Le priorità di Vasto: «rifiuti, tutela della costa, centro storico e statuto»

Alessandro Biancardi

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VASTO. L’Associazione civica Porta Nuova ci aiuta a capire su cosa dovrebbe puntare il nuovo sindaco.
Come votare alle prossime comunali? Ognuno lo farà a modo proprio ma l'associazione civica
Porta Nuova, che si batte quotidianamente per la salvaguardia del territorio, chiede ai cittadini di non dimenticare il bene del loro comune.
«Noi non vogliamo dare indicazioni di voto», assicura il responsabile Michele Celenza, «invitiamo però i cittadini ad esprimere la propria preferenza in relazione alle risposte che i candidati daranno –sempre che le diano- alle questioni seguenti».
Tra i quattro punti fondamentali secondo l'associazione civica ci sono lo Statuto comunale, il centro storico, la tutela della costa e la raccolta dei rifiuti urbani.


LO STATUTO COMUNALE

«I candidati sindaci dovrebbero parlarci delle relazioni che la loro amministrazione comunale
intenderà stabilire con la generalità dei cittadini. E prendere degli impegni».
Aspetti fondamentali della questione vengono regolati proprio dallo Statuto Comunale.
«Sfortunatamente», ricorda Celenza, «questo attende ancora oggi – malgrado le promesse
formulateci dall'amministrazione uscente, e a 10 anni dalla sua approvazione- di essere applicato».
Dall'Ottobre 2004 l'associazione Porta Nuova (raccogliendo l'adesione di 14 altre associazioni
cittadine) ha chiesto in particolare l'attuazione del difensore civico, della conferenza dei servizi per esaminare l'andamento della qualità, quantità, efficienza ed efficacia dei servizi, (acqua,
raccolta dei rifiuti, trasporti pubblici urbani e il regolamento degli istituti di partecipazione).

IL CENTRO STORICO

«Da quarant'anni a questa parte», ricorda Celenza, «da quando l'allora sindaco Ciccarone dispose l'asfaltatura dell'antico manto viario, esso è oggetto, per mano pubblica o privata, di piccoli e gradi interventi». Anche con tutte le buone intenzioni l'aspetto originario sta completamente mutando.
«Nessuno», continua l'associazione, «ha mai provato negli ultimi anni a formulare una proposta di intervento complessivo. Non si tratta di impedire i lavori necessari a mantenere il centro storico
abitabile; né di allestire su di esso un'anacronistica programmazione onnicomprensiva, ma di
stabilire un quadro generale minimo di riferimento che lo tuteli e valorizzi nel suo insieme».
Sarebbe pertanto necessaria la definizione «dei Piani di Recupero del Nucleo Antico, la premessa per un intervento organico, nonché la condizione necessaria per poter accedere ad eventuali
finanziamenti pubblici». Inoltre servirebbe per la città di Vasto «l'adozione di un regolamento per l'arredo, il decoro e l'igiene dell'ambiente urbano che fissi dei criteri minimi, ma generali, circa l'aspetto delle strade, delle facciate, del verde pubblico, non solo nel centro storico, ma nell'intero centro abitato e il risanamento dei ruderi di via Marchesani, un pugno nell'occhio in pieno
centro storico della città». Anche in questo caso «l'Amministrazione uscente non ha
onorato le promesse che ci aveva presentato».

LA TUTELA DELLA COSTA

«La dismissione del tracciato ferroviario lungo il tratto di costa da Vasto ad Ortona rappresenta per la nostra zona una storica opportunità, ma anche un grave pericolo per la speculazione edilizia che potrebbe convogliare».
Tutti i partiti naturalmente si sono dichiarati contro la speculazione, bisognerà poi valutare i fatti. Intanto il Coordinamento per la tutela della Costa Teatina (che riunisce una ventina di associazioni locali, tra cui la nostra) ha presentato nel Marzo scorso alla II Commissione del Consiglio
Regionale una propria proposta di Legge Regionale per l'istituzione della Riserva Naturale
Regionale della Costa Teatina. «La proposta sembra essere più organica rispetto a quella presentata dall'assessore Caramanico», rivela Celenza, «ed è corredata dagli studi di illustri docenti dell'Università dell'Aquila. Secondo la nostra proposta l'area di proprietà di RFI non costituirebbe, da sola, il corpo della Riseva, ma fungerebbe come un corridoio verde di raccordo, “in ottica di rete ecologica”, tra i 6 siti di importanza comunitaria, le 2 Riserve Regionali, il giardino botanico di
importanza regionale e le numerose stazioni dove sono segnalate specie vegetali in via d'estinzione e in lista rossa Iucn presenti nei poco più di 40 km della costa»
Perciò l'associazione civica chiede al nuovo sindaco di «pronunciarsi sulla proposta e far capire quali sono le intenzioni della prossima amministrazione».

LA RACCOLTA DEI RIFIUTI URBANI

Vasto in quanto raccolta differenziata è ancora molto indietro. Gli ultimi dati disponibili (fonte A-genzia Provinciale dei Rifiuti) danno alla città, per il 2004, una percentuale di raccolta
differenziata del 9,3%. L'obiettivo fissato per i comuni dalla legge Ronchi è, dal 2003, del 35%.
«Nonostante i molti miglioramenti verificatisi di recente», ammette Celenza, «c'è ancora molto da fare».
La discarica del consorzio Civeta di Cupello, cui il comune di Vasto conferisce i rifiuti urbani, si esaurirà, secondo stime attendibili, entro il 2010.
Dopodichè bisognerà smaltire l'indifferenziato altrove (presumibilmente a Lanciano), con un
conseguente sensibile aumento della tariffa. O altrimenti bisognerà ricorrere, come proponeva non più tardi di due anni fa l'allora assessore Desiati, all'incenerimento.
«Ci sembra il caso che il Comune», sottolinea l'associazione civica, «si dia finalmente nel
merito una politica responsabile.

12/05/2006 11.35