Consiglio provinciale, dibattito aspro sul bilancio 2006

Alessandro Biancardi

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TERAMO. Una seduta fiume terminata a tarda notte quella di ieri del Consiglio Provinciale per l’approvazione del bilancio preventivo 2006.
«Un bilancio sofferto – ha esordito l'assessore Pietro Pantone, presentando la relazione al Consiglio – perché senza dubbio c'è uno squilibrio evidente fra le risorse a disposizione e i bisogni della comunità. Un bilancio rigido, ingessato dai pesanti tagli che le Finanziarie hanno operato sugli enti locali e dall'incertezza dei modi e dei tempi con i quali ci vengono trasferite le poche risorse certe».
Salvaguardata la spesa sociale, l'unica per il quale si registra un incremento, di circa il 17%, rispetto allo scorso anno.
La spesa corrente è di 34.349.725 euro; le spese di investimento sono di circa 6 milioni di euro; 4 milioni e mezzo sono destinati al rimborso dei prestiti e 5 milioni e mezzo per i servizi a terzi.
«Rispetto al 2005 – ha continuato Pantone – prevediamo complessivamente circa 5 milioni di trasferimenti in meno da Stato e Regione».
Nonostante la riduzione del 12,30% in meno delle spese correnti, il totale rimane significativo, il 68% della spesa complessiva.
«La spesa per il personale dovrà essere ridotta dell'1% e questo rende difficile programmare nuove assunzioni, effettuare quelle già previste, assumere a tempo determinato».
«L'ingessamento del bilancio – secondo Rando Angelini di Forza Italia – è il frutto delle politiche sbagliate . Questo bilancio, come sottolineato dai revisori dei conti, è pieno di lacune: è gravissimo che non ci sia l'elenco degli incarichi e delle consulenze e la programmazione del fabbisogno del personale».
Angelini ha sottolineato una «incongruità nella distribuzione delle spese per il personale a favore di pochi» e, inoltre, ha rilevato l'inadeguatezza dei canoni dei beni dati in locazione.
Argomento sollevato anche da Abramo Micozzi dell'Udc: «L'ente paga canoni a prezzi di mercato e fa pagare affitti irrisori – ha sostenuto -, non si capisce quale sarà il fabbisogno dell'ente per quanto riguarda il personale. La spesa procapite è passata dai 169 euro del 2004 ai 20 euro di oggi. Non si può dare la colpa alla Finanziaria».
Paolo Di Domenico, del Movimento Civico Territoriale, ha condiviso le ragioni esposte dall'assessore Pantone rispetto alle motivazioni che hanno portato ad un «irrigidimento del bilancio» ma, ha aggiunto, «ci sono alcune cose che vanno rilevate come la maniera con la quale vengono usate le risorse per il personale e vengono gestite le dinamiche occupazionali».
«Con una spesa pro-capite di 20 euro – ha commentato Lanfranco Venturoni dai banchi della minoranza– l'impatto dell'attività della Provincia sul territorio è pari a zero». Situazione grave anche per Carlo Taraschi di An: «C'è una oggettiva difficoltà. Se la Provincia di Teramo è quella alla quale la Regione trasferisce meno soldi, qualcosa non ha funzionato. Invito la maggioranza ad aprire un confronto serio sulle ragioni vere dei problemi di bilancio».
Per la maggioranza è intervenuto Giuseppe Fagotti, dello Sdi, per il quale, «è evidente che in questi ultimi anni lo Stato ha trasferito sugli enti locali i problemi del Paese ed è questa la ragione per la quale tutti i bilanci non solo quello della Provincia risultano ingessati». Taraschi è tornato a chiedere l'elenco delle consulenze e degli incarichi.
Pantone, dopo il dibattito, ha replicato ai rilievi avanzati dalla minoranza sostenendo che «questo precipizio non è imputabile all'amministrazione ma una conseguenza della Finanziaria 2005 del Governo Berlusconi» : «“Gli enti locali, infatti, – ha dichiarato - hanno pesanti vincoli di spesa e di indebitamento. Le Province, che devono gestire una serie di deleghe e competenze, sono ridotte ad assicurare l'ordinario e la manutenzione».
10/05/2006 11.01