Scuola elementare: «derisi perché chiedevamo sicurezza»

Alessandro Biancardi

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ORSOGNA. Intonaco e calcinacci che cadono e portano alla luce una instabilità dell’edificio. La scuola viene chiusa, riaperta e poi nuovamente chiusa. Adesso i genitori, con relazioni tecniche alla mano, aspettano una soluzione. «Troppe persone incompetenti si sono occupate della vicenda. Si è deriso ed umiliato chi ha portato avanti quella richiesta di sicurezza».
Nello scorso mese di novembre si è verificato nella scuola elementare di Orsogna l'ennesimo distacco di intonaco e calcinacci da alcuni solai dell'edificio.
A seguito dell'accaduto un Comitato in rappresentanza di genitori ha inviato una petizione al sindaco, al Comando dei vigili del fuoco, alla Prefettura , al Dirigente Scolastico ed altri, «al solo fine di accertare il rischio per l'eventuale ripetersi di altri episodi simili e per verificare la sicurezza della struttura a salvaguardia dei bambini».

Solo grazie a questa petizione l'episodio non è rimasto nascosto, come i precedenti, tant'è che l'amministrazione comunale è stata “costretta” a sospendere le lezioni e provvedere ad una prima verifica della staticità di tutti gli intonaci dei solai.
A seguito della verifica «è stato necessario far cadere una enorme quantità di intonaco dai solai poiché gran parte di questi «risultava pericolante e pericoloso per la salvaguardia dei bambini».
Quindi sembra ovvio, come fanno notare giustamente i genitori, che solo grazie all'interessamento del Comitato e non alla attenzione dell'amministrazione comunale, «si è evitato un rischio grave».

Dopo che si è provveduto a far cadere tutti gli intonaci pericolanti, è stata redatta una relazione da parte di un Consulente Tecnico, che conclude come segue: «si ravvisa la necessità dell'esecuzione, in tempi molto ravvicinati, di un intervento definitivo di messa in sicurezza delle volte dei solai in tutti i locali dell'edificio in oggetto».

Pur con tale relazione, l'amministrazione comunale comunicava l'intenzione di riaprire l'edificio. Ma, a seguito delle preoccupazioni esposte da molti genitori sulla staticità dei solai e sulla presenza di altre misure di protezione e sicurezza, il sindaco ha predisposto ulteriori verifiche impegnandosi a costituire una Commissione Tecnica composta da Prefettura, Servizio Attività Tecniche Territoriali (ex Genio Civile), Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco e, pertanto, con l'ordinanza n. 38 ha decretato per la terza volta, la chiusura dell'Edificio Scolastico.

«Questa commissione realmente non è mai stata istituita», denunciano oggi i genitori. «Quella mobilitazione ed una relazione del comando provinciale dei Vigili del Fuoco ha costretto l'amministrazione a fare effettuare delle prove di carico sui solai soggetti del degrado. Queste prove sono state fatte ad inizio gennaio 2006, L'Università degli Studi de L'Aquila, incaricata per l'analisi di dette prove, in data 29 marzo ha scritto la relazione sui risultati che solo in data 20 maggio è stata protocollata presso il comune.

La relazione dice chiaramente: «(...) si ritiene che i solai in questione non siano in condizioni di sicurezza statica», per la funzione che devono assolvere e che quindi «vadano previsti immediatamente gli opportuni accorgimenti per porre riparo a tale situazione».
«Alla luce di tutto questo», dichiarano oggi i genitori, «vogliamo denunciare la leggerezza, l'arroganza e l'incompetenza del sindaco, degli assessori preposti, della maggioranza tutta e di chi riveste ruoli di responsabilità nell'affrontare il problema; addirittura si è deriso ed umiliato chi ha portato avanti quella richiesta di sicurezza. Hanno detto che non era successo nulla di grave».
Oggi si chiede «che ognuno si prenda le proprie responsabilità e chi ha sbagliato, chi ha agito con leggerezza risponda almeno alla propria coscienza e prenda seriamente in considerazione l'ipotesi di dimettersi». Di certo adesso occorre un intervento immediato che ridia tranquillità e sicurezza a tutti coloro che utilizzano la struttura scolastica.

30/05/2006 10.41