Sanatoria per i sottotetti, è ancora scontro

Alessandro Biancardi

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PESCARA. E’ stato votato all’unanimità, nel consiglio provinciale di ieri mattina il riesame, da parte del Consiglio comunale di Montesilvano, dell’articolo 27 del regolamento urbanistico riguardante il via libera all’abitabilità dei sottotetti. La decisione non è però vincolante per l’amministrazione guidata da Enzo Cantagallo.
Sul parere che la Provincia avrebbe dovuto rilasciare entro il 20 maggio è valso infatti il silenzio-assenso accordato dopo la seduta consiliare di sabato scorso andata deserta.
Pur trattandosi, quindi, di una discussione solo formale, non sono mancate le polemiche tra i capigruppo nel consiglio provinciale di ieri.
Nicola Ricotta, di AN, ha lamentato la «disattenzione del Consiglio provinciale verso la questione», Nino D'Annunzio, dei DS, ha sottolineato invece come «non si debba negare la possibilità di avere una abitazione a basso prezzo, specie per i giovani».
Aurelio Giammorretti, della Margherita, ha sostenuto che «non si può ignorare che esiste un mercato, spesso sotterraneo, che stabilisce il prezzo dei sottotetti abitabili». Vincenzo Berghella, di Forza Italia, ha invece protestato abbandonando l'aula e non partecipando quindi alla votazione.

Il Consiglio Comunale di Montesilvano, con atto del 27.02.2006 n. 29, aveva promosso la trasformazione dei sottotetti non abitabili in unità immobiliari autonome ed introdurre una sorta di sanatoria permanente in materia.
Il provvedimento, secondo il consigliere Sandro Di Minco (Rc), presenterebbe diversi punti «fortemente critici».
Per quanto riguarda i sottotetti non abitabili, secondo quanto stabilito dalla nuova disciplina, possono costituire unità immobiliari autonome.
«Questo significa», ha spiegato Di Minco, «che il sottotetto non abitabile può essere completamente svincolato dall'unità immobiliare immediatamente sottostante, che potrà avere un accesso del tutto autonomo, che potrà avere un mercato autonomo. Su questo punto non è difficile immaginare che si aprirà un mercato di locazioni e/o vendite che aumenterà in modo non prevedibile il numero di abitanti del Comune, oltre a prefigurare un ovvio mercato di “stamberghe” non abitabili (e su cui il proprietario non pagherà gli oneri, vista la non computabilità ai fini volumetrici) per studenti, immigrati e via speculando»…
Per quanto riguarda i sottotetti abitabili, invece, la nuova disciplina del R.E.C. (Regolamento Edilizio Comunale) di Montesilvano si basa sulla L.R. n. 6 del 2005. «Una legge dettata dalla Regione non a fini di disciplina urbanistica ma, fuor di metafora, per fare cassa», tuona Di Minco.
«Sembra un gioco di prestigio in quanto si assume come riferimento della normativa comunale una normativa regionale che ha carattere del tutto eccezionale e temporaneo, finalizzata a sanare, con le caratteristiche di un condono edilizio, i sottotetti esistenti e non certo quelli futuri».
Questo porterà, secondo il consigliere, «alla realizzazione «di nuovi sottotetti con caratteristiche ai limiti della vivibilità dietro corresponsione degli oneri concessori. È inaccettabile trasformare in norma urbanistica ordinaria una norma di natura finanziaria, con caratteristiche di eccezionalità e transitorietà».

24/05/2006 10.24