Teodoro: «Legge Biagi da migliorare»

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Il capogruppo della Margherita alla Regione chiede un dialogo per rivedere la normativa. «Era nata per offrire nuove possibilità ai giovani alla ricerca della prima occupazione»

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«La precarietà del lavoro è la questione che di gran lunga affligge la nostra regione. Inoltre la vera e propria situazione di emergenza che si è venuta creando al cessare delle attività di molte imprese del nostro territorio, ha ingrossato le file dei precari accorpandovi molti di coloro che a seguito degli eventi congiunturali hanno perso la propria occupazione».
La preoccupazione viene espressa oggi dal Capogruppo DL, Maurizio Teodoro, che non dimentica tuttavia da dove nacque quella proposta.
«Forse è giusto ricordare che questa normativa in questione è stata voluta ed iniziata dal centro sinistra che ha creduto nell'introduzione della flessibilità nel settore del lavoro. Si è voluto in tal modo offrire una possibilità ai giovani in cerca di prima occupazione per costruire il proprio futuro anche dal punto di vista del sostentamento economico e per coloro i quali, spesso superati i cinquanta anni e con carichi familiari, hanno avuto la sventura di perdere la propria stabile occupazione. Non era nei progetti», assicura Teodoro, «che tale normativa si traducesse in precarietà a vita».
Ma come arginare il problema?
Il consigliere propone il «ricorso al dialogo aperto tra le parti»: la concertazione tra governo, rappresentanze sindacali dei datori di lavoro e sindacati dei lavoratori. La Legge Biagi, «pur perfettibile e suscettibile di miglioramenti come ogni altra norma», continua Teodoro, «deve essere intesa non solo come Legge dello Stato ma soprattutto per una parte non scritta della sua codifica, per la verità fondamentale che ne traspare: l'enunciazione del principio di irrinunciabilità al dialogo civile ed aperto tra le parti, volto ad evitare squilibri e penalizzazioni di una di esse».
12/05/2006 11.45