenze, licenziando tutti i “professionisti” lautamente pagati per redigere tale Piano»
«L'Assessore Assogna», chiude il consigliere di Forza Italia, «deve decidere finalmente da che parte stare. Non può dire ai sindaci che esiste un'emergenza rifiuti da risolvere, per poi andare nei comitati e nelle associazioni ambientaliste a fare le battaglie contro le discariche».

09/06/2006 10.07

D'AGOSTINO E ASSOGNA REPLICANO

Il presidente D'Agostino replica alle dichiarazioni dal consigliere regionale Paolo Tancredi.
«Il consigliere Tancredi – dichiara il presidente della Provincia di teramo, Ernino D'Agostino - ha perso una splendida occasione per tacere o, meglio ancora, per presentare all'opinione pubblica una solenne autocritica per le gravissime responsabilità che, nel settore dei rifiuti, sono attribuibili alla precedente giunta regionale di centrodestra ed alla maggioranza che l'ha sostenuta. Il nostro auspicio è che, proprio grazie ad una nuova capacità di programmazione della Regione e ad un concreto sostegno agli interventi previsti nel piano provinciale per la gestione dei rifiuti, si possano superare le situazioni di acuta emergenza che gravano sul nostro territorio. E, inoltre, dare compiuta attuazione ai progetti che consentiranno di realizzare un sistema di smaltimento ambientalmente ed economicamente sostenibile.
Come abbiamo chiarito nell'ultima riunione della Conferenza dei sindaci – prosegue D'Agostino - la Provincia intende promuovere una comune assunzione di responsabilità con i Comuni ed i consorzi intercomunali, al di fuori di ogni logica di schieramento, per affrontare e risolvere problemi che hanno assunto il connotato della drammaticità. Quanto alla vicenda dell'eventuale ampliamento della discarica La Torre, in questa fase non possiamo che attendere l'esito delle valutazioni tecniche e di impatto ambientale che stanno effettuando gli organi della Regione auspicandone la celerità».
Anche l'assessore all'ambiente Antonio Assogna replica a Tancredi.
«L'attacco del consigliere regionale Tancredi alla Provincia è ingiustificato e sconsiderato – dichiara l'assessore Assogna – dato che il triste spettacolo a cui assistiamo ogni giorno, con gli impianti chiusi o sequestrati e la nostra immondizia che viaggia verso altre province, non è altro che la conseguenza di un'inesistente attività di programmazione da parte della precedente giunta regionale e dell'allora maggioranza di cui Paolo Tancredi faceva parte. Hanno infatti bloccato l'efficacia del precedente piano regionale ritardando anche l'approvazione del piano provinciale dei rifiuti. Per quanto riguarda invece l'ampliamento della discarica La Torre - continua Assogna – non mi stancherò mai di ripetere che, secondo il piano provinciale, nell'ambito di ciascun comprensorio è necessario individuare nuovi siti se intervengono cause ostative agli ampliamenti previsti. Nel caso di La Torre, in attesa del responso dell'organo tecnico della Regione sul progetto di ampliamento, facciamo presente che in ogni caso non spetta alla Provincia ma ai Comuni del comprensorio individuare un eventuale sito alternativo».

09/06/2006 16.32