Bando area di risulta: «amministrazione dilettante»

Alessandro Biancardi

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AGGIORNAMENTO (16.47) PESCARA. Infuriano le polemiche a tre giorni dal “mea culpa” travestito del Comune sull’errore del bando per i lavori dell’area di risulta. An chiede di tornare a ridiscutere sul progetto. Forza Italia denuncia protocolli promessi e mai attuati sulla regolarità e la sicurezza del lavoro nel settore delle costruzioni. «Intervenga la Cgil».

 Tornare in Consiglio Comunale e riverificare il progetto. Dopo il “pasticcio”  del bando per l'appalto dei lavori all'area di risulta An lancia la sua sfida.
Sedersi in Consiglio comunale per ridiscutere il progetto e, eventualmente, apporre modifiche se i conti non tornano.
Difficile ipotizzare che il sindaco di Pescara Luciano D'Alfonso decida di mettere mano all'opera «di livello europeo» di Monistiroli e, infatti, subito dopo la scoperta dell'errore, ci si è messi al lavoro per la nuova stesura del bando, questa volta con i numeri giusti, hanno assicurato da Palazzo di città.
«Le ditte che si sono rivolte al Comune», tuona oggi l'esponente di An Augusto Di Luzio, «spiegando che la cifra per i lavori di bonifica non era sufficiente hanno messo in luce l'incompetenza e il dilettantismo di questa amministrazione».
Se infatti l'amministrazione ha chiaro in testa il progetto da realizzare, un po' più spaesata è apparso sui costi di realizzazione e i 3 milioni di euro ipotizzati per la bonifica della ex stazione ferroviaria sembravano sufficienti.
Ancora «più grave», secondo l'esponente di An il fatto che questo «grossolano errore» ricada proprio su uno dei lavori «che lo stesso Comune definisce vitali e importanti per tutta la città e il medio Adriatico. Se i conti non tornano e i soldi non bastano forse sarebbe il caso di tornare a valutare il progetto in consiglio comunale e magari ridimensionare l'opera».


FI: «PROMESSE DISATTESE»

E sempre in tema di lavori pubblici anche Forza Italia oggi si toglie i suoi sassolini dalle scarpe. Lo fa il consigliere di minoranza Guerino Testa puntando il dito contro un protocollo di intesa per la regolarità e la sicurezza del lavoro nel settore delle costruzioni (Delibera di Giunta Comunale n. 1115 del 9.11.2004) sottoscritto ma mai attuato.
Tra i punti più significativi della delibera Testa ricorda che non è mai stata attuato l'impegno di «adottare il prezziario regionale aggiornato, adeguandolo annualmente, ad inserire nei propri capitolati speciali d'appalto, l'obbligo per le imprese esecutrici di accettare la visita in cantiere da parte del personale incaricato dagli Enti Paritetici Territoriali (Ance e Sindacati), per attività di consulenza in materia di salute e sicurezza nel settore delle costruzioni. Anche questo secondo punto è stato completamente disatteso.

Un altro dei punti su cui l'amministrazione sembra non aver fatto passi avanti secondo Fi riguarda l'inserimento «nei capitolati speciali d'appalto, dell'obbligo di dotare tutti i lavoratori presenti nei cantieri delle opere appaltate dall'Amministrazione di un tesserino di riconoscimento sul quale dovevano essere riportati i dati personali ed il livello di inquadramento contrattuale di ogni lavoratore». «Mai istituito» anche «l'Osservatorio per il monitoraggio dell'andamento delle condizioni di sicurezza e salute e di regolarità contributiva per i lavoratori impegnati nella realizzazione di opere pubbiche »
« Alla luce di quanto detto», chiarisce Guerino Testa, «risulta chiaro ed inaccettabile come tale amministrazione stia operando, nel settore dei lavori pubblici, senza rispettare le regole che essa stessa si era proposta.
Il consigliere Testa fa quindi appello «a quei sindacati, ed in particolare alla Cgil, che sono stati i promotiri dell'iniziativa, ma che però ad oggi non stanno vigilando l'Amministrazione Comunale per la mancata attuazione, (dopo 16 mesi !) di un protocollo di intesa finalizzato al contrasto del fenomeno del lavoro nero ed irregolare oltre che garantire il rispetto della disciplina in materia di sicurezza e di salute nel settore delle costruzioni edili».

26/04/2006 14.53

LA REPLICA DELL'ASSESSORE TOMMASO DI BIASE

«Non posso fare a meno di segnalare la pretestuosità e la grossolanità delle affermazioni rilasciate oggi dai colleghi di AN e dai loro consigliori», ribatte l'assessore Tommaso Di Biase, «non è vero che la procedura sia andata deserta due volte, né che addirittura qui si stia facendo dell'accanimento terapeutico. Noi abbiamo affrontato la questione con impegno e serietà, ottenendo con un concorso internazionale un progetto di straordinaria qualità, nel pieno rispetto delle indicazioni del Consiglio Comunale. Sulla base del progetto abbiamo seguito una procedura che ha ottenuto l'interessamento delle imprese nazionali e regionali più importanti e qualificate.
In questo percorso abbiamo voluto dare attuazione alle nuove normative che prevedono il ricorso al dialogo competitivo, che consente ad un'amministrazione pubblica di valersi delle competenze delle imprese quando si devono realizzare opere complesse. Le imprese», continua l'assessore, «ci hanno segnalato che esiste il rischio di una rilevante complessità sul piano della bonifica ambientale. Correttamente, anche per evitare che si aprissero cantieri condannati a restare fermi per contenziosi, abbiamo deciso di assumere questa problematica e si ripubblicare il bando sulla base di un approfondimento di tutti gli aspetti legati alla sostenibilità economica dell'intervento, inclusi possibili rilevanti oneri di bonifica».
Tutto sarebbe avvenuto nel pieno rispetto dei dettami del Consiglio Comunale e dunque «non si capisce di cosa il Consiglio sia stato spogliato dalla giunta. Semmai il Consiglio ha subito attentati alla sua credibilità negli anni della precedente Amministrazione, quando agli indirizzi non seguivano le opere».
26/04/2006 17.46