Caramanico: «Per il trasferimento del dirigente motivazioni serie e concrete»

Alessandro Biancardi

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Sul trasferimento dell'architetto Antonio Perrotti, dipendente della Regione, qualche giorno fa Rifondazione comunista aveva espresso molti dubbi e perplessità derivanti dalla poca trasparenza in cui era avenuto lo spostamento, evento unico.
«Il motivo del mio stupore», ha risposto l'assessore Franco Caramanico, che ha voluto lo spostamento, «sta nel fatto che ritengo prassi consolidata di un buon politico, oltre che di un sapiente amministratore, evitare di esprimere giudizi senza conoscere, se non per vie traverse e di certo unilaterali, le motivazioni che mi hanno condotto a prendere una siffatta decisione nei confronti dell'architetto Perrotti. Decisione che - mi preme sottolineare a chi, come Daniela Santoni, antepone i giudizi alla conoscenza dei fatti – affonda le sue radici in una serie di motivazioni serie e concrete. Non ritengo, in ogni caso, che il trasferimento dell'architetto Perrotti possa incidere sull'esito degli obiettivi che il mio assessorato si trova a perseguire. Il mio gruppo di lavoro non si regge su personalismi, ma su obiettivi condivisi portati avanti da professionisti competenti tanto quanto l'architetto Perrotti, il cui valore professionale potrà essere messo al servizio di una direzione non avulsa dalle sue specifiche capacità, visto che essa comprende anche il demanio, settore nel quale lavorano funzionari e dirigenti di comprovata esperienza».
Quanto alle presunte disfunzioni che si potrebbero creare e agli scollamenti avanzati da Rc in particolare sul piano di tutela della costa teatina e delle aree di risulta ferroviarie l'assessore Caramanico ha ricordato come la questione sia stata discussa sia all'interno della commissione consiliare preposta sia in incontri pubblici, «dove Rifondazione comunista ha espresso pareri non sempre univoci».
«Ritengo dunque che, più che riflettere su casi interni al mio assessorato», ha concluso caramanico, «la capogruppo farebbe bene a chiarire la sua posizione su temi ben più rilevanti. Sui quali, come è mio costume, la disponibilità al confronto è sempre aperta. Disponibilità che, mi auguro, la Santroni dimostri anche nel rivedere giudizi frettolosi e di parte».
19/05/2006 9.38


L'ACCUSA DI RIFONDAZIONE COMUNISTA