Caso Quarta: le precisazioni dello Sdi

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Domani mattina è in programma uno dei consigli regionali più attesi degli ultimi tempi. Punto determinante della seduta sarà la questione Quarta. E proprio alla vigilia il consigliere dello Sdi Camillo Cesarone precisa che l’emendamento, che probabilmente domani diventerà legge, «è regolare». Intanto Quarta annuncia azioni risarcitorie «per la tutela della sua immagine», ma lo Sdi non smentisce che quel posto lo ricoprirà proprio lui. L'ANNUNCIO DELL'EMENDAMENTO
«La proposta di legge all'esame del Consiglio generale», spiega il consigliere Cesarone, «costiuisce esclusivamente un riordino degli esistenti uffici di stretta collaborazione del presidente della Giunta regionale».
Niente di anomalo, assicura quindi il gruppo Consiliare che aggiunge: «non ci saranno aumenti di spesa. L'adeguamento in corso, a dispetto della disinformazione diffusa dai consiglieri Castiglione e Di Stefano, colma un ritardo perpetrato solo in passato da questa Regione».
Altro chiarimento arriva poi da quello che la minoranza aveva denunciato come «una palese mancanza di requisiti per il personale che subentrerà»: «Abbiamo adottato gli stessi parametri che la medesima norma dello Stato ha disciplinato per i propri Ministeri. Le affermazioni addotte dai due consiglieri rappresentano solo l'ennesimo esercizio di una strumentale demagogia dell'operato degli organi di governo della Regione, nonchè l'ennesimo atto di teppismo politico nei confronti di Lamberto Quarta, per il quale sarà vagliata l'opportunità di esperire ogni azione giudiziaria, anche risarcitoria, a tutela della sua immagine».
Nessuna smentita arriva però sul fatto che quel posto non verrà occupato da Quarta.
Pronta la replica di Di Stefano e Castiglione che nei giorni scorsi avevano denunciato l'emendamento “sospetto”.
«Non ci faremo intimidire con le gravi e offensive affermazioni di Camillo Cesarone, falsità grossolane che avremo piacere di smentire nelle sedi opportune. Dispiace piuttosto», continua Castiglione, «osservare come gli auspici espressi dal presidente Marini al rispetto degli avversari siano stati disattesi proprio da un esponente del partito del presidente Del Turco, ma purtroppo questa è la classe dirigente locale che spadroneggia in Abruzzo».
«Il nervosismo di Cesarone», sottolinea Fabrizio Di Stefano, «segnala evidentemente la rabbia di chi è stato colto in fallo. Come abbiamo sempre fatto, risponderemo con i fatti e dimostrando, carte alle mani, ciò che affermiamo. Dobbiamo osservare, tra l'altro, come il tentativo di istituire un ufficio di diretta collaborazione del presidente va in direzione esattamente inversa rispetto al richiamo del presidente del senato al contenimento della spesa pubblica. Speriamo che le parole di Marini facciano breccia in una maggioranza che sinora si è mostrata poco sensibile a certe preoccupazioni.

29/05/2006 11.40