Manoppello, Serramonacesca, Pescosansonesco: parlano i sindaci eletti

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Ad un giorno dalle elezioni, tutti sono più tranquilli: finite le campagne elettorali, finiti i festeggiamenti, finite le nottatacce, e finiti, si spera, i colpi bassi dei vari candidati sindaci. I neo eletti gironzolano tra le vie dei loro “piccoli regni”, salutano, ringraziano, offrono caffè ai bar e rassicurano i propri elettori: «I programmi saranno rispettati e le vostre richieste saranno esaudite. Vedrete - affermano i nuovi sindaci - che la vostra scelta sarà ricompensata».
La provincia di Pescara ha visto protagonisti, a queste ultime elezioni amministrative, 10 comuni i quali, hanno rispettato il trend nazionale dei risultati; due paesi infatti, sono stati assegnati al centro destra e otto, al centrosinistra.
Non ci sono state grandi sorprese, la maggior parte dei comuni ha visto riconfermare i sindaci uscenti che, nel corso della “maratona” elettorale, hanno preferito non rilasciare dichiarazioni e commenti.
Con la conclusione dello spoglio delle schede i vincitori si sono dedicati agli organi di stampa, sottoponendosi ad ogni tipo di domanda; all'entusiasmo e al sospiro di sollievo non sono mancate, frasi ironiche, battute e “frecciatine” ma, tutto, nel massimo rispetto delle persone e degli avversari.

In provincia tre sono stati i risultati più interessanti: il ribaltone a Manoppello con la vittoria di Gennaro Matarazzo, candidato con la lista “Manoppello che vogliamo”, la conferma stracciata di Andrea Di Meo a Serramonacesca, candidato con la lista “L'arcobaleno” e la vittoria sul filo del rasoio a Pescosansonesco di Domenico Di Gregorio, candidato con la lista “Con fiducia verso il futuro”.
Ai tre volti più o meno noti della politica locale, è stata data la parola per avere, a caldo, delle dichiarazioni riguardanti i risultati elettorali.

MANOPPELLO.

«Tornare a lavorare in concerto con la cittadinanza e, soprattutto, con i dipendenti comunali». Le prime parole del diessino Gennaro Matarazzo, sono rivolte subito ai cittadini di Manoppello e, in particolar modo, ai dipendenti comunali i quali hanno avuto non pochi problemi con l'amministrazione De Luca.
«Vincere non è stato facile» - ha affermato il primo cittadino - «1584 voti contro i 1484 della lista “Città Unita” capeggiata dal fratello del sindaco uscente, Luca De Luca. Il governo De Luca era ben radicato sul territorio di Manoppello ma, evidentemente, il paese aveva voglia di cambiare. La prima cosa d'affrontare» - ha affermato Matarazzo - «sarà quella di ristabilire un dialogo con i dipendenti comunali. Bisogna ridare loro una giusta dignità professionale e, appena sarà indicato l'Assessore al personale, bisognerà rivedere il piano ferie e dare la possibilità a tutti di poter vivere la propria professione con giustizia».
Altro punto fondamentale per Matarazzo è la necessità di vagliare bene le scelte fatte dall'amministrazione uscente per quanto riguarda il piano regolatore. In merito al problema dichiara il primo cittadino: «Manoppello scalo è il motore industriale del paese, fondamentale per la crescita economica del nostro comune ma ognuno ha fatto quello che gli pareva. Hanno costruito “palazzoni”, capannoni e impianti industriali senza seguire una logica urbanistica e, oggi, è un'area in balia di costruttori edili indisciplinati. Manoppello scalo - ha affermato in neosindanco - è cresciuta troppo in fretta e in maniera caotica; è nostro dovere quindi, riprendere le redini della situazione e stabilire nuove regole».
Altro impegno per Gennaro Matarazzo è il ruolo che Manoppello deve acquisire nel contesto di un turismo religioso e culturale. «Il Volto Santo, è un simbolo religioso da rispettare ma è innegabile la sua forza economica per il paese. La Sacra Icona - ha dichiarato Matarazzo - dovrà continuare ad essere un elemento catalizzante per le persone che scelgono Manoppello come meta turistica. Bisognerà migliorare le strutture ricettive e, soprattutto, dirottare tale turismo al centro storico del paese per poter beneficare di queste importanti dinamiche economiche».

SERRAMONACESCA

A esultare di gioia il dirimpettaio di Matarazzo, Andrea Di Meo eletto sindaco di Serramonacesca con la lista di centro sinistra, “L'Arcobaleno”.
Di Meo, sindaco uscente ha sbancato, come si dice in gergo cinematografico, il botteghino con un vero e proprio plebiscito: 365 voti della sua lista contro i 145 della lista avversaria “L'Aquilone”, capeggiata dal candidato di An, Antonio Michitti. 32 voti, invece, sono stati racimolati dalla terza lista, “Aria Nuova a Serra” di Cinzia Marinelli, candidata con il centro destra.
«Essere di nuovo sindaco a Serramonacesca - ha dichiarato Di Meo - conferma il mio impegno nei confronti di questo paese. Non voglio essere presuntuoso ma possiamo parlare di una vera e propria “rivoluzione copernicana”. Nel giro di pochi anni Serra è uscita dall'anonimato, è rientrata tra le mete più importanti dei circuiti turistici regionali, ha trovato un'esemplare collaborazione tra cittadini e amministrazione e ha trasformato completamente il volto dell'assetto urbano. La casa di riposo, inaugurata pochi mesi fa, il miglioramento della viabilità, l'attenzione nei confronti dell'abbazia di San Liberatore e la sua posizione geografica strategica (a pochi km da Passo Lanciano) hanno fatto di questo paese il fiore all'occhiello della provincia di Pescara. In quanti paesi», continua il sindaco, « è mai capitato che la domenica mattina semplici cittadini armati di pennelli, stucchi e vernici, si sono dedicati alla manutenzione ordinaria di pali della luce, muretti e via dicendo? Pochi, davvero pochi mentre a Serra, tutto ciò è ormai una consuetudine».

PESCOSANSONESCO

A tirare un sospiro di sollievo è invece, il nuovo sindaco di Pescosansonesco, Domenico Di Gregorio candidato con la lista, “Con fiducia verso il futuro”. Un sospiro di sollievo perché la vittoria è stata determinata da un pugno di voti: 206 preferenze per Di Gregorio e 198 per Nunzio Di Donato, candidato con la lista “Tutti per Pesco e Pesco per tutti”.
«Il nostro programma è stato apprezzato ma nei piccoli centri dell'entroterra i vecchi giochi di potere riescono ancora a creare problemi. Diventa difficile - ha affermato Di Gregorio - contrastare il clientelismo generato da una politica corrotta. Le persone devono capire che ottenere un posticino alla Asl di Popoli o in qualsiasi altro ente, non risolve i reali problemi del paese. Pescosansonesco soffre dello spopolamento da parte dei giovani, è un paese di anziani che, sicuramente, rappresentano una ricca risorsa ma che non basta a rilanciare l'economia del paese. Bisogna puntare sul turismo e sull'ambiente - sottolinea Di Gregorio - di cui Pesco, è particolarmente ricca. Abbiamo siti archeologici di pregiata importanza, il comune è dentro i confini del Parco Nazionale del Gran Sasso e la natura è davvero rigogliosa. Bisogna quindi puntare sulle strutture ricettive e sui giovani, bisogna aiutare le iniziative di privati e delle cooperative, bisogna quindi puntare sul nostro patrimonio ambientale così come hanno fatto altri centri del pescarese. Stabilire nuovi dialoghi con gli Enti locali e convincere il resto del paese che la vecchia politica non paga sono gli obiettivi che il mio gruppo si è posto come priorità indiscusse».
Ivan D'Alberto 31/05/2006 8.44